Utente 452XXX
Gentile dottore dopo una serie di visite e consulti medici discordanti vorrei un aiuto nel capire come muovermi e come procedere . Le spiego la mia situazione : ho 23 anni e da 8 mesi prendo la pillola concezionale Drosurelle (non è la prima volta che assumo un anticoncezionale ). Nonostante le analisi preventive fossere buone ( solo l'omocisteina al valore massimo consentito) da qualche mese ho notato un lieve incremento dei capillari rotti sulle gambe (dietro le ginocchia , interno ed esterno coscia) , i primi sulle caviglie li ho da quando son bambina ma è come se la pillola velocizzasse questo processo : i miei capillari sono tutti rosso violacei alcuni visibili solo con molta attenzione e alcuni un pò piu evidente perchè ramificati , nulla di tremendo insomma ma vorrei rallentare il processo di formazione al fine di intervenire per un miglioramento estetico il piu tardi possibile e scongiurare eventuali complicazioni. Purtroppo la mia è una tendenza famigliare sia mia nonna che mia zia ( rispettivamente a 70 e 55 anni) si sono dovuto operare alla safena a causa dell'insufficienza venosa ed entrambi i miei genitori pur non avendo problemi di insufficienza venosa prensentano capillari rotti sulle gambe come la sottoscritta . Intimorita da questi nuovi capillari mi sono recata nell'ordine : dalla mia ginecologa la quale mi ha assicurato che la pillola non può influire in alcun modo sul presentarsi dei capillari rotti e mi ha prescritto degli integratori a base di rosa canina. In seguito ho sentito il consulto di tre angiologi: il primo mi ha fatto l'ecodoppler riscontrando una lieve insufficienza venosa alla gamba destra e consigliandomi dei plantari e dei massaggi linfodrenanti .Non convinta della diagnosi poichè non ho altri sintomi oltre le teleangectasie ho sentito il parere di altri due angiologi facendo altri 2 ecodoppler da cui è risultato che la mia circolazione è in salute. Dei 4 medici da cui mi sono recata solo uno mi ha sconsigliato di continuare la pillola ( uno degli ultimi due). Per ora ,a seguito di quanto sentito sto prendendo le seguenti precauzioni: effettuo ogni 6 mesi cicli di massaggi linfodrenanti per evitare la stasu dei liquidi nei tessuti, nei mesi freddi porto le calze contenitive e in quelli caldi prendo integratori ( al momento viviten) , ho ridotto drasticamente il fumo , curo l'alimentazione , cammino moltissimo (sempre fatto sport w camminato molto) e bevo almeno 2 litri d'acqua ma nonostante ciò non noto buoni miglioramenti e mi sembra che escano nuovi piccolissimi capillari ogni giorno ( devo dire che ormai sono diventati un ossessione).

Dopo questa lunghissima introduzione vorrei chiederle se secondo lei è il caso di smettere la pillola , che tipo di analisi e accertamenti oltre quelli già effettuati potrei fare per avere una chiara visione del problema e se sa consigliarmi ulteriori misure da prendere.

La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità :)

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
le manifestazioni cliniche che descrive sono purtroppo molto diffuse anche nelle ragazze della sua età.
Una osservazione specialistica è necessaria per valutare la eventuale presenza di altri segni di insufficienza venosa e per mettere in pratica una adeguata prevenzione che alla sua età è quanto mai efficace e opportuna.
D'altra parte mi sembra di capire che Lei ha già preso in considerazione il problema sotto questo aspetto, mentre le manifestazioni già evidenti potranno essere affrontate, nella stagione autunnale o invernale, mediante scleroterapia.

http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/97-eliminare-capillari-teleangectasie.html

La somministrazione di estroprogestinici risulta in alcuni casi (ma non sempre) responsabile della comparsa o della ulteriore estensione di teleangectasie (capillari dilatati).

L''uso di farmaci capillaroprotettori potrebbe essere indicato durante la somministrazione della pillola.

Altra cosa (ma non è il Suo caso) è rappresentata dalla possibile esistenza di uno stato di trombofilia (eccesso coagulativo su base genetica) predisponente alle trombosi venose: una valutazione preventiva in tal senso viene generalmente fatta dal Ginecologo mediante la prescrizione di opportuni accertamenti ematochimici.

Una attenta valutazione angiologica potrebbe essere opportuna in quei casi in cui siano presenti altri fattori di rischio per malattie venose (familiarità, ecc.)

Sta quindi a Lei la decisione se proseguire o meno l'assunzione dell'anticoncezionale orale concordando la scelta con il suo Ginecologo, individuando eventualmente un diverso mezzo di contraccezione.