Utente 469XXX
Buongiorno,

lo scorso luglio mi sono sottoposta a rimozione di un piccolo nevo sulla tempia che era stato definito "verruca seborroica" ed è successivamente stato fatto l'esame istologico. Oggi finalmente ottengo il referto e leggo quanto segue:

Descrizione macroscopica: un frammento moriforme laminare di cm 0.4x0.3
Descrizione microscopica: Materiale totalmente esaminato anche con l'allestimento di sezioni a vari livelli. All'esame microscopico trattasi di losanga di cute rivestita da epidermide acantosica ed ipercheratosica con presenza di cisti cornee; a livello della giunzione dermo-epidermica si osserva una proliferazione di melanociti a carattere lentigginoso, evidenziati anche con colorazioni immunoistochimiche ad hoc (Melan-a, HMB45). Nello scarso derma presente nel campione inviato si osservano sparsi linfociti e melanofagi. Si consiglia escissione in toto della lesione per una più precisa valutazione istologica.

Il mio medico di famiglia ha detto in parole povere che il referto dice tutto e niente in quanto evidenziano che il materiale fornitogli non era sufficiente per diagnosi più approfondite, come anche da lui consigliato comunque entro 7/10 giorni avrò modo di sottoporre il tutto anche allo specialista che mi segue. Ma, nel frattempo, vorrei una qualche possibile "traduzione" di tutto il resto scritto, oltre al fatto che quanto è stato esaminato era "la" lesione e non solo una parte, si trattava appunto di un piccolo neo molto pruriginoso e che sembrava tendere ad allargarsi.

Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà darmi una possibile interpretazione.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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L'interpretazione dei dati istologici pur in linea telematica mi sembrano compatibili con la diagnosi iniziale di cheratosi seborroica (psudocisti cornee; ipercheratosi); orbene una buona dermoscopia e la valutazione dermatologica chiarirà tutto anche alla luce dell'istologico.

saluti

Dr Laino