Utente 376XXX
Gentili medici,
in seguito a caduta, mia zia di 76 anni ha avuto una frattura scomposta petrocanterica femorale destra con distacco del piccolo trocantere.
È stata sottoposta, dopo due giorni, a intervento chirurgico di riduzione e sintesi con chiodo endomidollare cervico-diafisario.
Il decorso post operatorio è stato relativamente positivo e ad una settimana dall’intervento la zia ha iniziato la fisioterapia e ha cominciato a mettersi in piedi.
Ad un mese dall’intervento abbiamo fatto la visita di controllo. Il medico ha detto che tutto procedeva bene e che non saremmo dovuti tornare a fare ultiori controlli né ulteriori radiografie.
A due mesi dall’intervento la deambulazione, seppur ancora incerta, è molto migliorata.
In merito, vorrei chiedervi:
Sulle etichette dei chiodi utilizzati per l’intervento è riportata una scadenza (2026). Vorrei sapere se entro tale data i chiodi in titanio andranno sostituiti o non c’è tale necessità.
In caso di ulteriori cadute, il chiodo endomidollare costituisce una protezione da ulteriori fratture oppure una causa di complicanze?
Consigliate controlli o radiografie da fare in futuro?
Vi ringrazio in anticipo.
[#1] dopo  
Dr. Antonio Mattei
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Gentile utente
il codice di scadenza è relativo all'impianto e non alla rimozione. In genere all'età della sua Zia non è consigliabile la rimozione del chiodo a meno di problematiche relative alla presenza dello stesso.
Esami Rx futuri non sono indispensabili a meno di problematiche specifiche.
Il chiodo endomidollare in caso di caduta non deve essere considerato propriamente una protezione; diciamo che nella zona del chiodo è molto difficile che possa realizzarsi un'altra frattura; invece purtroppo potrebbe verificarsi una frattura alla fine del chiodo.
Cordiali saluti