Utente 470XXX
Buongiorno, scrivo per mio papà, ha 72 anni,
DIAGNOSI
Scompenso cronico di circolo in cardiomiopatia dilatativa ipocinetica a coronarie indenni
con severa depressione della FE. FA permanenente. Insufficienza mitralica severa e
tricuspidale moderata con ipertensione polmonare lieve . Indicazione a riparazione
mitralica e tricuspidale con ablazione intraoperatoria della FA. Epilessia parziale
complessa stabile in terapia. Epatopatia HCV correlata stabile nel tempo
ricovero determinato da quanto riportato in anamnesi
Ipercolesterolemia con nota intolleranza alle statine. Maculopatia degenerativa.
Osteoporosi.
Sospende amiodarone ed assume lasix 500 mg 1 cp ore 8 e 1/4 di cp ore 15.
Si trasferisce come da accordi presso la cardiochiurgia dell'ospedale Sacco per
Precario compenso di circolo mantenuto con diuretico ad alte dosi. Classe funzionale
II-III Introdotto in terapia entresto a basso dosaggio per ipotensione
Procedure eseguite
All'ingresso e per tutto il ricovero compenso di circolo mantenuto grazie ad alte dosi
di duretico con peso stabile attorno a 63,8 kg e diuresi conservata. Classe funzionale
II -III Ai controlli ecg e telemetria FA normofrequente in assenza di alterazioni della
conduzione intraventricolare. Indici di funzione renale ed epatica nei limiti. Al
controllo ecocardiografico transtoracico confermato il quadro di cardiopatia dilatativa
ipocinetica con FE depressa (20%) conformazione globosa del VS sfericizzato , IM
moderata severa da dilatazione dell'anulus con lieve prolasso del LAM, ITR moderata ,
PAPs aumentata. In considerazione dell'inefficacia della precedente CVE esterna in
terapia amiodaronica , dell'assenza di BBSIn e del quadro ecocardiografico è stato
introdotto in terapia entresto a basso dosaggio e si è richiesta valutazione
cardiochirurgica. Alla luce dell'indicazione cardiochirurgica a riparazione della
valvola mitrale e della tricuspide ed acquisito il consenso del paziente all'intervento
stesso dopo adeguata illustrazione dei benefici e dei rischi è stato effettuato
controllo coronarografico dopo adeguata preparazione. Non si sono evidenziate come già
in passato lesioni coronariche significative e l'esame è stato ben tollerato.
E' stato trasferito ieri all'ospedale Sacco di Milano per intervento di riparazione valvolare mitralica e tricuspidale ed ablazione
intraoperatoria della FA.
Oggi gli hanno detto che devono valutare bene perchè non sono sicuri di operare in quanto ci sono molti rischi e potrebbe non essere una strada percorribile in quanto il suo cuore è molto dilatato.
Sta assumendo le seguenti medicine:
Furosemide 500gr cp 1/2, omeprazolo 20mg cp 1, bisoprololo fumarato 1,25 mg. cp 1, enoxaparina 6000 UI iniezione sottocutanea 1 x 2v./dì,KCL RETRAd, cps 2 x 2v/dì, Keppra 500 MG, 1cp x v/dì, LAMICTAL 200 MG 2cps, entresto 24/26 mg, 1cp x 2v/dì, orotre 1cp, forsteo 1 iniezione sottocutanea (x osteoporosi).Segue terapia 25mg 1cp, e bromazepam 10 gtt 2 v/dì.
Le sarei grata per un Suo parere e consiglio.
[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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In effetti il caso è molto complesso: in questa situazione l'intervento chirurgico ha un rischio elevato, e il risultato non è garantito.
In caso di rischio operatorio molto elevato esiste una procedura interventistica per cui si può ridurre il rigurgito mitralico inserendo una "mitra-clip" che pinza la valvola mitralica (corrisponde all' intervento di Alfieri), ma si può fare solo se la valvola ha determinate caratteristiche (valutabili all'ecocardiografia) che probabilmente nel caso di suo padre non ci sono, se non ve l'hanno proposta.
Inoltre, da cardiologa, nei casi di grave disfunzione ventricolare e insufficienza mitralica severa, ridurre l'insufficienza potrebbe peggiorare la funzione del ventricolo Infatti, quando si contrae, il ventricolo spinge il sangue in parte nell' aorta (che ha una pressione di almeno 90 mmHg) e in parte nell'atrio sinistro (che -anche nel peggiore dei casi- non ha una pressione superiore a 25 mmHg). Togliendo il rigurgito in atrio (che funziona anche come valvola di sfogo), il rischio è che il ventricolo sia sottoposto a uno sforzo eccessivo. Ci sono diversi mezzi per valutare quanto questo tipo di rischio sia effettivo nel singolo paziente, e di solito i cardiochirurgi ne tengono conto.
Se i cardiochirurgi hanno prima accettato di programmare l'intervento e adesso hanno dei dubbi questo denota onestà intellettuale e interesse per il bene del paziente.
Probabilmente la scelta è quella migliore. Nel dubbio eventualmente potete chiedere un secondo parere a un cardiochirurgo con molta esperienza in plastica mitralica, soprattutto per essere tranquilli sulla bontà della scelta.
[#2] dopo  
Utente 470XXX

Iscritto dal 2017
Ma quindi secondo Lei non ci sono alternative...se, dopo aver fatto la risonanza, loro stabiliscono che non vale la pena fare l'operazione in quanto "il gioco non vale la candela" non rimane altro da fare che aspettare? Come terapia farmacologica hanno inserito INSPRA e ENTRESTO, medicinali nuovi che potrebbero aiutarlo...
Secondo Lei è una valida alternativa o magari si potrebbe tentare altro?
Grazie mille.
[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Purtroppo in una situazione di questo genere (grave disfunzione da cardiomiopatia dilatativa a coronarie indenni e insufficienza mitralica importante) dal punto di vista cardiochirurgico non ci sono molte alternative. Il trapianto di cuore è da escludere per l'età e le co-morbidità (epatopatia, epilessia).
Quindi la terapia medica è la scelta migliore, se la riprazione delal valvola è troppo rischiosa.
L'Entresto è un farmaco entrato in uso da non molto, e che veramente ha una marcia in più rispetto a quelli classici.
Io personalmente non l'ho ancora usato, ma so che diversi miei colleghi che lo hanno provato hanno avuto risultati decisamente buoni.
Quindi aspettare... ma non con le mani in mano!
[#4] dopo  
Utente 470XXX

Iscritto dal 2017
La ringrazio molto per la cortese collaborazione. Ora attendiamo anche una visita all'ospedale Monzino di Milano.
Grazie e cordiali saluti.