Utente 456XXX
Gentili Dottori,
mia mamma di 79 anni dovrebbe subire un intervento chirurgico al ginocchio per protesi.
Da alcuni mesi, in seguito ad un episodio di fibrillazione, ha iniziato ad assumere il cumadin, sostituito recentemente dall'eliquis.
Nonostante questo tipo di intervento venga normalmente fatto in anestesia parziale, nel suo caso l'anestesista ha stabilito che dovrà essere eseguito in anestesia totale per via della compressa che assume.
Mi chiedo se, data l'età, con un intervento in anestesia totale non vi siano più rischi che vantaggi e se non sia meglio rinunciare. Ho sentito di persone della medesima età che, dopo anestesia totale, hanno iniziato a manifestare una sintomatologia riconducibile a demenza senile, alzheimer, etc..
Inoltre mi chiedo se, rivolgendoci ad un'altra struttura, è possibile che accettino di fare l'anestesia parziale. Questo tipo di scelta può dipendere da come è attrezzato l'ospedale oppure è veramente obbligatorio procedere con la totale quando si assume l'eliquis?
Grazie per l'aiuto.
Cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Buon giorno, comprendo i suoi timori e le sue perplessità, ma la scelta del mio collega è riconducibile alla circostanza per la quale: un paziente scoagulato, come la mamma, ha un alto rischio di incidenti emorragici a seguito di anestesie periferiche di qualsiasi genere, con possibile danno neurologico anche permanente.
E' vero che questi interventi sono frequenti, sopratutto in persone anziane con problemi, e si eseguono sovente in Anestesia Spinale e/o Peridurale, ma è vero anche che la mamma ha un problema cardiaco, e questo tipo di pazienti spesso viene addormentato per evitare uno stress emozionale maggiore, inevitabile quando si è svegli durante una procedura chirurgica che non è breve, e che potrebbe incidere su cuore e circolo.
Quanto al timore del manifestarsi di problemi cognitivi nel postoperatorio sappia che non succede solamente a seguito di una anestesia generale, bensì è un fenomeno, la cui genesi non è completamente conosciuta, che è legato allo stress anche solo di un ricovero senza intervento, con allontanamento dal proprio ambiente abituale.
Certamente lei può sentire altri pareri, ma le assicuro che l'attrezzatura dell'Ospedale non incide sulla scelta operata dal mio collega. Quanto al rinunciare all'intervento, questa è una scelta che la mamma può liberamente fare, dipende dalla gravità della sintomatologia dolorosa, dalla relativa impotenza funzionale che ne consegue, e dalla efficacia di eventuali farmaci assunti.
Spero di essere stata chiara, cordiali saluti.