Utente 142XXX
Buongiorno gentili Medici,

mi scuso in anticipo se la premessa sarà un po' discorsiva e lunga ma mi serve per rendere il quadro della situazione.

Sono quasi 3 anni che faccio il mio attuale lavoro. A gennaio, per motivi di contratto, vengo trasferita in un altro punto vendita dove c'è un'impostazione diversa del lavoro (pur se nella sostanza, ovviamente, il lavoro è lo stesso). Un esempio: a differenza della responsabile precedente, l'atteggiamento di questa responsabile è: se non si riesce a concludere una vendita, appena uscito il cliente ti interroga su cosa hai detto, cosa hai domandato per capire le sue reali esigenze, cosa hai mostrato (ed eventualmente perché non gli hai mostrato più alternative)... e questo succede con ogni cliente che non abbia acquistato!!! E' capitato a me e l'ho visto anche su altre colleghe che, già al secondo o terzo episodio così, la responsabile comincia a metterla sotto torchio su come sta lavorando, come lo sta facendo, a che velocità... una critica continua, anche non reale. Questo mette noi lavoratrici, chi più chi meno, in uno stato d'ansia che rende difficile lavorare serenamente!
Vengo al punto: da un mese a questa parte, la responsabile ha cominciato a comportarsi in maniera pressante con me. Ciò comprende: farmi la battutine davanti ai clienti come se fossi incapace, starmi "col fiato sul collo" sul modo di lavorare e di servire i clienti, attribuirmi errori non miei, correggermi in modo aspro ecc. Questa condizione mi ha reso più insicura, confusa, non più serena nel lavorare e depressa nello lavoro. Esempio: di recente mi aveva coinvolto in un ammanco di denaro SENZA aver verificato se fossi stata io o meno. Conclusione? Non ero stata io, ma lei mi aveva comunque accusato.
Le ho chiesto un colloquio e la sua spiegazione è stata: lavoro con loro da più di 2 anni e certi errori (che ammetto di fare, ma in alcun modo compromettono l'attività lavorativa del negozio) non li devo fare, li tollera dalle ragazze entrate molto dopo me e che quindi devono imparare. Dopo una serie di domande, ha ammesso che verso di me ha pregiudizi, che se trova qualcosa che non va pensa prima di tutto che sia stata io perché a lavorare sono "mediocre" e perché a volte ho sbagliato...
Vorrei chiedere: come posso gestire una situazione del genere? Questa sua ammissione mi scoraggia nel dare sempre il meglio perché non posso intervenire sui fantasmi delle idee. Il mio contratto scade il 30 settembre e se c'è questo grave pregiudizio so che non mi verrà rinnovato. Nei 2 anni precedenti (con rinnovi ogni 6 mesi), sono sempre stata valutata positivamente, quindi il problema è la mentalità dell'attuale responsabile, che è influente perché ex del datore di lavoro.
Sicuramente non sarà tutto chiaro, spero mi rispondiate e spiegherò meglio.
Nel frattempo, grazie a chi vorrà rispondere,

cordialmente saluto
[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia
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Buongiorno,

formalmente c'è poco da fare, deve augurarsi che le venga rinnovato il contratto e cambi sede.
Provi a parlare prima con la responsabile attuale e comunichi che, se rinnovato il contratto, chiederà di cambiare sede per ........inventi pure una motivazione plausibile.

Cordiali saluti