Utente 943XXX
Salve,
sono un ragazzo di 24 anni e nel 2002 mi sono operato al pene causa una forte curvatura verso il basso. Da quel momento ho incominciato ad avere problemi di erezione: difficoltà a raggiungere un erezione ottimale (anche con la masturbazione) e a mantenerla. Risultati migliori riesco a raggiungerli tramite i vari cialis e levitra (presi anche in maniera continuativa). Questi risultati, comunque, non sono tali da permettermi di avere rapporti sessuali. I vari eco-doppler, le analisi ormonali efettuate risultano tutte nella norma. Il medico che mi ha operato e i vari specialisti da me consultati non mi hanno saputo fornire una risposta delimitando il problema ad un fattore psicologico.
E così ho passato quest'ultimo anno a frequentare sedute presso un illustre sessuologo che però non ha risolto il problema.
Il fatto è che prima dell'operazione, nonostante la curvatura mi impedisse di avere rapporti, non ho mai avuto problemi e il mio pene andava spesso in erezione e con una forte rigidità. Ora non ho più erezioni notturne e mattutine se non di scarsa intensità, il mio pene sarà anche dritto ma non riesce a sostenersi soprattutto quando passo da una posizione supina a una eretta. A questo punto credo che il mio problema sia da attribuire, probabilmente a una causa di tipo neurologica o a qualche malfunzionamento legato alla non perfetta riuscita dell'intervento chirurgico. Forse esercizi di rinforzamento del pene potrebbero essere una soluzione? Non lo so.
Spero di avere una risposta al più presto per sapere anche a chi mi possa rivolgere per avere un consulto più approfondito.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

in presenza di un problema vascolare importante nemmeno i prodotti vasoattivi da lei citati funzionerebbero.

Rimane aperto il problema psicologico e neurologico.

A questo punto bisogna riconsultare l'andrologo e fare con lui una attenta rivalutazione di questi particolari aspetti che scatenano una buona rigidità.

Se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

molto frequentemente ad un incurvamento congenito dell'asta si associa una Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa legata forse alla mancata funzione della tunica albuginea dei corpi cavernosi.
Tutti i chirurghi esperti conoscono tale problema e tendono ad informare il giovane paziente della possibilità di andare incontro a concreti deficit erettili anche dopo correzione della curvatura.
Qualche informazione in più su www.erezione.org
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 943XXX

Iscritto dal 2008
Gentile Dottori,

nessuno mi ha mai parlato della disfunzione occlusiva cavernosa anche perchè dall'ecografia peniena dinamica da me effettuata risulta tutto nella norma.
Riporto di seguito i risulti dell'analisi effettuata nel settembre del 2006:

"L'esame ecodoppler del pene, eseguito con sonda ad alta definizione da 10 MHz, prima e dopo stimolazione con infusione intracavernosa di 10 micro-grammi di PGE1, ha evidenziato quanto segue:
FASE DELL'EREZIONE: (dopo circa 4 minuti), con regolare pulsatilità e simmetria delle arterie cavernose il cui flusso ematico presenta un fisologico azzeramento con inversione della fase diastolica ed un picco sistolico nella orma (36cm/sec).
CONCLUSIONI: i dati su esposti depongono per regolare e simmetrico afflusso ematico, in assenza di disfunzione erettile su base vasculogenica."

Questo può scongiurare l'ipotesi di una disfunzione occlusiva cavernosa o di fatto non elimina tale diagnosi.

Grazie.
[#4] dopo  
Utente 943XXX

Iscritto dal 2008
ECO DOPPLER SUCCESSIVO (09.06.2008)

Basale: n.d.n..

Fic: 10 mcg.

Tessuto erettile: ecostruttura dei corpi cavernosi omogenea. Simmetrica dilatazione dagli spazi lacunari dopo Fic. Morfologia regolare. Arterie cavernose a decorso rettilineo, ben dilatate dopo Fic con flusso normodiretto. Ben evidenziabili le diramazioni delle arterie elicine.

Rivestimenti: Setto omogeneo

Parametri emodinamici: VPS > di 35 cm/sec; EDV < a 5 cm/sec bl.te; angolo di erezione < a 90°

Fase raggiunta: 2

Conclusioni: Ben evidenziabili le diramazioni delle arterie elicine con emodinamica nella norma.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

anch'io, con i colleghi che la stanno seguendo, penso che il problema delle "non erezioni" da lei lamentato non è legato ad una disfunzione vascolare .

