test  
 
Utente 450XXX
Buongiorno. Sono un ragazzo di 29 anni e lo scorso 10 maggio ho avuto per la prima volta in vita mia un rapporto occasionale con un accompagnatore.
La penetrazione passiva è stata protetta, mentre il sesso orale sia attivo che passivo no, è il suo pene non sembrava avere lesioni. C'è stato, inoltre, contatto tra i genitali ma non con il suo sperma. Già il giorno successivo ho accusato spossatezza e nausea, mentre 3 o 4 giorni dopo ho accusato dolori al basso ventre, ai testicoli e al pene, soprattutto durante la minzione. Nello stesso periodo sono uscite delle afte in bocca, e io non ne soffro abitualmente, e mi è diventata la lingua bianca, che ho tutt'ora a quasi 20 giorni dal rapporto. Ho avuto anche una patina bianca sul glande. Eccetto la lingua bianca, la nausea e la spossatezza, tutti gli altri sintomi sono spariti ma, qualche giorno fa, a due settimane dal rapporto, ho iniziato ad avere giramenti di testa e linfonodi del collo e ascellari ingrosati, cosa mai successa prima, e infine, stamattina, mal di stomaco e diarrea.
Sono stato dalla mia dottoressa, la quale ha provato a tranquillizzarmi su tutto, minimizzando i miei sintomi e spiegandomi che sono comuni a tante patologie. Inizialmente mi ha prescritto le analisi di routine, i cui valori sono buoni, eccetto il valore dell'herpes, che è 23, ma che comunque, secondo la dottoressa non è rilevante; in un secondo momomento mi ha prescritto il test per la mononucleosi, che però non ho ancora potuto fare perchè in ospedale hanno avuto problemi coi codici della ricetta. Mi ha infine raccomandato di fare il test hiv a 3 mesi, mentre ha escluso sifilide o epatiti. Vi scrivo perché sono in preda all'ansia, non faccio altro che pensare al peggio, quindi gentilmente Vi chiedo un consulto e, se possibile, un conforto, perché per me è una situazione del tutto nuova nella quale spero di non mettermi più e che spero si possa risolvere al meglio. La cosa che maggiormente mi preoccupa è l'ingrossamento dei linfonodi, cosa mai accadutami prima. Scusate se sono stato prolisso ma ho voluto raccontare la mia esperienza senza tralasciare niente, in modo che possiate essere il più precisi possibile. Grazie
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
aggiorni la sua dott.ssa facendole prendere contezza che il test HIV I-II di IV generazione, secondo le attuali linee guida Ministeriali, si fa a 40 gg dal rapporto a rischio e il risultato DEVE esere considerato definitivo.
Per la sifilide si faccia prescrivere gli anticorpi anti Treponema Pallidum IgM + IgG, oltre alla sierologia di screening classica (VDRL/TPHA).
Se tutto risuterà negativo, come credo, si metta l'animo in pace e viva una sessualità serena facendo sesso SOLO con il condom.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
La ringrazio infinitamente per la risposta. A quanti giorni dal rapporto devono invece essere considerati definitivi i test sulla sifilide e sulle epatiti?
Un'altra cosa: dal momento che non ho mai sofferto di afte e non ho mai avtuo un rigonfiamento dei linfonodi, devo preoccuparmi per l'insorgere di questi sintomi proprio a ridosso di un rapporto a rischio?
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
gli anticorpi specifici contro la sifilide si positivizzano dopo una 20ina di gg.
Il TPHA e la VDRL in assenza di sifilomi primari sono definitivi a circa 50 gg.
I test per HBV e HCV di ultima generazione immunosierologici a tre mesi possono essere considerati definitivi.
I test che ricercano l'acido nucleico virale con metodica PCR sono definitivi già a 20 gg.
Valuti di non aver contratto la mononucleosi o il Citomegalovirus.
