Utente 438XXX
Buonasera cari Dottori,

avrei una domanda da porVi in quanto devo capire se è il caso di RIMANDARE il mio intervento chirurgico o no.

Ho 34 anni, e mi è stata diagnosticata gia una decina d'anni fa un'insufficienza venosa alla Safena della gamba sinistra.
Gia a quel tempo, mi sono subito sottoposto ad un intervento chirurgico di tipo CHIVA. Ad oggi però, a distanza di 10 anni, le varici sulla gamba sono più visibili di prima, e quindi mi sono fatto controllare da uno specialista che mi ha anche sottoposto ad un ecocolordoppler.

La nuova diagnosi, nonostante l'intervento CHIVA eseguito 10 anni fa, è che la mia insufficienza venosa è palese, e secondo i Dottori mi devo sottoporre ad un intervento di asportazione totale o parziale (questo è ancora da accertare) della Safena sx.
La stessa diagnosi è arrivata sia da un angiologo che da un chirurgo vascolare, quindi sono stato inserito in lista per essere sottoposto ad intervento chirurgico di safenectomia appena possibile. Nel frattempo, mi è stato prescritto l'utilizzo di calze elastiche.

La domanda è: aspettando la chiamata per l'intervento, ho contemporaneamente continuato la mia solita "ricerca di impiego lavorativo", e nei prossimi giorni FORSE, dopo un sacco di tempo, verrò finalmente assunto da un'azienda. Durante le fasi iniziali, dovrò sicuramente affrontare un periodo di prova, dove sarò osservato e sicuramente non è il caso di MANCARE per problemi di salute perchè NON posso assolutamente perdere quest'opportunità.
Secondo voi è un problema se RIMANDO l'intervento? Può essere rischioso? A dire degli specialisti che mi avevano visitato, la mia situazione NON era urgente.
Oppure, se decido di effettuare lo stesso l'intervento, secondo voi quanta ASSENZA DAL LAVORO dovrò fare? So che l'intervento si fa in day hospital, ma mi chiedo come sarà il periodo post operatorio. Avrò dolori, problemi, dovrò riposare? O potrò rientrare subito al lavoro?

NB il tipo di lavoro che dovrò svolgere, dovrebbe essere il classico lavoro da impiegato di logistica. Quindi scrivania, poi in piedi, su e giu per le diverse aree dell'edificio ecc.

Spero di essermi spiegato.
Quindi cosa faccio? Rimando, o mi sottopongo all'intervento appena mi chiamano, perchè tanto il post operatorio è brevissimo?
Grazie mille
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
sull'urgenza o meno dell'intervento si sono espressi i Colleghi che hanno avuto la possibilità di osservarLa dal vivo: comprenderà l'impossibilità per noi di fornirLe indicazioni più attendibili.
Il decorso post-operatorio potrebbe essere molto diverso da paziente a paziente e in base al tipo ed estensione dell'intervento.
Anche in considerazione del tipo di attività che descrive potrebbe essere ragionevole prospettarsi un periodo di riposo tra i sette e i quindici giorni. Ma esistono condizioni e pazienti che consentono la ripresa delle normali attività anche più precocemente.
[#2] dopo  
Utente 438XXX

Iscritto dal 2017
Buonasera Dottor Piscitelli,
innanzitutto grazie per la risposta immediata.

Quindi secondo Lei, in caso decidessi di NON rimandare l'intervento, dopo l'operazione dovrei verosimilmente stare a completo riposo per MASSIMO 15 giorni?
Se tutto andrà bene, è il periodo di riposo più LUNGO su cui potrei imbattermi, o c'è il rischio di dover poi prolungare ulteriormente la "degenza"?

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Il riposo non dovrebbe in ogni caso essere "completo", poiché con opportuna elastocompressione si è generalmente in grado di deambulare ed adempiere a normali attività già dai primi giorni.
Comprenderà che non è nelle nostre possibilità valutare il rischio di dover prolungare la degenza a fronte di condizioni postoperatorie non prevedibili.
Sarebbe in ogni caso opportuno, più conveniente e soprattutto più corretto che a fornirLe queste informazioni, che potrebbero anche essere difformi dalle mie, sia il Chirurgo che eseguirà l'intervento, poiché io faccio riferimento solo alla mia personale esperienza.