Utente 455XXX
Buongiorno,
ho 46 anni e, qualche mese fa, ho scoperto casualmente di avere il lobo tiroideo di sinista completamente sovvertito da plurime formazioni ecomiste, vascolarizzate, del diametro complessivo di 38 mm. Il lobo destro era ecograficamente perfetto. Gli ormoni e gli anticorpi tiroidei erano nei range.
Avendo effettuato 25 anni fa radioterapia per il morbo di hodgkin e , su suggerimento della chirurga che avevo contattato, il 13 Giugno ho effettuato un intervento di loboistectomia mininvasiva del solo lobo sinistro, anche se l'ago aspirato aveva refertato la benignità (TIR2).
Purtroppo l'esame istologico effettuato sul lobo rimosso ha rivelato la presenza di microcarciroma papillare multifocale. La chirurga mi ha proposto un nuovo intervento a fine estate per la rimozione totale della tiroide. Cosa ne pensate? A vostro avviso e' opportuna anche la terapia radiometabolica? Puo' essere sostitutiva dell'intervento? In caso di terapia radiometabolica che tempi ci sono per effettuarla? Nel caso le effettuassi, che precauzioni devo usare nei confronti delle mie figlie (9 anni)? Vi Ringrazio

Testo istologico: il nodulo mostra una struttura papillare costituita da elementi con dettagli nucleari da carciroma. Non quadri di invasione capsulare o vascolare. Nel parenchima circostante si evidenziano multipli noduli neoplastici del diametro massimo di cm 0.5.
Diagnosi: microcarciroma papillare multifocale (PT1 am sec. TNM/AJCC 8 ed. 2017)
[#1] dopo  
Dr. Sergio Di Martino
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Concordo col suggerimento della collega nel rimuovere chirurgicamente la restante parte di tiroide. Solo successivamente si valuterà per una eventuale iodoterapia. Essendo stata sottoposta a radioterapia per un linfoma, suppongo in regione cervicomediastinica, rientra tra le categorie a rischio per il carcinoma tiroideo. Anche per questo trovo condivisibile la rimozione dell'altro lobo.