dita  
 
Utente 453XXX
Salve,scrivo in quanto vorrei avere alcune informazioni.
Mio padre (62 anni) è stato operato molti anni fa alla gamba ed è stato in terapia intensiva.Da quell'esperienza per fortuna ha avuto solo una brutta cicatrice.A gennaio ha avuto un incidente alla mano tagliandosi 3 dita e le sue difese immunitarie sono scese.
Dalla gamba ha iniziato ad uscire del materiale purulento e dopo un mesetto circa è andato a fare un ABG in cui risultava uno sviluppo di Pseudomonas aeruginosa che rimaneva resistente alla gentamicina e intermedio all'amikacina a tutto il resto era sensibile.Gli hanno prescritto un antibiotico e per un periodo la ferita si era rimarginata quindi non usciva più del pus.Ora si è ripresentata la stessa situazione e il medico curante gli ha di consigliato di continuare con l'antibiotico.Avrei alcune domande::
1)il Pus è meglio che esca oppure indica un processo infiammatorio che può solo aggravare la situazione?
2) è possibile eliminare pseudomonas aeruginosa?
3) l'unica soluzione sarebbe l'antibiotico? si puo parlare di amputazione della gamba?
4)pseudomonas aeruginosa rimane localizzata o ci possono essere conseguenza su altre parti del corpo o sull'intero organismo?
Può essere compromessa la vita con pseudomonas aeruginosa?

Grazie mi scuso per le tantissime domande
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
le domande che lei pone possono trovare risposta solo dopo la valutazione della ferita purulenta.
Che potrebbe necessitare di una procedura di sbrigliamento da parte di un chirurgo plastico.
Il pus ovviamente deve uscire, si deve stare attenti che non contamini altre anche minime lesioni delle gambe.
Inoltre va ripetuta la cultura e valutato che sia in causa ancora lo Pseudomonas Aeruginosa e soprattutto se questo è presente, individuare l'antiinfettivo con la minore mic in vitro e procedere al trattamento a dosi piene e per periodo di tempo adeguato.
Trattare uno Pseudomomas Aeruginosa alla cieca è quanto di peggio di possa fare, data la versatilità con cui il germe è capace di mutare la propria resistenza all'antibiotico.
Se suo padre ha avuto una riattivazione dell'infezione, dopo apparente guarigine, significa che l'infezione stessa non era stata eradicata: l'amputazione delle tre dita, di cui mi spiace molto, non ha nessun ruolo causale.
Si senta con un ottimo chirurgo plastico e magari con un infettivologo per cercare di ottenere la cicatrizzazione definitiva della ferita.
Ad amputare si fa sempre in tempo: è l'extrema ratio.
Di più, caro signore, per via telematica non è dato di fare. Del che mi spiace.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.