Utente 390XXX
Ho 53 anni,peso 65kg,maschio; da tempo soffro di colite spastica con episodi di dolore e periodi di remissione.Lo scorso anno dopo una ecografia mi era stata riscontrata una invaginazione intestinale del tenue a sx; ho eseguito diversi esami tra cui una tac con e senza contrasto dopo introduzione di metilcellulosa nell'intestino con sondino che era risultata negativa.A fine 2007 ,dato che avevo ancora dolori,il chirurgo da cui mi ero fatto visitare ha deciso di fare una laparoscopia esplorativa anche per sistemare un varicocele che mi dava qualche disturbo.Dall'intervento e' risultato che avevo alcune aderenze e che l'intestino era sottosopra.
Dopo cio' per un anno sono stato abbastanza bene,senonche' da alcuni giorni sono tornati i problemi di dolore intestinali;ho ripetuto l'ecografia ed e' stata evidenziata ancora l'invaginazione in ipocondrio sx di cm4.5 con dilatazione del lume int. di 33cm
A questo punto ho riconsultato il chirurgo che mi ha detto che non devo far niente ma aspettare e sperare che non si occluda l'intestino.
Chiedo:ma quale puo' essere la causa di tale invaginazione? si puo' fare qualche altro esame per vedere la causa? e intanto cosa posso prendere come medicinale, tenendo presente che prendo gia' farmaci (ipp)per reflusso g.e. e un alfalitico per la prostata.
grazie

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[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile Utente,
come già saprà, per invaginazione intestinale si intende ‘la penetrazione di un segmento di intestino nel tratto immediatamente successivo’; Tale patologia è tipica dell’età pediatrica ma, seppur raramente, può verificarsi anche nell’adulto.
Nella Sua richiesta chiede quali sono le possibili cause.
Nella maggior parte dei casi è identificabile un ‘punto di trazione’ (aderenze, neoplasia, diverticolo di Meckel, linfonodi, ….) ma in un 10% circa dei non si evidenzia la causa (invaginazioni idiopatiche).
Comunque, da altre Sue richieste di consulto si evince che la sintomatologia riportata potrebbe essere imputabile ad altra patologia del tratto gastro-intestinale (“…disturbi addominali che mi causano più evacuazioni giornaliere - la prima normale e poi feci molle, muco, aria, spruzzi…”- venerdì 30 novembre 2007) (colon irritabile ?)
Inoltre, a parte gli esami ecografici (ecografia = operatore dipendente), gli esami strumentali eseguiti (“.. tac addome con ricostruzione intestino tenue normale, colonscopia (tolto polipo 2cm biopsia normale), egds (gastrite cronica),….pillola endoscopica (piccola angiodisplasia non sanguinante e sospetto diverticolo di meckel vicino alla giunzione ileo-cecale..”) non hanno mai confermato la presenza dell’invaginazione.
L’unico dato certo è che alla valutazione laparoscopica dell’addome il chirurgo operatore ha riscontrato la presenza di aderenze intestinali (si era già sottoposto in passato ad interventi chirurgici per altre patologie ?) che ‘alteravano’ la disposizione intestinale (“..avevo alcune aderenze e che l'intestino era sottosopra..”) ma “...dell'invaginazione non c'era traccia…”) (mercoledì 9 gennaio 2008).
Ritengo, che parte della sintomatologia dolorosa riferita possa essere almeno in arte motivata come ‘dolore da aderenze intestinali’ ma le consiglio, se non lo ha già fatto, di consultare specialista gastroenterologo al fine di approfondire la storia clinica (vedi sintomi), farsi visitare (impossibile per consulenti contattati per via telematica) e valutare la possibilità di associata patologia colica.

