sesso  
 
Utente 449XXX
Salve a tutti, salve dottori,

Vi spiego brevemente le mie ultime disavventure nella speranza di avere una risposta e, forse, una parola di conforto.
Un mese fa, il 14 maggio, da stupido e incosciente che sono ho praticato in un locale gay sesso orale su 5 sconosciuti. Ero ubriaco, ma non così tanto da non ricordarmi che non c'è stata eiaculazione diretta nella bocca. All'inizio non ero consapevole del rischio che il sesso orale comporta. Tornato a casa quella notte inizio ad andare nel panico: leggo da più fonti del rischio di contagio e decido la mattina dopo, di andare a un pronto soccorso dove mi prescrivono una terapia PEP. Le piccole nello specifico sono truvada, prezista e norvir. Da qui la prima domanda? È una terapia efficace? Purtroppo non ho letto di poche persone con la stessa combinazione. Inoltre, considerando che il rapporto orale ha un basso rischio, una volta assunta la terapia, posso stare sicuro che non andrò in contro a praticamente nessun rischio?
Purtroppo la mia storia non finisce qui. Sabato 13 Maggio, ironicamente l'ultimo giorno di terapia PEP, subisco in grave incidente a Parigi, dove vivo attualmente e dove è avvenuto il tutto: rottura del naso e altre ferite mi convincono a tornare a casa dove, mercoledì 17 Maggio vengo operato al naso in anestesia generale.
È possibile che la perdita del sangue che ho subito il giorno dell'incidente e l'intervento stesso abbiano potuto compromettere l'efficacia della terapia?
Inoltre dopo quanto tempo potrò stare sereno di non aver contratto nulla? Mi sconsigliate un test NAT ?

Grazie e spero in una vostra risposta, mi sento davvero perso e depresso per tutto quello che è accaduto
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
la terapia che le è stata data post expositionem è una terapia prevista dai protocolli e teoricamente efficace.
Nessuna PEP è in grado di garantire al 100% la prevenzione della infezione da HIV ma le percentuali sono generalmente molto alte.
Il sangue che ha perso a seguito dell'incidente occorsole non inficia minimamente l'efficacia della terapia.
In quanto al test: se deve fare quello "classico" lo deve effettuare a 50 gg dall'episodio a rischio (quindi non considerando il mese di terapia) e calcolando i quaranta giorni canonici dalla fine della terapia medesima.
Adesso un Nat test è del tutto sconsigliato.
Può essere preso in considerazione dopo almeno 20 gg dalla fine della terapia. Non prima.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2017
Grazie mille dottore per la celere risposta. Oltre alla perdita di snague, nemmeno l'intervento chirurgico può aver inficiato sull'efficacia della terapia?
Ad ogni modo aspetterò 40 giorni dalla fine della terapia per un test di quarta generazione. Spero che dopo i risultati potrò ritrovare un po' di serenità.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
stia tranquillo perchè nemmeno l'intervento chirurgico può avere influito sulla efficacia della PEP.
Se vorrà mi faccia poi sapere.
Nel frattempo se ci riesce stia tranquillo.
Buona domenica,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2017
Un'ultima domanda dottore.
Ho preso le pillole che mi sono state prescritte ogni giorno alla stessa ora (12:00) tutte assieme. Purtroppo non trovo casi analoghi di terapia simile e inizio a chiedermi se il dosaggio e la tempistica sia stata corretta.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
ma scusi quando le hanno prescritto la terapia non le hanno dato istruzioni relative al dosaggio e alla modalità di assunzione?
In ogni caso non vedo quali siano i suoi timori circa l'assunzione dei farmaci che correttamente sta assumendo.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2017
Salve,
La prima volta che ho assunto i farmaci al pronto soccorso non ho ricevuto visita medica e ho ricevuto le istruzioni sull'assunzione dal farmacista dell'ospedale. Dopo 4 giorni ho ricevuto una visita medica ma l'infettivologo (forse perché ero straniero o per altri motivi) non mi ha dato molte istruzioni, è stato molto sbrigativo e si è limitato a prescrivere i farmaci per un totale di 29 giorni.
Il fatto che lei mi abbia detto che la cura è stata assunta regolarmente mi rincuora non poco.
Ora sono ad una settimana dalla fine della terapia e aspetto il quarantaduesimo giorno per sottopormi a un test di quarta generazione e mettermi l'anima un po' più in pace.
Grazie mille per la sua pazienza e disponibilità
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Di nulla!
Mi faccia sapere se vorrà.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#8] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2017
Gentile Dr. Caldarola,

Poichè l'ansia mi divora giorno per giorno sempre di più (tanto da avermi spinto a chiedere un consulto psichiatrico a inizio giugno), ho deciso di sottopormi a 28 giorni dalla fine della profilassi ad un test pcr qualitativo (essendo finalmente riuscito a trovare un centro diagnostico che lo può eseguire).
Secondo lei a 28 giorni dalla fine della terapia quanta affidabilità possiede?
Per scongiurare un caso di possibile falso positivo, è necessario eseguire due volte il test su due campioni diversi contemporaneamente?
Inoltre, poichè i risultati sono comunicati solo 8 giorni dopo, potrò comunicarglieli qui cosi' che lei possa aiutarmi a interpretarli?

Cordiali saluti
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
se ha optato per un test PCR qualitativo lo faccia dopo un mese dalla fine della profilassi con un solo prelievo.
Due sono superflui.
Quando avrà il risultato me lo invii pure. Non ci sono problemi.
Buona serata,
Dott. Caldarola.