Utente 407XXX
Buonasera,

mi trovo nuovamente a scrivere in questo sito web dopo un anno e mezzo dalla mia prima volta, ma questa volta in una sezione completamente diversa. Probabilmente vi sarà possibile leggere la mia prima richiesta di consulto che riassume un po' quella che è la mia storia clinica sino ad Aprile 2016, ma nel corso di quest'arco di tempo purtroppo le cose sembrano essere peggiorate.

Vi riassumo pertanto ciò che mi ha spinto a scrivere oggi richiedendo un parere psichiatrico.

Oltre a quanto già descritto nel precedente consulto, da un paio di mesi a questa parte soffro di frequenti mal di testa localizzati maggiormente nelle regioni occipitale, nasale e parietale con senso di vertigini e difficoltà di concentrazione, soprattutto al computer, e di senso di pesantezza alla testa perenne. Inoltre i sensi dell'olfatto, della vista e dell'udito sembrano essersi acutizzati di tantissimo: non sopporto più le luci, i rumori e i chiacchiericci e sento odori anche lievi come se fossero invece molto penetranti e questo mi porta a vivere quasi perennemente in una situazione di stress mentale.
La notte mi sveglio spesso e la mattina ho sempre la testa pesante e la bocca impastata, visto che ho cominciato a dormire con la bocca aperta, cosa che non avevo mai fatto sinora, e noto che spesso e volentieri mi scopro a star digrignando i denti.

Inoltre soffro anche di attacchi di panico (o quantomeno, suppongo che lo siano) causati dal fatto che non mi sento mai completamente bene, caratterizzati da sudorazione eccessiva, tachicardia, giramenti di testa e colpi di calore. Questo perenne "terrore di star male", mi ha portato a non essere più autonoma, e a dipendere in tutto e per tutto dal mio compagno, cosa che onestamente detesto, essendo sempre stata una ragazza abituata a "fare da sé" già in tenera età.

Praticamente passo la maggior parte del tempo a cercare di autoconvincermi che tutti questi sintomi sono soltanto psicosomatici, visto che di fatto a tutt'oggi mi sono stati diagnosticati "solo" un ipotiroidismo e un'iperplasia nodulare focale al fegato (Non ho fatto i controlli per il mal di testa, ma il mio medico di base mi ha detto che secondo lei è soltanto una cefalea muscolo-tensiva) che di certo non contemplano i sintomi che accuso perennemente. Insomma, nella mia testa sono "la cheerleader di me stessa": mi sprono a condurre una vita il più possibile normale e a non farmi fagocitare da tutti questi malesseri, ma a quanto pare non sono abbastanza brava con i pon-pon...
Per di più sono abituata a, passatemi il termine, "autopsicanalizzarmi", pertanto ho anche provato ad immaginare quali siano le ragioni che possano avermi portato a questa situazione. Diciamo che ne ho trovata una che mi sembra particolarmente plausibile, ma onestamente non so come questa consapevolezza possa aiutarmi nel risolvere il mio problema.

Mi trovo quindi ad un'impasse. Non ho idea di come fare per stare meglio: forse uno psichiatra è ciò di cui necessito?
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Cosa la trattiene dal chiedere una visita psichiatrica, visto che chiaramente ha dei sintomi che giustificherebbero una visita di questo tipo ?
In altre parole, c'è una ragione per cui NON ci è ancora andata, tipo diffidenza, timore di quello che può comportare etc ?
[#2] dopo  
Utente 407XXX

Iscritto dal 2016
Gentilissimo Dottor Pacini,

innanzitutto grazie per la risposta.

Per rispondere alla Sua domanda Le posso dire che più che uno Psichiatra ho pensato di rivolgermi ad uno Psicoterapeuta, ma purtroppo l'impossibilità economica di rivolgermi ad uno studio privato mi ha privato della possibilità di farlo (almeno in questo periodo). Onestamente non so quanto serva andare tramite ASL, considerando che non si ha la possibilità di scegliersi il terapeuta (e come può ben capire, la possibilità di andare da una persona di cui ci si sente di potersi fidare fa già una buona parte del lavoro) e che le sedute sono limitate ad un numero prefissato: oltre al non aver la certezza di risolvere il mio problema in sei/sette incontri, mi piace pensare in un rapporto continuativo nel tempo e non limitato.