Se il problema era scatenato ad una "disfunzione veno- occlusiva, cioè legata alla mancata funzione della tunica albuginea dei corpi cavernosi", avrebbe dovuto avere questo disturbo da sempre e quindi doveva essere presente anche prima del trattamento chirurgico da lei fatto.

Sempre un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#6] dopo  
Utente 943XXX

Iscritto dal 2008
Gentile Dottore,

a questo proposito le riporto i risultati dell'Ecocolordoppler penieno effettuato prima dell'intervento chirurgico in data 24.07.2002.

FASE BASALE
Tuniche di rivestimento: non si evidenziano placche.
Setto: n.d.p.
Tessuto erettile: n.d.p.

FASE DINAMICA (i.c. 10mcg di Alprostadil - Caverject)
Tuniche di rivestimento: n.d.p.
Setto: n.d.p.
Tessuto erettile: n.d.p.
Power doppler delle arterie cavernose: entrambe le arterie cavernose presentano normale decorso con calibro regolare ed uniforme e con rami emergenti fisiologicamente ad angolo acuto.

STUDIO DOPPLER PULSATO
Picco sistolico: 50 cm/sec (v.n. > 35 cm/sec)
Velocità teledistolica: 0 cm/sec (v.n. < 5 cm/sec)
Tempo di accelerazione: 65 millisec. (v.n. < 110millisec)
Accelerazione: 773 cm per sec. per sec. (v.n. >400 cm per sec per sec)

FASE RAGGIUNTA
Latenza della fase massima raggiunta: 15 min.
Fase 1 (ca. 20 mmHg):
Fase 2 (ca. 40 mmHg):
Fase 3 (ca. 60 mmHg):
Fase 4 (ca. 80 mmHg): *
Fase 5 (ca. 100 mmHg):

ANGOLO: > 90° (v.n. > 90°)

ASSE: Deviazione curvilinea con convessità sueriore (dorsale), senza deviazioni rispetto al piano mediano.

CONCLUSIONI: Aorta addominale ed arterie iliache comuni nella norma per calibro e decorso; normale afflusso arterioso all'emergenza e lungo tutto il decorso delle arterie cavernose bilateralmente; assenza di alterazioni ecostrutturali delle tuniche di rivestimento.

Per quanto riguarda l'aspetto neurologico, in data 13.01.2006 effettuai un esame elettromiografico (molto doloroso) da cui risultò la suddetta conclusione "Rallentamento del tempo di conduzione lungo l'arcoriflesso a dx". Il neurologo mi prescrisse la Citicolina e un altro medicinale (che non riesco a decifrare dalla ricetta); però, sia l'esame effettuato, sia la cura prescrittami non è mai stata presa in considerazione nè da me, nè da altri medici.
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

dalla descrizione dell'esame inviatoci si conferma l'assenza di un problema "venoso".
Sulla valutazione neurologica è invece più difficile dare un parere. Sono state fatte le valutazioni anche dei potenziali evocati sacrali?

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#8] dopo  
Utente 943XXX

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Gentile Dottore,

questa è la tabella dello Studio Elettrofisiologico del Perineo.





ELETROMIOGRAFIA

M. Bulbo Cavernoso
M. Bulbo Cavernoso
M. Sfintere dell'ano: attività volontaria = interf. / attività spontanea = +
M. Sfintere dell'ano: attività volontaria = interf. / attività spontanea = +

RIFLESSO SACRALE

M. Bulbo Cavernoso
M. Bulbo Cavernoso
M. Sfintere dell'ano: sx / latenza m.s. = 40
M. Sfintere dell'ano: dx / latenza m.s. = 46

POTENZIALE EVOCATO SACRALE Lat. m.s.


CONCLUSIONI: Rallentamento del tempo di conduzione lungo l'arcoriflesso a dx.
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

a questo punto, senza concludere nulla , dato che non si è fatta una valutazione clinica diretta e completa, mi sembra che anche le valutazioni neurologiche siano sostanzialmente nella norma.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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