Cari saluti e buona giornata,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
La ringrazio ancora, con le sue risposte mi ha parzialmente tranquillizzato. Mi scusi se le chiedo qual'è il livello di preoccupazione che dovrei avere per i sintomi che già ho elencato, non avendoli mai avuti in vita mia e manifestatisi proprio a ridosso di questa stupidaggine che ho fatto.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Utente,
il suo livello di "preoccupazione" non può essere quantizzato percentualmente: non vi è infatti un tabellario che consenta di stabilire la percentuale di rischio.
Ancorchè la fellatio recettiva da parte sua sua, come tutte queste forme di rapporto sessuale non protetto, ben più a rischio di quella insertiva praticata dall'accompagnatore a lei.
Io la invito a non andare nel pallone, a verificare subito la possibilità di aver contratto una Mononucleosi o una Citomegalovirosi, con gli opportuni esami immunosierologici, e a procedere senza allarmismi che non giovano a nessuno, a eseguire i test specifici indicati per HIV e Lue nei modi e nei tempi indicati.
Faccia pure sapere se vorrà.
Carissimi saluti,
Dott. Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Grazie ancora dottore. Farò i test, sperando che diano tutti esito negativo. Spero davvero di passare indenne questa mia prima e sicuramente unica bravata, in modo da riprendere quanto prima in mano la mia vita, dal momento che sono in preda al panico, non avendo mai vissuto una situazione simile.
[#7] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Chiedo scusa se scrivo di nuovo ma sono davvero in preda al panico...non dormo praticamente da 3 notti, i linfonodi continuano a essere ingrossati, non ho la forza nemmeno di alzarmi dal letto e a volte ho anche dolori di stomaco e nausea...lunedì vorrei fare il test, a 25 giorni dal rapporto a rischio. Secondo voi quale può essere l'attendibilità?
[#8] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
l'attendibilità di unn test HIV I-II di IV generazione può con buona approssimazione essere attestata intorno al 95% -98%.
Chiaramente a 40gg dovrà ripetere, se vorrà ovviamente, il test per evere il risultato definitivo, secondo le linee guida del Ministero della Salute e del suo organismo "guida" che è l'ISS.
Anche i CDC di Atlanta sono concordi nel considerare i test HIV I - II di IV generazione (o Combo test) definitivi a 40 gg.
Saluti cari,
Dott. Caldarola.
[#9] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Buongiorno! Scrivo perché ho fatto i test per la mononucleosi e per il citomegalovirus come lei mi aveva indicato:
Ebv igg 521u/ml
Ebv igm <10
Cmv igg >500
Cmv igm 0,19 index.
Mi hanno spiegato che sono infezioni che ho avuto ma che ora non ho più e hanno semplicemente lasciato le loro tracce.
Dal momento che non ho ne mononucleosi ne citomegalovirus, dovrei maggiormente preoccuparmi per l'hiv ? La settimana prossima, a circa 32/33 giorni del rapporto farò il test hiv, ma a questo punto sono molto più preoccupato. Aggiungo che i sintomi che accusavo la settimana scorsa sono spariti quasi del tutto, tranne qualche problemino allo stomaco e un po' di spossatezza.
[#10] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
io le faccio notare invece che le sue IgG anti CMV sono state quantificate come >500.
Questo significa che lei ha un titolo di IgG anti CMV più alto di quello che il macchinario riesce a valutare: in tali casi si procede con le diluizioni ma evidentemente non c'era voglia di perdere tempo.
E' quindi pressochè certo che la sua CMVirosi sia molto recente.
Faccia il test a 40 gg come prescritto dalle linee guida ed eviti ansie ingiustificate.
A che le serve un test che le farà nascere poi dubbi a ogni piè sospinto?
A 40 gg, in sette gg non morirà di ansia, avrà un risultato assolutamente definitivo.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.
[#11] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Mi perdoni dottore, cosa vuol dire che si sarebbe dovuto procedere con le diluizioni? È qualcosa di allarmante?
[#12] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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No,
vuol dire che il suo titolo reale è più alto di 500 ma non sappiamo di quanto.
Ciò significa che la sua Citomegalovirosi risale a poco tempo fa.
