Utente 926XXX
Buongiorno,
chiedo un chiarimento a quanto letto sul quotidiano "Libero" di oggi; ovvero la possibilità di utilizzo di apparecchio per magnetoterapia nell'aiuto per curare l'artrosi. E' da premettere che sono in dialisi (1 seduta alla settimana)causa una IRA sviluppatasi nell'aprile scorso, che mi ha costretto anche al posizionamento di "doppi J" per idronefrosi bilaterale. I valori di azotemia e creatinina si mantengono, tra una seduta e l'altra, entro valori ben contenuti e rientrano nella norma al termine (creatina resta a 1,45 max).
Sono inoltre affetto da K prostatico, che curo con iniezioni di Decapeptyl ogni 28 gg. - Il quadro clinico, a detta dei medici, è buono, ma non sanno consigliarmi sull'uso o meno di magnetoterapia, che servirebbe per ridurre un continuo e persistente dolore alla spalla dx, che non cessa neppure a letto;
ho fatto, in gioventù, molto sport agonistico (decathlon) e poi ho smesso quasi di botto, tenendo di riserva un'attività fisica come il nuoto a livello saltuario; dalla scintigrafia ossea è risultata una debolezza ossea abbastanza alta, anche se non preoccupante. Pertanto ritengo che la magnetoterapia (consigliatami anche da un amico ortopedico) potrebbe aiutarmi, ma non sono sicuro che non crei ulteriori problemi alle funzioni renali (la diuresi è lentamente ripresa nel tempo, ed adesso è stabilizzata a valori di 1700/1800 ml/die, con punte di 2000). Posso fare magnetoterapia senza problemi, anche considerando la presenza dei "doppi J" ?
Grazie per l'attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Valassina
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Non esiste una indicazione al trattamento dell'artrosi con la magnetoterapia. In ogni caso prima di affrontare il tema della terapia forse è il caso di approfondire quello della diagnosi.
Nei pazienti dializzati sono purtroppo molto frequenti le patologie degenerative non solo dell'osso, ma anche delle parti molli sostenute dal disordine metabolico renale sotto forma non tanto di "artrosi" quanto piuttosto di quadri di artopatie uremiche in un contesto dove i fattori patogenetici preminenti alla base dell'osteodistrofia uremica sono: a) l'iperparatiroidismo secondario e b) il difetto di mineralizzazione ossea.
Più recentemente, l'evidenza di accumulo sinoviale ed osseo di amiloide negli uremici in trattamerto emodialitico da oltre 5 anni, ha fatto porre le basi conoscitive di quadri clinici non direttamente correlati con l'iper-PTH , quali l'artropatia della spalla, del carpo, delle ginocchia e dell'anca. Ma la risposta è molto soggettiva e pertanto il termine di tempo dei 5 anni è solo una indicazione di massima, in quanto queste situazioni vanno di volta in volta valutate caso per caso.
Proprio la spalla nei pazienti dializzati può essere infatti elettivamente coinvolta dalla malattia renale. In questi casi dunque il problema non è strettamente meccanico (come nelle sindromi da conflitto dove il tendine del muscolo sovraspinoso soffre di una condizione di stress puramente meccanico), ma si tratta piuttosto di un esteso danno metabolico di tutta la cuffia dei rotatori. In questi casi se è in atto la rottura della cuffia (= dolore + impotenza funzionale progressiva) occorre rivolgersi subito ad un centro ortopedico specializzato in Chirurgia della Spalla con esperienza nelle patologie muscoloscheletriche dei pazienti dializzati e dunque con la disponibiltà del servizio di dialisi nell'Ospedale dove eventualmente dovesse essere ricoverato.
Troverà senz'altro riferimenti in questo senso vicino a Lei a Grosseto e comunque agevolmente in regione Toscana.

Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 926XXX

Iscritto dal 2008
Preg. Dr. Valassina,
nel ringraziarLa per la Sua esauriente risposta, che mi ha chiarito alcune supposizioni, ma purtroppo me ne ha poste altre, trovo necessario confidarLe che tale patologia alla spalla era già presente precedentemente all'episodio che mi ha scatenato l'insufficienza renale (uno sforzo non consono alle mie condizioni fisiche curato con cortisonici per ridurre il dolore prima di un trattamento di "manipolazione" per riallineare la colonna vertebrale e permettermi almeno di camminare senza apparire come "il gobbo di Notre-Dame", e senza dover rinunciare alle normali attività quotidiane, esclusi eventuali sforzi eccessivi).
Seguirò il Suo consiglio, anche perchè in questo periodo, con giornate di pioggia e altri fattori meteo non proprio favorevoli a qualcuno nelle mie condizioni, il dolore continua a tormentarmi (anche in questo momento, mentre scrivo, tenere la spalla in posizione adeguata per scorrere la tastiera mi crea fastidio), e questo, a lungo andare, è piuttosto seccante. Ho già il fastidio di dovermi sottoporre a dialisi, che mi lascia abbastanza provato nel giorno stesso ed in quello seguente.
Grazie ancora per la Sua attenzione e la disponibilità dimostratami nell'occasione.
Auguro a Lei e Famiglia un Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Cordiali saluti.