alcol  
 
Utente 444XXX
Gentili medici,
mio marito prende da 4 anni circa il Torvast 10 mg, però purtroppo ha anche l'abitudine a volte di bere superalcolici. Non sono in grado di quantificare (di solito è caffè Borghetti o caffè corretto con altri superalcolici), ma so solo che l'alcol test che ho comprato, quando torna a casa la sera verso le 19.30, mi dà come valore 0,5.
Purtroppo non siamo riusciti a fargli togliere questo vizio nonostante le raccomandazioni.
La mia domanda è se faccio bene a non dargli le statine la sera (solitamente le prende alle 20.30) quando vedo che ha esagerato perché ho letto che epatotossico l'abbinamento alcol e statine. Di solito è una giornata mai due di seguito che salta il Torvast. Nell'arco del mese saranno 3 o 4 volte. Si rischia che aumentino colesterolo e trigliceridi? Lui ha cominciato a prendere le statine perché aveva i trigliceridi alti e perché soffre di una forma di demenza precoce (sindrome frontale). Ha quasi 76 anni.
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
se l'abitudine di bere di suo padre è datata e si è accentuata con la demenza precoce, deve essere innanzitutto valutato il suo fegato, sia con indagini di laboratorio che con una ecografia, per verificare che non ci sia grave steatosi o franca fibrosi.
In un Paziente con demenza l'alcol è da bandire nel modo più assoluto perchè interagisce con i farmaci che, mi auguro assuma, e se la demenza è vasculo - degenerativa ne velocizza l'aggravamento a breve e lungo termine. Inoltre lo rende confuso e compromette eventuali residue capacità di critica.
Perciò il consiglio non è quello di fargli il test alla sera per vedere quanto abbia bevuto durante la giornata, ma di impedirgli di bere.
E questo se si vuole è possibile farlo.
In quanto alla ipertrigliceridemia,è universalmente noto che l'alcol provoca un innalzamento dei trigliceridi essendo una fonte calorica molto ricca e annulla l'effetto di protezione endoteliale delle statine.
Perciò somministrare una statina a un paziente con incapacità non quantificata di intendere e di volere, cioè de - mente (privo delle capacità di critica) non ha alcun senso se a quel paziente non si tolga la possibilità di accedere ai superalcolici.
Ciò è compito dei congiunti o di un "badante" di loro fiducia ( se il papà percepisce l'indennità di accompagnamento la stessa deve essere usata per queste problematiche).
Diversamente la statina è del tutto inutile e non è il problema principale.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 444XXX

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Gentile dottore, mio marito è in cura anche con Seroquel 25 mg e cardioaspirina per la sindrome frontale. Non riusciamo a farlo desistere dal bere. Le abbiamo provate tutte. Mi creda. Si arrabbia e non ascolta alcun consiglio. Tempo fa il neurologo ci aveva consigliato Etiltox ma poi il medico di famiglia ci ha spiegato che è un farmaco rischioso per una persona anziana. Lei cosa ci consiglia concretamente di fare?
Preciso che il fegato ha una steatosi di grado moderato-severo. Mentre la diagnosi del neurologo è esattamente "sindrome disinibitoria di tipo frontale con atrofia fronto-temporale e lieve encefalopatia arteriosclerotica sottocorticale".
Come possiamo impedirgli di bere? Infatti quando beve è confuso.
Grazie mille.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Non saprei.
Intanto fate sparire gli alcolici.
Se questo scatenasse attacchi di ira sarà opportuno informare il neurologo o lo Psichiatra perchè adegui la terapia antipsicotica.
Ma suo marito non può assolutamente continuare a bere.
Saluti cari,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 444XXX

Iscritto dal 2017
Grazie dottore, mio marito beve fuori casa perché a casa non teniamo alcolici.
Stasera per esempio dice di aver preso due Borghetti. Mia figlia, che è qui accanto a me ora, si è arrabbiata con lui e lui ha alzato la voce. Non è violento con noi, mai stato, ma temiamo che invece possa fare del male a se stesso. Mia figlia è molto provata perché cerca di aiutarlo ma niente, lui è impermeabile.
Volevo sapere solo se lei sarebbe propenso per l'Etiltox nel caso di mio marito.
Grazie ancora per il suo tempo.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Cara Signora,
l'Etiltox (disulfiram) è un farmaco che può rivelarsi utile nella disassuefazione dall'alcol.
Somministrato all'insaputa del paziente, provoca disturbi molto sgradevoli per l'alcolista che per riflesso condizionato tende a non bere più.
Putroppo non parliamo di un soggetto sano, ma di un soggetto con una encefalopatia e di una certa età, a cui non si può somministrare l'Etiltox e lasciarlo uscire di casa da solo.
Gli effetti di una bevuta cospicua, che è sempre possibile , potrebbero essere molto gravi.
Il disulfiram si potrebbe anche somministrare ma rivalutando con il neurologo il dosaggio e facendo in modo che suo marito venga seguito dopo aver preso il farmaco in modo da intervenire se ci sia necessità.
Sempre che essendo demente sia in grado di correlare la bevuta con l'insorgenza dei sintomi.
Forse l'errore è stato non chiedere lumi al neurologo dopo il no del Medico curante.
Ripetendomi, sarebbe bene rivalutare la situazione adesso, con il neurologo, il quale deve assumersi la responsabilità di un farmaco che da solo non produce nessun sintomo ma con piccole quantità di alcol ne produce molti a volte molto intensi.
A 76 anni in corso di una demenza.
Più di questo cara signora per via telematica non posso dirle.
Mi faccia sapere gli sviluppi della situazione, se vorrà.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 444XXX

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Il neurologo aveva consigliato una dose bassa cioè 1/4 di Etiltox.
Lei ha perfettamente ragione, una volta somministrato il farmaco, bisognetebbe seguirlo nei suoi spostamenti per poter intervenire se vomita o si sente male per strada. Infatti noi abbiamo valutato che una cosa del genere andrebbe fatta in ambito ospedaliero. Mia figlia andò anche a parlare con una dottoressa del Sert. Questa anche sconsiglio' il farmaco. Devo dire che prima riuscivamo anche a convincerlo a non bere per qualche mesetto mentre ora niente da fare...
E poi mi chiedo quanto tempo dura l'effetto positivo del farmaco. Se una volta smesso lui ricomincia non abbiamo risolto nulla. Non so forse abbiamo sbagliato tutto. Dovevamo seguire l'indicazione del neurologo e dargli questo farmaco. Non so davvero. Siamo moltp affrante. Comunque la ringrazio moltissimo.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Le terapie con Disulfiram vanno protratte a lungo, anche per anni, perchè il Paziente acquisti la convinzione che per lui l'alcol è sinonimo di grave malessere.
Deve in sostanza instaurarsi un riflesso condizionato per cui la semplice vista di vino , birra o liquori, provochi una sensazione di rigetto.
Questo andava fatto anni fa: sulla reale utilità di un trattamento in un paziente affetto da demenza attualmente esprimo anche io i miei dubbi.
Comunque consultare il neurologo che lo cura è una possibilità che io non scarterei a priori.
Cari saluti.
Dott. Caldarola.