Utente 452XXX
Buongiorno, l'11 aprile ho avuto un trauma da impatto con la mano in estensione. Ricorrendo alle cure del pronto soccorso, indagarono "solo" il trauma alla spalla, che diede risultato negativo per fratture.
Dopo un mese continuavo a lamentare forte dolore al polso localizzato nella parte esterna del polso stesso a livello dell'ulna, soprattutto nelle prono supinazioni.
40 giorni dopo il trauma ho eseguito la RMN che riporta:
"Moderato versamento del carpo,varianza ulnare debolmente positiva, dorsalizzazione dell'ulna, possibile distrazione del legamento radio-ulnare ventrale e dorsale. rottura della FCT".
a visita con il chirurgo, mi viene consigliato di eseguire la TAC in quanto si sospetta una deformità di Madelung.
la TAC riporta:
"Non si rileva significativo shitf delle epifisi radiale verso l'ulna e non si rileva deformazione a cuneo delle componenti ossee carpali, in particolare della filiera. angolo radio-ulnare di 137°. lussazione dell'ulna"

ad oggi mi è stato consigliata un'immobilizzazione completa del polso e del gomito tramite tutore. nei momenti in cui provo a eseguire qualche movimento, sopratutto di prono supinazione, il dolore persiste esattamente dove "sempre".

nel caso in cui non riesca a ritrovare una mobilizzazione senza dolore mi è stato prospettato l'intervento.
potete aiutarmi a capire:
- anche se avessi avuto la deformità di madelung, che impatto ha questa, con la rottura della FCT e come può influenzare la decisione per l'intervento?
- rimandare temporalmente l'intervento può peggiorare la situazione?
- quali sono i migliori centri in italia per la gestione di tali patologie?

grazie!!!
[#1] dopo  
Dr. Lorenzo Rocchi
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Alcune lesioni della TFCC (triangular fibrocartilagineus complex: il menisco del polso) sono riparabili, altre no. Per definirlo dovrebbe far valutare clinicamente il polso e l'esame Rmn ad uno specialista in chirurgia della mano.
Inoltre se la sublussazione del caput ulnae fosse instabile e interferisse con la fisiologica pronosupinazione dell'avambraccio, potrebbe essere effetivamente indicato un intervento di stabilizzazione.

Da Siena le consiglierei di rivolgersi al centro universitario di chirurgia della mano di Firenze, o di Roma.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 452XXX

Iscritto dal 2017
Gentilissimo Dott. Rocchi,
gli esami sopra riportati sono stati già stati esaminati da chirurgo della mano.
In letteratura, la diagnosi di rottura delle TFC è possibile solo con l'artroscopia stessa.
la domanda è: se la pronosupinazione è limitata (dopo 2 mesi) da dolore (intenso e localizzato) e la lussazione del caput ulnare permane, l'intervento è l'unica via per la risoluzione?
perchè...mi perdoni il gioco di parole ma sembra che: siccome la diagnosi di rottura del TFC è solo artroscopica, ma non siamo sicuri della rottura tramite le techiche di Imaging quindi si opta per la via conservativa, ma dopo 2 mesi il dolore permane...e tutto fa pensare che ci sia una lesione....

inoltre, in base a quello che dice lei (alcune lesioni sono riparabili e altre no), c'è il rischio che esegua l'intervento e quindi che venga scoperta una lesione non riparabile?
nel caso....qual'è la prognosi?

grazie per la pazienza.
Sara