Utente 397XXX
Salve, a luglio ho fatto una visita oculistica per l'idoneità alla chirurgia refrattiva. Premetto che sono risultato idoneo alla PRK. Il dottore che mi ha visitato mi ha fatto leggere con i miei occhiali (otturando prima l'occhio sinistro e poi l'occhio destro) accorgendosi subito che ero ipercorretto. Successivamente mi ha misurato la pressione oculare (risultata perfetta), mi ha fatto domande su allergie, occhio secco, uso di lenti a contatto, infezioni, reazioni ad alcuni farmaci ecc, ed ha iniziato a misurare la vista con l'autorefrattometro in maniera ossessiva (circa 15 misurazioni per occhio). Successivamente mi ha fatto guardare in uno strumento con dei cerchi rossi, chiedendomi, dopo aver finito di esaminare ogni occhio, di tenerlo chiuso per qualche secondo. Dopo queste prime analisi, mi hanno messo 1 goccia di collirio per 3 volte a distanza di 10-20 minuti. E dopo circa 1 ora, mi ha controllato il fondo dell'occhio, la circolazione, la distanza tra le pupille, il diametro delle pupille, ed ha ricominciato in maniera ossessiva (facendo altre 15 misurazioni per occhio), con la misurazione della vista tramite autorefrattometro (che questa volta, con la pupille dilatate, il macchinario ha dato risultati differenti rispetto alla prima "ondata" di misurazioni).
Nei vari fogli che dovrò presentare il giorno dell'operazione leggo voci del tipo: "Spessore corneale", "Tangenziale anteriore", "Elevazione posteriore ed anteriore", "Cheratometrie","Analisi refrattiva","Scotopica","Mesopica","Fotopica", ma non leggo nulla sull'aberrometria (che evidentemente non mi hanno fatto volutamente o per dimenticanza). Le domande che vorrei porvi sono:

-E' normale che la vista di un paziente (ipercorretto e che dovrà essere operato tra 2 mesi senza ulteriori visite) non venga misurata con l'optometro? C'è da fidarsi dell'autorefrattometro?

-Ho cercato di convincere in tutti i modi il dottore nel farmi fare un operazione diversa dalla PRK, ma lui sostiene che per i concorsi pubblici è valida solo questa tecnica. E' così?

-Ho letto che con il laser ad eccimeri c'è la possibilità di fare un trattamento personalizzato (custom wavefront), e dal momento che io la notte vedo male le luci (ad esempio vedo la luna con un alone di luce intorno, vedo la luce dei lampioni con un "riverbero" , mi danno fastidio le luci delle auto che mi vengono incontro quando guido la notte), mi chiedevo se con gli esami che mi hanno fatto (esclusa l'aberrometria), potrò ricevere un trattamento personalizzato. La topografia corneale può sostituire l'aberrometria nei trattamenti personalizzati?

-Per quanto riguarda il post PRK non ho paura del dolore ma della lente terapeutica che dovrò portare per 6 giorni e che potrei perdere o "strizzare" durante il sonno (mi muovo spesso, tendo a dormire con la pancia in basso), se dovesse accadere a quali conseguenze potrei andare incontro? Dovrò legarmi al letto? Grazie in anticipo
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Dr. Enzo D'Ambrosio
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Buongiorno,
l'aberrometria potrebbe essere fatta (ed io faccio così) il giorno dell'intervento perché nella prk customizzata è connessa al laser, quindi sarebbe inutile farla prima, la topografia è diversa, non sostituiva. Sicuramente ha fatto bene l'oculista a misurare la refrazione in cicloplegia molte volte. Tuttavia io mi regolo anche sulla rifrazione soggettiva e faccio provare per circa un mese delle lenti a contatto calcolate per simulare il post intervento. La lac terapeutica si può staccare, ma già dopo 3-4 gg non è più tanto doloroso senza, comunque si può far lasciare una lente aggiuntiva che può mettere da solo se dovesse perdere la prima.

Mi faccia sapere eventuali novità.

Cordiali Saluti