Utente 246XXX
Gentili dottori,
Vi scrivo in qualità di genitore molto preoccupato.
Nel 2012 a mio figlio gli è stata diagnosticata una insufficienza renale cronica in Ig AGN.
Finalmente dopo un lungo calvario durato 5 anni, nel febbraio 2016 è stato sottoposto a trapianto pre-empitive (donatrice la madre)
Finora tutti i controlli post-trapianto erano risultati perfetti, fino a ieri quando il nefrologo del centro l'ha contattato per dirgli che doveva ripetere l'esame delle urine poiché dai risultati sono riemerse delle tracce di sangue.
Immaginate un pochino lo stato d'animo di mio figlio, ora 30 anni, nel pensare il trascorso e la paura che possa ripetersi.
Premetto che non accusa alcun sintomo o qualcos'altro, siamo tutti preoccupati per questa situazione che si è venuta a creare improvvisamente e che ci ricorda l'inizio del calvario.
Grazie anticipatamente per le Vs risposte.

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Dr.ssa Fulvia Caligaris
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condivido la preoccupazione di suo figlio. E' corretto ripetere l'esame orine come consigliato. Il dato isolato non è significativo,dovrà essere integrato da altri accertamenti atti a valutare la funzione dell'organo trapianatato ( creatinina, presenza di proteinuria , citologici urinari , urinocoltura ), esami strumentali ( ecografia apparato escretore ) il quadro clinico ( ipertensione arteriosa ), farmaci assunti.
Con questo solo dato non è possibile valutare la presenza di recidiva della patologia di base ( Gn Ig A). Si affidi con fiducia ai medici del centro trapianto di riferimento.