ansia  
 
Utente 436XXX
Salve,mi rivolgo a Voi per avere un parere su quanto mi sta succedendo negli ultimi giorni.
Provo a spiegarvi cosa sento e cosa mi è successo. Prima vorrei fare una premessa circa quest'ultimo mese. Ho avuto un mese piuttosto intenso e stressante. Devo precisare che gli ultimi anni sono stati abbastanza pesanti e faticosi per via del lavoro e degli orari impossibili che dovevo fare. Quest'ultimo mese, sempre per lavoro ho viaggiato molto e ho avuto un concorso di lavoro importante, inoltre a maggio il ciclo mestruale ha avuto un ritardo di 5 giorni, probabilmente legato ai pensieri e allo stress di questo periodo. Sabato scorso (il periodo di stress era appena terminato e quindi mi sono ritagliata qualche giorni di pausa),dopo pranzo ho l'abitudine di fare due passi con il mio cane, ma sentivo un po' di pesantezza come se non avessi digerito bene e avevo anche un po' di mal di testa. Così mi sono messa sul letto e ho preso un oki (di solito non prendo medicinali) sperando che così passasse più in fretta. La cosa però è peggiorata ed è iniziata la nausea. Tra l'altro mi trovavo anche sola in quel momento e la cosa poi è peggiorata perché ho iniziato a sentire un formicolio alle braccia e alle gambe e non riuscivo a stendere le dita delle mani e stavo iperventilando. Sono riuscita a telefonare al mio fidanzato che ha chiamato l'ambulanza. Poi seppur a fatica mi sono trascinata verso la porta e ho suonato al mio vicino che ha aspettato con me l'arrivo dell'ambulanza. Mi hanno portato al prontosoccorso e mi hanno preso la pressione 65/115 e la frequenza 105. Appena arrivata ho vomitato e mi è sembrato di stare meglio. Mi hanno fatto accomodare in sala d'attesa in codice verde ma poco dopo mi sono sentita poco bene e quindi mi hanno fatto rientrare e mi hanno dato una mascherina chiusa perché la saturazione dell'ossigeno era alta e stavo di nuovo in iperventilazione (ero un po' impaurita). Una volta passata la crisi mi hanno fatto stendere sul lettino in attesa della visita. Un po' di ore dopo mi hanno fatto le analisi del sangue, gli elettroliti e la visita neurologica. Tutto nella norma con eccezione della glicemia un po' alta e del potassio un po' passo. Secondo loro si è trattato di un episodio di attacco d'ansia. Ne soffre anche mia mamma, ma a me non era mai successo. Mi hanno prescritto di prendere polase per una decina di giorni. Ho fatto vedere le analisi anche al mio medico e lui mi ha prescritto altre analisi come il paratoormone, il calcio, la creatinchinasi e il potassio oltre che all'emocromo, che devo effettuare nei prossimi giorni. Domenica sono stata a riposo e eccetto un po' di stanchezza tutto bene. Ieri e oggi però ho avvertito un po' di pesantezza sullo stomaco, come se non digerissi bene e un po' di stanchezza, devo dire che queste due notti ho dormito poco per via di un po' di confusione nella mia zona che si è verifica queste notti. Vorrei quindi un parere anche da voi perché sono un po' preoccupata! Cosa può essermi successo?
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
da quello che descrive, ha avuto una crisi di alcalosi respiratoria legata alla iperventilazione e l'attacco di panico è plausibile.
Di più non si può dire mancando il prerequisito essenziale per qualsiasi diagnosi degna di tale nome: l'esame clinico. Che non è certo possibile per via telematica.
Il potassio basso senza il valore non contribuisce all'inquadramento diagnostico. I suoi disturbi gastrici potrebbero essere contestualizzati nel periodo "burrascoso" che sta vivendo ma con i se e con i potrebbe con si fa Medicina di buon livello.
Tenga presente che se lei soffrisse davvero di DAP una caratteristica di questo disturbo è che gli attacchi insorgono all'improvviso, in pieno benessere, e producono nel paziente una sofferenza molto accentuata, fino al senso di morte imminente ( che ovviamente non avviene).
Il DAP deve essere accertato e curato dallo Psichiatra con appositi farmaci.
Faccia gli esami prescritti e poi se vorrà integri il consulto così da poterle fornire, sempre con il limite telematico, informazioni più puntuali.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.