Utente 431XXX
Salve,

ho 31 anni e mi hanno rimosso la cistifellea a febbraio, Adesso ho disturbi come reflusso e dolore alla schiena e al fianco sinistro.
Ho fatto tutti gli esami possibili, 5 echografie, RMI addome e RMI schiena senza che abbiano trovato nulla. Feci anche due gastroscopie a gennaio e una colonoscopia a dicembre. Continuo ad avere feci gialle e i medici dicono di non farci caso che è un effetto post operazione e che per un po sarà così, oltre a questo ho un dolore lanciante alla schiena, fianco sinistro e sotto costole sinistre e parte alta addome.

Ho fatto l'esame dell'helicobacter pylori con il prelievo del sangue, perché continuo ad avere bruciore e forse ancora reflusso...
Ma è risultato negativo. Mi chiedevo se l'esame del sangue sia efficace, soprattutto se da mesi prendo il peptazol dai 40 ai 80 mg al giorno...
è possibile che il pantoprazolo nasconda la presenza dell'eliobacter nel sangue?
Il dottore che mi ha fatto fare il test mi ha detto di non preoccuparmi perchè si vede anche dal sangue nonostante io prenda il peptazol da ormai 8 mesi... Quindi se dal sangue non è risultato nulla, posso stare tranquilla??

Vi ringrazio in anticipo!
Un saluto
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
dopo l'asportazione della colecisti il sistema digerente deve abituarsi ad un funzionamento diverso: la natura la colecisti l'ha messa perchè ha una precisa funzione e non certo per fare lavorare i chirurghi.
La ricerca degli anticorpi anti H.P. nel sangue periferico non ha alcuna attendibilità concreta nel dimostrare la contaminazione gastrica da parte di questo microrganismo.
Sia che si assumano IPP sia che non li si assuma.
Attualmente i metodi ritenuti affidabili sono:
-il Breath test all'Urea C13
-La ricerca nelle feci dell'antigene H.P. sempre che il laboratorio la esegua.
Entrambi questi esami presuppongono un periodo di wash out di almeno 7 - 10 giorni da IPP e anti H2 come la Ranitidina.
Dopo di che si può eseguire il test.
Il reflusso va inoltre curato in maniera opportuna non semplicemente assegnandole una terapia con 80 mg di Pantoprazolo ma verificando, e ciò si può fare solo con la Gastroscopia, che lei non abbia un reflusso biliare duodeno - gastrico e dunque una gastrite e una esofagite alcalina.
Che ovviamente non risentirebbe minimamente della soppressione della secrezione acida gastrica.
Andrebbe anche verificato che Lei non rientri tra i non responders agli IPP il che si può accertare con il dosaggio della gastrinemia.
Infine, ammettendo che si tratti di reflusso gastro esofageo acido, sarebbe bene affiancare all'IPP anche dell'Alginato di sodio (Gaviscon Advance per esempio) dopo i pasti e prima di andare a letto o comunque di sdraiarsi.
Parli di queste cose con il suo medico Curante o con chi la segua.
Se vorrà mi faccia sapere.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2016
io abito in Olanda e qui mi hanno fatto fare questo esame del sangue dicendo che dal sangue si poteva vedere la presenza dell' HP o meno.

Nelle due gastroscopie che ho fatto prima dell'operazione non hanno trovato reflusso biliare. a meno che non sia una cosa che è sorta dopo l'operazione...

So che gli inibitori di pompa mi hanno curato un'esofagite di terzo grado con una bella cicatrice, a dicembre/gennaio quindi credo che funzioni anche se adesso sento dolore costante.... uso esox one alternato a gaviscon anche. e un nave stop per velocizzare la digestione dei pasti. Il dolore è insopportabile e va e viene ma sembra essere costante alla schiena e sotto fianco sinistro.

Quindi secondo lei anche se gli anticorpi del sangue dicono che io non ho l'elicobacter c'è il rischio che in realtà io lo possa avere in parole povere?

Scusi se glielo richiedo,e la ringrazio tantissimo per il consiglio!
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Utente,
la colecistectomia può essere causa di una gastrite alcalina da reflusso duodenogastrico.
Il fatto che lei non risponda a 80 mg di Pantioprazolo può indicare due evenienze:
- che il dolore non è a partenza dall'esofago ma da altre strutture del suo apparato diferente.
-Che il dolore parte dall'esofago ma che evidentemente la terapia che lei assume non funziona.
Altre possibilità non ne vedo.
D'altro canto sarebbe bene che lei si rivolgesse a chi la ha operata che meglio di chiunque potrà rivalutare la situazione.
Non certamente chi le scrive che di lei non conosce nulla e soprattutto che non ha la possibilità di visitarla.
Le ribadisco infine che il Breath test con urea marcata con C13 è ritenuto il gold standard per la diagnosi incruenta di infezione da HP.
In Italia, in Olanda e da tutte le maggiori Società di Gastroenterologia Internazionali.
Ovviamente faccia sempre riferimento al suo medico curante che deve considerare il suo primo referente.
Di più da questa postazione non è dato di fare, del che mi spiace molto.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.