Cordialmente
Dott.ssa M.M.Morelli
[#2] dopo  
Utente 390XXX

Iscritto dal 2004
gent.ma dr.ssa Morelli,la ringrazio per la solerte risposta.
Si in passato sono stato gia' sottoposto a due interventi addominali,:a 16 anni per appendicectomia per via normale( tra l'altro la ferita si era riaperta con pus) e nel 1998 a colecistectomia per via laparoscopica.
Inoltre nel 1999 ho avuto una pancreatite acuta a seguito di ERCP poi risoltasi completamente.
Faccio presente che sono un soggetto ansioso e pauroso delle malattie per cui al minimo problema mi metto in agitazione inoltre soffro sicuramente (a detta del mio medico di base di colite spastica).
cio' non toglie che l'invaginazione c'e' (magari va e viene) e si vede bene dalla ecografia (immagine a bersaglio)inoltre l'ho fatta da un medico del SACCO di Milano (centro gastroenterologico bianchi porro)il quale in ultima analisi e se la sintomatologia persiste proponeva una endoscopia intestinale a doppio pallone (??).
Le chiedo ancora,se puo' rispondermi,:e' il caso di fare questo esame?o di ripetere la pillola endoscopica?
restando cosi' quali rischi corro?
mi alzo tutte le mattine con la pancia indolenzita come se avessi fatto gli addominali.
grazie
[#3] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile Utente,
l’enteroscopia con strumento a ‘doppio pallone’ è una recente acquisizione endoscopica che permette di esplorare il piccolo intestino (la esofagogastroduodenoscopia (EGDS) permette di esplorare sino al tratto di passaggio duodeno-digiunale e la colonscopia – in condizioni ottimali – sino all’ultima ansa ileale);
Lo strumento è provvisto di una ‘sonda endoscopica’ alla cui estremità vi è un palloncino, la suddetta sonda è a sua volta inserita in un ulteriore tubo anch’esso provvisto di un palloncino (strumento a ‘doppio pallone).
Durante l’esame si agisce gonfiando alternativamente i due palloncini al fine di superare le tortuosità dell’intestino e favorire la progressione dell’endoscopio.
In pratica si blocca lo strumento nel tratto di intestino raggiunto utilizzando il palloncino come ancoraggio e si alterna il gonfiare dell’uno o dell’altro dei palloncini per favorire lo ‘scivolare’ dell’endoscopio, permettendo così di mantenersi su dei punti fissi e ‘guadagnare terreno’.
La metodica ha possibilità diagnostiche e terapeutiche (es. prelievi bioptici).
In merito al consiglio se sottoporsi o meno alla metodica ritengo che la figura professionale idonea al quale porre la domanda è/sono i colleghi gastroenterologi-chirurghi che hanno avuto modo di visitarla e che meglio di noi consulenti telematici hanno avuto modo di approfondire la Sua storia clinica (es. possibilità di numerose aderenze intestinali – punti di trazione).
Per quanto riguarda la Sua ultima domanda - “..restando così quali rischi corro ?..” –, consideri che, sia in caso di aderenze che nell’invaginazione, il tratto intestinale interessato può ‘bloccarsi’ determinando o un restringimento del lume stesso o una eventuale sofferenza vascolare.
Comunque, il Suo gastroenterologo saprà consigliarla al meglio (come del resto ha fatto finora !) e sicuramente Le potrà suggerire eventuali ‘trucchetti’ da adottare al fine di ridurre al minimo i rischi (es. pasti piccoli e frequenti, adeguata idratazione,….).
Nella speranza di esserle stata d’aiuto.

Cordialmente
Dott.ssa M.M.Morelli
[#4] dopo  
Utente 390XXX

Iscritto dal 2004
gent.le dr.ssa Morelli,

ritorno sull'argomento delle mail precedenti.
In questi primi mesi dell'anno ho continuato ad avere saltuariamente dolore all'ipocondrio sinistro che in quest'ultimo mese si e' di molto accentuato:ho rifatto la settimana scorsa una ecografia che ha confermato ancora una volta l'invaginazione intestinale.
Non so piu' cosa fare.pensavo di fare una rmn per evitare le radiazioni di una tac.
cosa ne dice?

GRAZIE