Utente 910XXX
Dottori di Medicitalia

Sono un operaio che da molti anni lavora in una ditta di traslochi.
Quindi ho sempre spostato carichi pesanti anche da solo.
Circa un anno fà ho cominciato ad accusare dolori alla schiena che mi hanno costretto per lungo tempo ad assentarmi dal lavoro per malattia.
Circa sei mesi fa il medico mi ha fatto fare una RM dove ci sono due ernie del disco alla regione lombare, il radiologo allora mi ha parlato di tecnopaia.
Vorrei sapere gentilmente se questi dolori sono stati causati dal mio lavoro e se posso fare causa di servizio.
[#1] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
caro signore

Se i dolori sono stati causati dal suo lavoro questo è da vedere.
Si rivolga al suo Medico del Lavoro, sarà lui a valutare attentamente la situazione, dove potrà con l'ausilio di accertamenti e visite specialistiche, stabilire se si tratta di una tecnopatia.
Dopo che avrà valutato per bene la situazione potra instaurare l'iter di denuncia di malattia professionale.
[#2] dopo  
Utente 910XXX

Iscritto dal 2008
Dottore Costa

Volevo chiedere, se questo tipo di malattia,
mi tocca per legge.
[#3] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Capisco cosa vuole dire e Le tolgo le curiosità.
La denuncia di malattia professionale ( ex art.139DPR 1124/65 e art. 10 c.4 D.Lgs 38/2000)e il referto (Art.365 C.P.. e Art.334 C.P.P.) si impongono in presenza di malattia oggettivamente documentata e quando ne sia ragionevolmente dimostrata la relazione causale con l’attività lavorativa svolta sulla base della valutazione dei rischi

La sola presenza dei sintomi non è dunque considerata sufficiente per procedere alla compilazione del primo
certificato di malattia professionale e degli altri adempimenti medico-legali. Appare infatti necessario almeno il supporto di un esame strumentale (radiografia,ecografia,elettromiografia) che indichi la presenza di un danno organico funzionale.

Se il danno funzionale è verificato, si può consegnare al lavoratore il primo certificato di malattia professionale (ex art. 53 DPR 1124/65).

L’individuazione di un nesso causale fra attività lavorative e patologia (che sta alla base della individuazione dell’esistenza di una tecnopatia) può risultare difficoltosa soprattutto nel caso di affezioni ampiamente diffuse anche tra la popolazione generale, indipendentemente da fattori lavorativi. La valutazione del nesso causale potrà desumersi quindi da una parte dagli esiti di una puntuale valutazione del rischio, dall’altra dalle indicazioni epidemiologiche emergenti dall’esame dell’intero gruppo di lavoratori esposti.
[#4] dopo  
Utente 910XXX

Iscritto dal 2008
Dottore Costa

Lei è veramente una brava persona e un buon medico.
Veramente disponibile e gentile.
[#5] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore.

Lei Mi lusinga.
Siamo apposta per questo.
[#6] dopo  
Utente 910XXX

Iscritto dal 2008
Dottore Costa

Appena arriva mia figlia glielo faccio leggere anche se ho già capito quasi tutto.
Ci vuole la causa che unisce malattia e lavoro
[#7] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

ESATTO.
Bravissimo.
[#8] dopo  
Utente 910XXX

Iscritto dal 2008
Dottore Costa

Ho fatto solo le scuole dell'obligo, però mi difendo abbastanza.
Poi sentendo parlare i colleghi e le persone che per sentito dire ti riportano situazioni come le mie.
[#9] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

L'importante è capire e farsi capire,
ed avere ottimi rapporti umani con le persone.
[#10] dopo  
Utente 910XXX

Iscritto dal 2008
Dottore Costa

Ora la saluto e le auguro una buona notte.

( la posso disturbare per altre domande? )

[#11] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

Lei non disturba.

Buona notte.