Utente 457XXX
Buongiorno sono Cristina, parto subito elencando la diagnosi di dimissione di mio nonno di 85 anni, per il seguente motivo:

Eteroplasia polmonare del lobo inferiore dx
Metastasi pleuriche infiltranti le coste
Versamento pleurico dx
Metastasi linfonodali mediastiniche
Silicosi polmonare
Enfisema polmonare
Insufficenza renale cronica lll stadio
Ateromasia mista dell'aorta e della basilica con placca ulcerata
Ipertensione arteriosa
Atrofia cerebrale
Ipertrofia prostatica benigna
Carenza di vitamina B12 e folati

Di fronte a questa diagnosi dello stato di salute di mio nonno, tramite consulenza oncologica, ci è stata negata qualsiasi tipo di speranza di possibilità di terapia di guarigione o la possibilità di intervenire chirurgicamente in quanto tali opzioni risulterebbero troppo aggressive date le condizioni di Mio nonno. Ci è stata invece consigliata una terapia del dolore a base di targin 5mg/2,5. Capisco la gravità della situazione ma non c è veramente nessuna possibilità per mio nonno? Dobbiamo davvero solo accettare il fatto di lasciarlo peggiorare giorno dopo giorno sotto sedazione senza poter intervenire in nessun modo? È difficile farsene una ragione. Spero in una risposta e vi ringrazio in anticipo.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
a nessun medico piace dire ciò che si cerca di spiegare con giri di parole: che nelle condizioni di suo nonno non c'è più nulla da fare.
Ovviamente c'è da fare in termini di soppressione del dolore, che suo nonno non deve avere, di sedazione se abbia difficoltà respiratorie, e di tutto quello che può servire a rendere i suoi restanti giorni su questa terra meno traumatici possibili.
Per esempio evitando accuratamente la comparsa di piaghe da decubito.
Il vostro affetto gli sarà utile a non sentirsi abbandonato nell'ultimo percorso di una vita che è stata lunga e spero ben vissuta.
Affettuosi saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2017
Dott. Caldarola

La ringrazio per la risposta immediata, purtroppo le piaghe da decubito sono comparse durante il mese di ricovero, non ci sono state segnalate e noi famigliari ne siamo venuti a conoscenza solo una volta dimesso a domicilio. Per quanto riguarda l unica opzione restante, ovvero la terapia del dolore che mio nonno ha iniziato da subito, è normale che questa non stia producendo risultati "soddisfacenti" al 100%? perché mio nonno che è coscente, lamenta più volte al giorno forti dolori e non è difficile notare la sua sofferenza. Vorrei capire, È impossibile placare totalmente i dolori in questi casi o il medico sta semplicemente sbagliando terapia?!?

La ringrazio di nuovo dottore.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Carissimo,
purtroppo suo nonno ha metastasi ossee che risentono poco della terapia con oppioidi.
Si potrebbe provare ad associare un gabaergico, come il Pregabalin, a dosi crescenti e verificare la risposta terapeutica.
Ma questo ovviamente presuppone che lei ne parli con il suo medico o meglio con un esperto in cure palliative.
Mi faccia pure sapere se vorrà.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 457XXX

Iscritto dal 2017
Dott. Caldarola parlerò con il medico per prendere in considerazione questa opzione. La ringrazio tanto per il suo tempo e la gentilezza. Buon proseguimento e cordiali saluti.