Utente 718XXX
Buongiorno a tutti,
sono un ragazzo di 23 anni e mi trovo a richiedere questo consulto online per cercare di capire qual'è il problema e come risolverlo.

Sono stato operato di idrocele da molto piccolo e ho successivamente subito interventi di frenulectomia e circoncisione negli ultimi 3 anni.
Ho inoltre sempre avuto problemi di eiaculazione precoce, ma anche un periodo refrattario relativamente breve.

Mentre i primi rapporti sessuali ormai diversi anni fa sono stati pienamente soddisfacenti, mi trovo ora di fronte sia al problema dell'eiaculazione precoce che alla quasi impossibilità successivamente di avere un rapporto sessuale a causa della mancata erezione completa (è solo parziale, a volte arrivo all'eiaculazione successiva senza aver avuto un'erezione completa).

Le differenze rispetto a quando il problema non si verificava consiste, oltre all'età, nell'aver subito i due interventi sopraccitati e in una crescente ansia da prestazione oltre a stress e tensione (anche per cause esterne rispetto al rapporto)

Quale potrebbe essere il problema e come si potrebbe risolverlo?
Anche solo un minimo aiuto è immensamente gradito

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,l'eiaculazione,convenzionalmente,viene definita precoce quando si verifica costantemente al di sotto dei 2 minuti dalla penetrazione.Aldila' di limiti temporali ,strumentali ed utili unicamente per fini metodologici,v'e' da sottolineare come questo disagio,certamente il piu' diffuso e "tignoso",porti il Paziente a trovare delle "soluzioni estemporanee che,spesso vedono come
elemento strategico il ripetere ,in piu' o meno rapida successione,il coito.
In tal modo tale comportamento diviene un modello che,nel tempo,e' sempre piu' difficile seguire.Nel Suo caso e' palese come non sia cresciuto in perfetta sintonia con la Sua genitalita',come dimostra la recente circoncisione/frenulectomia ed i problemi legati alla eccessiva lubrificazione
pre coitale.Esistono delle terapie,non univoche ma empiriche,che si fondano sull'uso di spray e pomate anestetiche,oltre che l'uso pilotato di medicinali con effetti indiretti "ritardanti",nonche' attendere nuove molecole farmacologiche piu' perfezionate.In tutti i casi,la problematica deve essere coordinata da un andrologo esperto che,eventualmente coadiuvato da uno psicosessuologo,possa coordinare i modi ed i tempi della terapia,evitando il faidate e coinvolgendo il paziente e,possibilmente,anche la partner femminile,nella strategia terapeutica.
Cordialita'.