Utente 562XXX
Gentilissimi dottori,
approfitto del servizio che offrite per sottoporvi un problema.
Mia madre è morta dopo vari problemi di origine cardiaca (nell’ordine: ICTUS, intervento di sostituzione valvola mitralica) e dopo aver trascorso gli ultimi 2 mesi della sua vita in terapia intensiva (post-intervento da cui non si è mai ripresa).
Subito dopo la sua morte, mio fratello ha scoperto di essere affetto da “miocardiopatia ipertrofica non ostruttiva”.
Riporto di seguito il referto della seconda Risonanza Magnetica di mio fratello (normopeso, di 44 anni).
“RISPOSTA:
Ventricolo sinistro: Volume telediastolico 126 ml (indicizzato 64 ml/m2 [v.n. 53-112]), volume tele sistolico 35 ml (indicizzato 18 ml/m2); massa ventricolare sinistra 146 g (indicizzata 74 g/m2 [v.n. 46-83]); stroke volume 91 ml (indicizzato 46 ml/m2); frazione di eiezione 72%; cinetica regionale: ipocinesia anteriore media, anteriore distale. WMSI 1.11.
Ventricolo destro: Volume telediastolico 97 ml (indicizzato 49 ml/m2 [v.n. 59-114]), volume tele sistolico 21 ml (indicizzato 11 ml/m2); frazione di eiezione 78%; cinetica regionale: nella norma.
Dopo l’iniezione di m.d.c. si riscontra enhancement tardivo nel miocardio ventricolare sinistro ae estensione sub endocardica a livello anteriore medio, anteriore distale, ad estensione intramurale a livello anteriore basale, subliminale (mild-enhancement) a livello del setto anteriore basale, del setto anteriore medio. Si segnala nel contesto della parete anteriore verosimile decorso intramurale di arteria coronarica, probabilmente ramo dell’arteria discendente anteriore, ben visualizzata nel solco interventricolare nel suo tratto basale e medio. Nel precedente esame, revisionato sulla base di quest’ultimo reperto, si evidenzia seppur con più difficoltà (immagini acquisite nel precedente esame dopo m.d.c.).
CONCLUSIONI:
Cardiomiopatia ipertrofica con esiti fibrotici che a livello della parte anteriore per sede (estensione sub endocardica) e in relazione al riscontro della coronarica intramurale potrebbero essere riferiti ad esito ischemico, mentre al livello del setto interventricolare (estensione intramurale) potrebbero essere riferibili alla malattia di base. Reperti morfo-funzionali sostanzialmente invariati.”

A seguito del calvario vissuto da nostra madre, mio fratello è refrattario a sottoporsi ad ogni genere di intervento o similari. Non sto a sindacare sul fatto che il comportamento di mio fratello sia o meno opportuno, ma quello che mi preme sapere è, alla luce di quanto è emerso dalla Risonanza Magnetica:
a) quali sono i rischi (o se volete le possibilità di avere una vita normale) a cui va incontro mio fratello non sottoponendosi a nessun genere di intervento?
b) esiste un modo “soft” (medicinali come beta-bloccanti, ACE-inibitori, ecc.) per affrontare questa malattia senza arrivare all’intervento chirurgico?

Mi rendo conto di porre delle domande a cui non è facile rispondere, ma mi piacerebbe avere a grandi linee un vostro parere. Grazie infinite e Buone Feste.

Una sorella preoccupata.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, ritengo che suo fratello già stia sotto controllo cardiologico visto che l'esame cui si è sottoposto, è altamente specialistico ed in genere richiesto solo dallo specialista. Comunque, le darò ragguagli sulla patologia di cui è affetto. Trattasi di una cardiomiopatia probabilmente secondaria, forse ad ipertensione arteriosa, che viene comunemente trattata con terapia farmacologica (a seconda dei casi con b-bloccanti o calcio-antagonisti) con buona risposta da parte dell'organismo. Purtroppo suo fratello già presenta una sofferenza ischemica, che richiede un approccio farmacologico immediato e l'esecuzione di altri esami come un Holter ECG (stratificazione del rischio aritmicoi) e di una coronarografia.
Attualmente non v'è alcuna indicazione ad un eventuale terapia chirurgica.
Cordialmente,
[#2] dopo  
Utente 562XXX

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Gent.mo dott. Martino,
la sua risposta è molto chiara e dettagliata e la ringrazio molto per avermi risposto subito nonostante il periodo "festivo".
Le dico che mio fratello ha già prenotato un Holter ECG e una Ecocardiogramma da sforzo per la metà di gennaio. Lo specialista ha consigliato questi esami e non la coronarografia. Non so il perchè.
Il fatto che per adesso non sia necessaria una terapia chirurgica, rende l'aproccio molto più facile, data la nostra storia familiare.
Quello che sinceramente non ho capito è quale è il rischio con un cuore così. Mi spiego meglio: può andare incontro ad aritmie che possono dare origine ad ischemie, ecc., oppure può andare incontro ad infarti, embolie, ecc. (cioè a eventi che causano una morte improvvisa)?
E soprattutto: se si cura corettamente, questo rischio si può abbattere?
Mi scusi la domanda diretta, ma non essendo medici, non è facile capire queste differenze.
La ringrazio ancora e Buone Feste a lei e alla sua famiglia.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, le indagini cui si sottoporrà suo fratello saranno basilari per la prognosi del rischio aritmico quanto quello ischemico. Allo stato in assenza di ulteriori riscontri, non posso sbilanciarmi sul rischio effettivo di eventi sfavorevoli. Allo stato si rende obbligatoria una terapia farmacologica, poi una volta effettuati gli esami richiesti si potrà fare un quadro generale della situazione.
Ricambio con cortesia gli auguri.
Saluti