Utente 123XXX
Buonasera,
ho 35 anni; 8 giorni fa mi sono procurato una frattura composta dell'apice del malleolo peroneale (scivolando da un marciapiedi di pochissimi cm).

Mi sono immediatamente recato in PS; ho fin da subito applicato ghiaccio (che cambiavo all'abbisogna) per circa 2 ore (tuttavia la caviglia è rimasta parecchio gonfia, anche se non nella zona della frattura); l'ortopedico che mi ha visitato, a seguito di Rx, mi ha detto che era presente una <" piccola fratturina "> ma che fosse necessario ingessare.
Mi ha prescritto:
- gamba da tenere il più tempo possibile sollevata
- 30 gg di gesso stivale (non la doccia)
- dopo i primi 10 gg di gesso, applicazione di tacco
- Rx di controllo a 30 gg dal trauma per inizio carico completo
- iniezioni giornaliere di Clexane 4000UI da effettuarsi per tutti i 30 gg

Per completezza, aggiungo di essermi infrazionato lo stesso malleolo peroneale (in modo analogo) esattamente 5 anni fa ma l'infrazione, all'epoca, accadde "lateralmente/esternamente" (lo vidi sulle lastre) mentre ora mi è stato detto dall'ortopedico la frattura essere "posteriormente".

Ho però alcune domande:

1)
E' da un paio di giorni che, quando mi alzo in piedi da cge ho la gamba sollevata, ho un forte dolore alla caviglia, come se il sangue che vi arriva la facesse scoppiasse (non solo nel punto dove mi è stato detto essersi fratturato, ma in tutta la zona che ricordo essersi gonfiata), dolore che si attenua se non mi alzo repentinamente ma prima mi siedo alcune decine di secondi e poi mi sollevo eretto.
Quando sono eretto le dita dei piedi sono più scure, mentre se sto sdraiato sono dello stesso identico colore di quelle della gamba sana.
Ribadisco che nei giorni precedenti non mi è capitato.
Ciò è normale?
Se sì, come mai non è successo da subito dopo il trauma?
C'è qualcosa che possa fare per limitare tale dolore?

2)
Alla visita dopo i 10 gg di gesso, riteniate sia plausibile prospettare all'ortopedico il seguire la terapia indicata ma sostituendo il gesso + tacco con tutore bivalva (che già possiedo, a causa della frattura di 5 anni fa)?

3)
Ho cercato di vedere, dalle lastre su CD consegnatemi, la frattura per capirne l'entità (che, sulle lastre di quella vecchia, riconosco chiaramente, pur essendo di pochi mm) ma non riesco a vedere assolutamente nulla di assimilabile ad una discontinuità in nessuna delle lastre fattemi: eventualmente uploadando (ovviamente in modo anonimo) degli ingrandimenti della mia Rx del malleolo, potreste aiutarmi ad individuarla?

4) Non volendo, ho letto per caso in merito all'algodistrofia (relativa a infortuni a piedi e mani) e la cosa mi sta facendo molto preoccupare.
E' un timore giustificato o ingiustificato?
Qualora fosse un'eventualità piuttosto plausibile, c'è qualcosa che io possa fare per arginare tale rischio?

Scusate la prolissità e grazie a tutti in anticipo.
[#1] dopo  
Dr. Gianni Nucci
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Gentile Utente,
Mi raccomando di non scrivere troppo, potrebbe distogliere lo specialista dal rispondere.
1) È normale che quando un arto sta fermo, diventi più scuro e gonfio specie con la forza di gravità. Tenere il piede in scarico, poi metterlo giù per cinque minuti, poi di nuovo in alto, può aiutare a far fare "ginnastica" alle vene. Anche muovere tanto le dita è fondamentale. Se avesse dolore continuo e gonfiore, per scrupolo si faccia visitare.
2) Solo lo specialista può decidere se rimuovere gesso e mettere un tutore. Io personalmente non amo il bivalve.
3) Non è possibile in questo sito visionare rx.
4) L'algodistrofia è un evento possibile, ma non frequente, e viene soprattutto... a chi ha paura di averlo! Stia tranquillo e quando fa la visita chieda al medico.
Saluti