Si tranquillizzi.
Dott. Caldarola.
[#13] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Grazie ancora dottore. Attenderò, dunque, ancora qualche giorno prima di sottopormi al test hiv, sperando che dia esito negativo, per mettermi definitivamente l'anima in pace.
[#14] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Buonasera Dottore. A una settimana di distanza dai test sulla mononucleosi e sul cmv, il medico mi ha prescritto l'emocromo, la ves, la proteina c reattiva, transsminasi, l'analisi delle urine e il tampone faringeo e linguale. Tutti i valori sono risultati nella norma. Mercoledì prosimo, a 42 giorni dal rapporto a rischio, farò il test hiv. Le scrivo poiché, dopo circa 10 giorni in cui sono stato relativamente bene, ho iniziato di nuovo ad accusare spossatezza e fastidio ai linfonodi del collo. Possono questi essere sintomi di sieroconversione? Un'ultima cosa: dai valori delle analisi che le ho elencato, è possibile che io possa tranquillizzarmi o da quelle non è possibile capire nulla circa eventuale hiv? Grazie
[#15] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
tra tre giorni avrà la certezza.
Tutto il resto è onanismo mentale.
Porti pazienza per tre giorni ancora e se vorrà mi faccia sapere.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#16] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Buongiorno! Test hiv a 45 giorni: NEGATIVO!!! Non so se si tratta di test di III o IV generazione poiché ancora non ho ritirato il risultato, ho solo parlato al telefono con la dottoressa, la quale mi ha detto di stare tranquillo perché l'esito era buono, anche semi ha raccomandato di farlo anche a 3 e a 6 mesi. Posso, a questo punto, tranquillizzarmi, in attesa di fare anche il test per la sifilide? Dottore infine vorrei chiederle un'altra cosa: come mai lei da per definitivo il test a 40 giorni mentre invece altri lo danno per definitivo a 3 mesi o addirittura a 6? La ringrazio in anticipo per le sue risposte.
[#17] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
chi sono questi altri?
Mi interessa poco il loro parere se ci sono delle linee guida del Ministero Salute, praticamente identiche a quelle dei CDC di Atlanta.
Lascio che chi vuole blaterare blateri.
Fa troppo caldo per un confronto acceso.
Buona serata,
Dott. Caldarola.
[#18] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Mi riferisco a quanto ho letto su internet sui vari forum. Purtroppo preso dal panico ne ho letti svariati e, sicome non sono riuscito a trovare risposte concordanti, ho chiesto a una persona che sicuramente ne sa più di me.
[#19] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Bene,
se si fida di me non reiteri la domanda.
Le ho fornito una risposta chiara: sta a lei se voglia fidarsi di un medico o dei vari forum in rete.
La ridondanza dei consulti è segno che il paziente non ha sufficiente fiducia.
Nè il medico puà imporla.
E' risultato definitivamente negativo: chiuda il capitolo e viva sereno.
Cari saluti,
Dott. Caldarola
[#20] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Mi scuso se l'impressione sia stata quella della mancanza di fiducia, non è così. Semplimente ho chiesto maggiori delucidazioni vista la molteplicità delle informazioni. La ringrazio cordialmente per tutto l'aiuto che mi ha dato, grazie.
[#21] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
Buongiorno! Il test riporta la seguente dicitura:
Ab Anti HIV I/II
Chemiluminescenza Como Ag/Ab
Risultato: negativo
Valori di riferimento: negativo.
Si tratta di test di III o IV generazione?
A 44/45 giorni posso, dunque mettere una pietra sopra a questa storia?
Mi scusi ancora per l'insistenza,
Grazie infinitamente.
[#22] dopo  
Utente 450XXX

Iscritto dal 2017
*Chemiluminescenza Combo Ag/Ab
[#23] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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E' un test di quarta generazione.
Ha tutti i dati per decidere se mettere una pietra sopra a questa vicenda o portarla avanti per l'eternità, certamente non con me.
Consideri concluso il mio consulto.
Buona giornata,
Dott. Caldarola