vena  
 
Utente 452XXX
Salve,
In data 31/05/17 sono stata sottoposta a un intervento di laparoscopia.
L' unico problema che ho avuto é stato con l'inserimento della flebo. L'infermiera non ha voluto ascoltarmi quando le ho riferito la vena migliore da utilizzare, e ha preferito andare per tentativi, facendo del mio avambraccio un simil colabrodo prima di rassegnarsi ad utilizzare la vena che le avevo indicato dall'inizio. Tralasciando l'incompetenza, dopo due settimane dalle dimissioni ho ancora il braccio segnato da numerosi ematomi. oltre a quelli in corrispondenza dei buchi se ne aggiungono altri quasi sempre in corrispondenza delle vene forate ma ad altezze diverse, come a tracciare il percorso della vena.
Sono questi lividi che mi portano a scrivere, dal momento che si formano semplicemente toccando.il braccio con una pressione poco più che leggera e risultano scuri e molto dolorosi.
Aggiungo che ho assunto per 12 giorni farmaci antitrombotici (eparina) via iniezione inframuscolare.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
stia tranquilla.
I suoi disturbi sono da ascrivere alla scoagulazione indotta dall'eparina a basso peso molecolare che ha fatto per la profilassi del tromboembolismo.
Si risolverà tutto con la sospensione del farmaco anticoagulante.
Lungi da me difendere l'infermiere: ma forse voleva incannularle una vena più comoda per lei.
Se lei indicava una vena della fossa antecubitale concordo con la facilità di incannularla subito ma il prezzo che si paga è che di deve tenere il braccio steso come per il saluto al dux, altrimenti il deflusso cessa.
Che poi l'infermiere non avesse esperienza può essere sicuramente un motivo di biasimo.
Carissimi saluti,
Dott. Caldarola.