Utente 454XXX
Salve, espongo la situazione. All'inizio di giugno 2017 ho intrapreso un viaggio in Germania, che riassumo: alloggio presso ostello che si rivela dalle condizioni igienico-sanitarie scadenti; consumazione rapporto (orale passivo e vaginale protetti da preservativo, bacio profondo) con una ragazza di cui non conosco né le abitudini sessuali, né lo stato sierologico; punture d'insetto (apparentemente cimici da letto) disseminate su tutto il corpo. Riporto la sintomatologia seguente questi eventi:

- il giorno dopo aver dormito presso l'ostello e consumato il rapporto, si presentano ponfi rossi pruriginosi su tutto il corpo, ingrossamento di tutti i linfonodi, innalzamento della temperatura corporea;
- mi viene somministrata dalla guardia medica locale una dose endovena di cortisone e antistaminico;
- di ritorno dal viaggio, prescrizione dal dermatologo di terapia antistaminica orale (1 cpr Robilas al gg per 10 gg + applicazione topica di pomata all'idrocortisone).
- conclusa la terapia e remissione totale delle punture, inizio sintomatologia generale, ancora presente ma in attenuazione: comparsa improvvisa di ponfi rossi pruriginosi che spariscono da soli entro un'ora; presenza occasionale di placche purulente sulle tonsille; irregolarmente, bisogno impellente di urinare spesso; alternanza di stipsi ed evacuazioni frequenti, con molti residui di cibo; fastidi addominali; noto la presenza di rossore e irritazione a glande e prepuzio (non so se fossero presenti già da prima, non osservavo tanto meticolosamente); prurito agli occhi e al palato.

Sto cercando di fare chiarezza sulla situazione. Ho effettuato tamponi uretrali per MST a 3 settimane dal rapporto; test HIV, VDRL e HCV a 42 giorni (so di doverli ripetere a 90 giorni); altri esami: emocromo, Epstein-barr IgM e IgG, amilasi, bilirubina, VES, ASLO, PcR, IgE, tampone orofaringeo. Di tutti questi esami, l'unico valore abnorme sono le IgE (547), gli altri tutti nella norma. Alla luce di questi risultati, vi chiedo:

- Posso escludere qualsiasi malattia infettiva? La mia paura è che magari eventuali virus e batteri non rintracciati dagli esami svolti, trasmessi non so come, possano trovarsi in una fase di latenza e darmi sorprese in futuro;
- i tempi d'incubazione per le infezioni ricercabili dal tampone uretrale sono stati rispettati? (Effettuato a 3 settimane)
- posso attribuire le cause di questi sintomi a una reazione allergica dovuta alle punture, piuttosto che a una reazione infettiva?
- è possibile che l'iniezione di cortisone iniziale (fatta 6 giorni dopo le punture) abbia inibito l'evolversi di un'eventuale infiammazione e di conseguenza alterato i risultati degli esami che ho effettuato, anche se li ho fatti a settimane e mesi di distanza?

Grazie in anticipo
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve e bentrovato.
http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/578851-situazione_confusa.html
Un innalzamento delle IgE può dipendere da una reazione allergica: il trend va controllato tra un mese.
Il test HIV se è di IV generazione non va ripetuto a 90 gg ma considerato definitivo, mentre la sola VDRL non è sufficiente e va integrata con un TPHA o con la ricerca degli anticorpi anti Treponema IgM ed IgG con metodica quantitativa.
Per il test HCV quelli di ultima generazione sono definitivi a 60gg.
Mi pare che i tempi per gli altri test siano giusti: il cortisone somministato occasionalmente non influisce con i predetti tests.
Per i disturbi urinari deve rivolgersi ad un Andrologo.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.