Utente 912XXX
Ho appena compiuto 59 anni.
Sin da quando ho memoria ho sempre sofferto di mal di testa (parto del 1947 in casa con il forcipe), trattato farmacologicamente con analgesici vari (dal “veramon” alla “novalgina”), per cui sin da piccolissimo ho iniziato ad assumere farmaci, anche del tipo "tranquillanti", "sedativi", "induttori del sonno" avendo sofferto e soffrendo a fasi alterne, di depressione, crisi d'ansia e panico.
A 30 anni sono stato operato di tonsillectomia; a 42 anni di colicistectomia ed appendicectomia ed a 48 di laparocele addominale conseguente a quest’ultimo intervento; il 17/10/2001, a 55 anni, sono stato sottoposto ad intervento di rivascolarizzazione miocardia mediante duplice by-pass coronario; dopo quest’ultimo intervento mi è stato diagnosticato anche il diabete di tipo 2; soffro, inoltre, di ipertensione arteriosa (min. 95 e più), ed di un principio di ingrossamento della prostata.

In conseguenza di quanto più sopra esposto seguo da anni un trattamento farmacologico piuttosto intenso (dal 17/10/2001 ogni giorno: 3 Glucophage di 500; 2 Carvedilolo da 12,5; mezza Amiodar; 1 cardioaspirina; 1 Hizaar da 50 mg.+12,5mg.; 1 Sinvacor da 20; un cerotto Dermatrans da 5; 1 Eskim da 1000 ed, a mesi alterni, 1 Saba).

In funzione della notevole mole di farmaci che assumo giornalmente, ho più volte chiesto ai medici delle diverse specialità (diabetologo, cardiologo, ecc,)che mi seguono se posso ridurre la quantità e/o il numero di dette medicine per non provocare danni ANCHE al fegato, ricevendo sempre risposte negative.

Sottopongo, pertanto, la questione al Vostro specialista e nel restare in attesa di cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.
[#1] dopo  
9333

Cancellato nel 2006
Gentile Utente,
la sua domanda è pertinente.

Pur in assenza di dati laboratoristici o strumentali mi sento di concordare con i colleghi.

I farmaci che assume sono molti, ma in generale non così tossici o pericolosi come il numero può far pensare.

Chi glieli ha prescritti ha valutato rischi e benefici di certo.

Senza visitarla comunque non si può dare un giudizio definitivo sulle terapie.
La prima cosa nel rapporto medico pazient è la fiducia; se ne ha conntinui le terapie.

Se vuole monitorare lo stato di salute del suo fegato ne parli col suo medico di famiglia chiedendo se è opportuno eseguire alcuni esami del sangue con eventuale ecografia epatica, anche se sono certo che gli effetti sul fegato sono stati già valutati.

In ultimo, se il suo dubbio sul fegato origina da sintomi o altro (che lei ascirve al fegato) ne parli sempre al medico.Dal suo racconto non emergono terapie (ammesso che siano necessarie)per la cefalea o i sintomi legati all'ansia.Non trascuri quest'aspetto, si può e deve curare; anche per questo di rivolga al suo medico di fiducia, saprà indirizzarla, oltre che avere - per così dire - un occhio da regista alla sua salute globale.
Non necessariamente deve essere il suo medico di famiglia(anche se cosa auspicabile), ma un medico di fiducia che lei vede con assiduità nel tempo.
E' più utile avere una visione d'insieme piuttosto che una centrata su una sola patologia od organo, come la sua stessa domanda con riferimento alla "medicina interna" dice.

con i miei migliori auguri





[#2] dopo  
9333

Cancellato nel 2006
si legga "ascrive"
[#3] dopo  
Dr. Silvio Presta
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SERRAVALLE PISTOIESE (PT)
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Gentile utente,
mi associo alla valutazione del dr. Mittiga, anche in merito alla varie terapie neuropsicofarmacologiche che lei ha assunto.
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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AVELLINO (AV)
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Iscritto dal 2003
Gentile utente,

anche io sono in accordo con i colleghi che hanno fornito i consulti precedenti.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it