In tutta sincerità, inoltre, vorrei evitare di ricorrere all'utilizzo di psicofarmaci, che oltre a non darmi la certezza matematica di stare bene, potrebbero portare con sé altri effetti collaterali che non sono disposta a sopportare: per citarne un paio l'aumento di peso e la perdita o la diminuzione della libido.

Il fatto é che, a questo punto, non so se ho altre alternative...
[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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Si pone la domanda se andare dallo psichiatra rispondendo poi che ha dei motivi, non validi, per non farsi visitare.

Non è detto che lei sia eleggibile alla psicoterapia per cui non può stabilire lei il percorso di cura se prima non si fa visitare da uno psichiatra.

Diversamente, dovrà tenere i suoi sintomi e rischiare una cronicizzazione.

Dr. F. S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#4] dopo  
Utente 407XXX

Iscritto dal 2016
Gentilissimo Dottor Ruggiero,

ringrazio anche lei per la risposta e mi accingo a dare maggiori informazioni rispetto al mio intervento precedente, che credo non sia stato sufficientemente esauriente.

Il Dottor Pacini mi ha rivolto una domanda mirata, e cioè se io non mi fossi recata da uno Psichiatra per una qualche ragione specifica. La ragione per cui ho dapprima pensato a rivolgermi ad uno Psicoterapeuta/Psicologo e non ad uno Psichiatra ha origine dal fatto che già in passato mi sono trovata in terapia con uno specialista del primo tipo (per ragioni completamente diverse: storia familiare molto travagliata, disturbi nei periodi dell'infanzia e dell'adolescenza che mi hanno portato ad andare via di casa a 14 anni e a finire in un "brutto giro", che ha portato al mio arresto e alla reclusione in una comunità terapeutica fino alla maggiore età) ed il percorso con lui mi è servito tantissimo ad eleborare il passato e la mia persona. Tuttavia quei momenti sono stati analizzati e lasciati alle spalle, e oramai da più di dieci anni conduco una vita ordinaria e ben lontana da certe dinamiche.

Il punto è che non so se effettivamente un percorso di psicoterapia possa aiutarmi con le problematiche attuali o se invece necessito di essere seguita diversamente, ecco perchè ho deciso di richiedere un parere di uno specialista su queste pagine.

Lei dice che le motivazioni da me addotte non sono sufficientemente valide. Potrà perdonarmi se, prima di richiedere un consulto di un certo tipo, vorrei essere sicura di averne effettivamente bisogno. Probabilmente pecco di ignoranza in materia e sbaglio ad associare i termini Psichiatra e Psicofarmaci, anche se di fatto non conosco persona che si sia recata da uno Psichiatra e questo non gli abbia fatto intraprendere una terapia farmacologica.

Io voglio star bene, certo, ma non voglio tessermi una trappola con le mie stesse mani. Sono sempre stata orgogliosa della mia capacità di riuscire a far fronte alle difficoltà che sfortunatamente la vita mi ha messo davanti, sempre fiera della mia "forza mentale", questa stessa forza che sembra ultimamente essere venuta meno. Non voglio che la persona di cui sono stata orgogliosa, nel bene e nel male, per trent'anni, diventi un guscio vuoto schiava degli psicofarmaci perchè troppo debole per uscirne fuori diversamente.

E diciamocelo pure, ho paura e non so cosa fare. Può biasimarmi?
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Prima di ragionare su dettagli che non sono affatto scontati, tipo numero di sedute e tipo di cura necessaria, io andrei a farmi semplicemente visitare, con lo scopo che sia formulata una diagnosi e indicata una cura da seguire. Non si tratta di "numero di sedute", per esempio, nel caso di una cura farmacologica.
Per quanto riguarda i costi, si può comunque informare e far valere eventuali problemi di reddito, e in quanto allo scegliere da chi farsi visitare, ovvio che se non conosce nessuno le capiterà un medico di quelli disponibili, ma niente vieta, se non si trova bene, di chiedere una visita con un'altro.