Utente 451XXX
Buonasera, scrivo per avere un parere sul mio attuale quadro clinico.
Sono circa due anni che mi ammalo ogni mese di tonsillite, con febbre, dolori generalizzati, stanchezza e spossatezza e linfonodi ingossati (collo e mascella), che fino a 3 mesi fa circa ho curato con antibiotici. Dopo aver effettuato una visita specialistica, è emersa una nuova diagnosi, la PFAPA che attualmente (ancora in valutazione) sto curando con colchicina e deltacortene, quest’ultimo solo all’occorrenza quando avverto i sintomi.
Ció che mi pare strano è che da circa due mesi si sono modificati i sintomi, in particolare non si presenta più la febbre, ed il mal di gola avanza in modo lento da una sola parte (rimangono comunque molta stanchezza e dolori generalizzati). Inoltre, nei periodi post guarigione fino al successivo episodio, ho come un lievissimo mal di gola/fastidio da una parte (dx) e la sensazione di inspirare aria gelida sempre da quella parte. Il linfonodo dx è sempre gonfio anche dopo gli episodi, ed è duro e mobile, e non sento dolore al tatto. Le ultime analisi hanno evidenziato solamente un ematocrito leggermente basso.
Potrebbe essere qualcosa di più serio o devo ignorare il tutto e continuare la terapia senza accertamenti?
Grazie in anticipo,
Giacomo
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
intanto è bene sottolineare che la PFAPA è una dignosi di esclusione: ciò significa che se ne può fare diagnosi quando siano state escluse TUTTE le malattie capaci di dare i suoi sintomi.
Per potermi esprimere sul suo caso non posso avvalermi del consulto telematico: il linfonodo ad esempio va palpato, vanno escluse una mononucleosi cronica o una citomegalovirosi, vanno eseguiti TUTTI gli indici di flogosi, un pannelo anticorpale per Virus Coxsackie, Enterovirus, Echovirus, e virus parainfluenzali e le sue tonsille e il suo faringe vanno esaminati osservandoli.
Il consiglio che mi sento di darle è quello di rivolgersi ad un ottimo Internista, non importa che non sia blasonato o che non abbia 70/80 anni: l'importante è che anche un 40 enne sia motivato, onesto, preparato e con quell'intuito diagnostico che è un dono che spesso non hanno neppure direttori di Cattedre Universitarie di Medicina Interna.
Mi faccia sapere se vorrà.
Cari saluti,
Caldarola.