Utente 451XXX
Età:18
Salve, vi contatto per avere un parere sul mio quadro clinico.
Tutto inizia a gennaio 2016 quando mi ammalo di tonsillite acuta, il mio medico decide di curarla con augmentin (850mg 2/die) per 10gg e tutto passa.
Il mese successivo mi ammalo nuovamente di tonsillite e mi viene prescritta la stessa cura.
Successivamente continuo ad ammalarmi una volta al mese fino a luglio quando l'episodio è molto più forte (non riuscivo assolutamente a deglutire) pertanto mi reco al pronto soccorso nella quale mi visita un otorino laringoiatra (non escludeva di eseguire tonsillectomia) e mi prescrive rocefin (1g in punture) e cortisone (sempre in punture) per 10gg. Al termine della cura tutto normale ma dopo un altro mese mi ammalo nuovamente di tonsillite e di nuovo faccio un ciclo di rocefin, stavolta senza cortisone. Tra agosto e novembre mi continuo ad ammalare una volta al mese sempre di tonsillite acuta, ma nel frattempo eseguo diversi esami e visite (analisi del sangue, otorino laringoiatra, infettivologo, reumatologo, tampone orofaringeo ecc.). L'esito di tutte queste visite è molto blando, si limitano a dire che ho un infezione (PCR e VES alte) e che non ho streptococco e mononucleosi (che avevo già contratto all'età di 12 anni), quindi mi viene prescritto un ciclo di ismigen.
Inutile dire che non è servito a nulla perché il mese successivo a dicembre mi ammalo nuovamente di tonsillite acuta. Stavolta però inizio un percorso con un altro infettivologo che mi visita durante questo episodio acuto. Decide di farmi eseguire un tampone orofaringeo colturale. La risposta è positiva agli actinomiceti, dunque eseguo diverse visite di controllo (radiografie, ecocuore ecc.) tutte quante danno esito negativo escludendo quindi la presenza di ascesso. Inizio la cura prolungata con augmentin (850mg 2/die) ma dopo circa un mese e 10 giorni (gennaio 2017), ancora sotto ciclo antibiotico, mi ammalo nuovamente di tonsillite (premetto che mi sono ammalato circa 13 volte di tonsillite nel solo 2016). Decide di farmi continuare augmentin per vedere se migliorava la situazione ma dopo una settimana la situazione era la stessa, quindi mi viene prescritto rocefin (1g in punture) per 10gg. Risolto tutto mi viene prescritto giasion (200mg 2/die) per terminare la cura ed eseguo un tampone colturale di controllo, che risulta negativo. Nei mesi successivi mi continuo ad ammalare di tonsillite ma gli episodi sono leggermente meno acuti (per guarire comunque dovevo gettiate cicli di rocefin in punture 2g/die). A fine aprile decidiamo però di avviare la cura definitiva che consiste nel fare infusioni endovena di 2g di rocefin al giorno per 6 settimane ed al termine di ciò continuare per 6 mesi con augmentin. Dopo la cura e due settimane di augmentin, oggi mi sono di nuovo ammalato di tonsillite (16episodio da gennaio 2016), per questo volevo un vostro parere sulla mia situazione. Cosa consigliereste?
Grazie, un saluto.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
la sua situazione è perfettamente compatibile con l'indicazione all'intervento di tonsillectomia.
In quanto alla positività all'Actinomices ho seri dubbi che potesse essere la causa della sua tonsillite: Actinomices è un commensale presente in tutte le bocche e nelle tonsille con un sistema di cripte profondo e ramificato, specie se in bocca ci sono denti cariati anche se non necessariamente.
Perciò si affidi ad un valido ed esperto ORL e segua i suoi consigli: non potrà mica continuare a fare 13 episodi di tonsillite all'anno....
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 451XXX

Iscritto dal 2017
La ringrazio per la tempestiva risposta.
Ho un dubbio però adesso.
Perché quando sotto cura con antibiotici più forti il tutto scompare e si ripresenta invece con utilizzo di augmentin o giasion? E dopo la tonsillectomia se fosse realmente un caso di actinomicosi, c'è il rischio che l'infezione scenda ai polmoni e vie respiratorie?
Grazie, un saluto.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Perchè, probabilmente, all'Augmentin e al Giasion o ha sviluppato resistenze o perchè questi antibiotici non sono capaci di raggiungere MIC utili a controllare l'infezione.
Cosa che con le preparazioni iniettabili avviene più facilmente.
Voler tentare di bonificare delle tonsille con una terapia infusionale di 2 gr/ die di Rocefin seguito da una cefalosporina orale, è pura utopia: lei di Rocefin, fino a che non si selezionerà un ceppo produttore di Cefalosporinasi che lo renderà inutile, avrebbe potuto fare anche 10 gr al giorno! La situazione sarebbe stata la medesima: dopo un periodo di apparente remissione clinica la sua tonsillite avrebbe recidivato.
Trovi una immagine delle tonsille palatine e veda anatomicamente come sono fatte: forse prenderà contezza del perchè se si instaurano foci batterici la loro eradicazione è pressocchè impossibile.
In quanto all'Actinomices: lei crede che se avesse una patologia disponente alla sua disseminazione sistemica, le tonsille la metterebbero al riparo?
Beh, se crede questo ha le idee confuse.
Perchè se fosse immunodepresso, per varie cause, la actinomicosi polmonare o la sepsi da Actinomyces se la potrebbe fare anche con le tonsille.
Lei non la fa perchè non è immunodepresso.
E' questa la ragione.
Perciò le ribadisco, vada da un ORL in gamba e si faccia valutare le tonsille senza stare più a pasticciare con gli antibiotici.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 451XXX

Iscritto dal 2017
Grazie mille, seguirò di certo il suo consiglio.
La ringrazio infinitamente,
Cordiali saluti.