Utente 453XXX
Buongiorno,
ho 33 anni e sono gay. Da circa 8 mesi frequento una persona che ha 56 anni di cui mi sono letteralmente innamorato e credo anche lui, anche se in questi casi non si ha mai la certezza.
Ci siamo trovati in tutto quello che facciamo, dall'amore/sesso alla vita con gli amici agli interessi in comune, diciamo che va tutto a gonfie vele, siamo sempre insieme e ci cerchiamo non appena abbiamo del tempo libero...

Ci siamo spinti sessualmente sempre di più senza vergognarci delle proprie voglie, coinvolgendo terzi nella coppia, un gioco erotico che finisce nel momento in cui la terza persona va via. Ci siamo detti sempre che questo è un gioco e dopo di questo ci siamo noi due col nostro amore...
sono abbastanza convinto che in questo modo si possa condividere un storia, le perversioni nella sfera sessuale sono tantissime ma ultimamente ho scoperto che il mio compagno è coprofago e che gli piace giocare con le feci, toccarle etc etc... Tutto questo inizialmente mia ha sconvolto ma non ho mai fatto in modo di fargli capire che avevo dei giudizi in merito, gli ho solo detto che è un pratica molto pericolosa che può danneggiare il suo organismo e farlo ammalare...ma credo che lo faccia da tanto tempo, ovviamente ho chiesto le sue analisi del sangue perché ho perso un po di fiducia...visto qualche bugia detta precedentemente.

Questa pratica si svolge in momenti quando i suoi freni inibitori sono accecati da alcool o stupefacenti, a volte più soft in momenti di sesso giornaliero...
Premetto che ho letto parecchi articoli dove dicono che chi soffre di questo disturbo sessuale ha problemi di schizofrenia o diversi altri problemi legati all'adattamento nel mondo de lavoro e nella vita privata e chi più ne ha più ne metta...ma il mio compagno è un libero professionista affermato e potente nel suo lavoro, con mille relazioni amicali...diciamo un vero uomo di successo...con questo voglio dire che non ho mai percepito dei comportamenti patologici se no degli incubi notturni e dell'ansia comune a tutti gli essere umani...ma vivendo di un forte stress lavorativo ho sempre legato questo problema al suo lavoro.

Volevo sapere se questo disturbo sessuale può essere slegato a patologie gravi, quindi se è solo una perversione che inizia e finisce nel momento dell'atto sessuale o è legato sempre a patologie gravi?...perché se fosse al contrario nonostante l'amore che provo non vorrei continuare una relazione seria con lui per la paura di imbattermi in un vortice che potrei non conoscere e che potrebbe farmi soffrire...

Ho pensato molto in questi giorni e non credo di aver metabolizzato gli episodi che sono accaduti...quindi mi sento un po confuso perché mi dispiacerebbe troncare la relazione per questo motivo, non è una pratica che mi da fastidio se finisce li in quelle mura dopo il sesso. La cosa che mi fa paura è di stare con una persona "malata" in qualche modo di qualcosa che non conosco....
Grazie per la vostra attenzione,
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito
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>>> ovviamente ho chiesto le sue analisi del sangue perché ho perso un po di fiducia
>>>

Ovviamente avrebbe dovuto essere sfiduciato fin dall'inizio, sapendo quanto è alta la promiscuità negli ambienti gay maschili.

La coprofilia/fagia è una parafilia, ma non ha necessariamente alcun legame con altre psicopatologie.

Naturalmente andrebbe visto come si esprime nel suo compagno, cioè come la vive, se soffre di sintomi di altro tipo ecc.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Lei chiede una diagnosi di personalità, senza il suo partner in studio, e senza la sua collaborazione.

Le parafilie vanno accuratamente diagnosticate, e poi, ove possibile, e se il paziente lo volesse davvero, integrate all'interno di una sessualità che non diventi schiava della parafilia stessa.

Ma parliamo di percorsi complessi, dove la parafilia deve essere ego-distonica.

Provi a consultare questo materiale

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http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3828/Bondage-dominanza-e-
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