Utente 863XXX
MI rivolgo a dott esperti in protesi peniene.LA mia domanda è questa, secondo voi è utile prima di un intervento di protesi peniena tricomponente usare il penil stender per alcuni mesi per recuperare qualche cm prima dell inserimento di protesi peniena? o non serve a niente questo tipo di aggeggio sponsorizzato anche da andrologi famosi. grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Egergio signore,
una considerazione: l' innesto di una protesi penienea è un intervento che modifica radicalmente l' attuale sessualità, per cui penso che tale quesito avrebbe dovuto essere girato più proficuamente al collega che la opererà, dal momento che avete un dialogo aperto. Il mio pensiero circa "l' aggeggio" e "gli andrologi famosi che sponsorizzano" non vorrei esprimerlo vista la sacralità del periodo.
Cordialità e buone feste
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

i tanti dubbi che la "assalgono" dovrebbero esser risolti dallo specialista a cui lei pensa di rivolgersi per la terapia di impianto di protesi peniena. La sua idea non sarebbe "malvagia" se non richiedesse mesi di applicazione dell'estensore senza "certezza" di averne un risultato di allungamento ma solo "speranza".
Si rivolga ad uno specialista che possa rispondere a tutti i suoi dubbi
qualche notizia in più su www.erezione.org
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 863XXX

Iscritto dal 2008
Ringrazio per risposta dott cavallini.Al dott pozza invece dico ke nel suo sito erezione.org sez pene piccolo lei afferma ke l uso dell estensore meccanico, penil stender usato per molti mesi è utile per l allungamento del pene.Cè anke una foto dimostrativa, perchè nella mia risposta dice ke è solo speranza? allora è vero o no ke esiste la possibilità di allungamento? grazie.
[#4] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Egergio signore,
Scusi se sono diretto, ma la vedo confuso, pertanto mi permetto, solo a fini di chiarezza estrema di dirle quanto segue:
l' allungamento del pne con quell' aggeggio (se mai esiste) si basa sullo stiramento dell' albuginea. Uno degli effetti avversi dell' impianto protesico è la perforazione della albuginea, per cui eviterei di indebolirla stirandola.
In secondo luogo l' allungamento del pene può avvenire mediante sezione del legamento sospensore del pene, che può essere eseguito contestualmente all' impianto protesico.L' intervento richiede al massimo 20-30 minuti in mani esperte.
In terzo luogo se il pene è dimensioni normali, forse una chiaccherata con sessuologo veramente esperto (dico veramente) potrebbe portare a miglioramenti circa "il piacersi".
Per tutto questo sia io che il dr. Pozza abbiamo a più riprese caldeggiato un suo collloquio col chirurgo che la opererà.
Faccia sapere come vanno le cose.
[#5] dopo  
Utente 863XXX

Iscritto dal 2008
grazie al dott cavallini per la sua risposta.LE spiego un pò la mia storia.HO 48 anni e da tre operato di adenocarcinoma prostatico.Prima di essere operato non avevo alcun problema di pene, anzi era più della norma, ma con la retrazione fisiologica dovuto al post operatorio e dopo aver usato caverjet con risultato di un paio di ipp accorciandolo ancora di più il mio pene non è più lo stesso.Perciò mi chiedevo come fosse possibile riportarlo alle misure preoperatorie.NE ho parlato con un andrologo esperto in chirurgia protesica dicendo di allungare il pene taglando il sospesorio ma la risposta è stata che non si sarebbe allungato perchè i cilindri della protesi vanno dentro i corpi cavernosi.QUINDI la lunghezza secondo lui dipende dalla lunghezza dei corpi cavernosi.Secondo lei invece è una cosa fattibbile fare entrambe le cose? sia il sospensorio che l innesto di protesi?GLI ho anche proposto incisioni multiple sull albuginea per allungarlo, la risposta è stata che ci sarebbe stata un alta percentuale di rischio infezione.LEI CHE NE PENSA?
[#6] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Ora ho capito. Scuswi ma noi siamo oberati da pazienti che chiedono chirurgia estitica avendo paura di averlo piccolo. Il suo è un caso ben diverso: si tratta di accorciamento fibrotico. La cosa che può essere valutata è la sostituzione delle placche con una toppa (patch) e poi protesi. Ma bisogna vedere estensione delle placche. Di più non so. L' incisione del legamento sospensorio allunga la parte visibile del pene, ma la lunghezza totale del pene (parte immersa/sottocutanea e parte visibile) rimane invariata, non sempre funziomne ma è una opzione da valutare.
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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caro lettore,

come già detto , il problema della lunghezza dell'asta dopo prostatectomia radicale e dopo eventuale impianto protesico va considerato nella sua globalità-
Non ha senso reciderei legamento sospensore. In passato sono stati proposti interventi utilizzando "patch" autologhi venosi o eterologhi ma i risultati estetico-funzionali non sono assolutamente comprovati.
Nella mia esperienza ho avuto modo di vedere alcuni pazienti operati con tale tecnica con risultati assolutamente sconfortanti.
Si affidi ad uno specialista con esperienza nel settore. nella sua regione ne potrà trovare più di uno
Cari saluti
[#8] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Egregio signore,
come vede i pareri sono alquanto discordi ed ognuno resta del suo, in base alla propria esperienza. Le cose fondamentali nascono da quanto ha visto il suo urologo, noi possiamo solo parlare il linea di principio.
[#9] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,

esistono diversi approcci per allungare CON PROTESI un pene retratto, e a priori non mi sento di escludere l'uso di un estensore. Come sempre, ognoi modalità ha le sue percentuali di successo e di rischio. Arriviamo sempre al punto nodale: è fondamentale che definisca questi aspetti con chi la opererà
[#10] dopo  
Utente 863XXX

Iscritto dal 2008
dott pescatori non ho capito se per allungare il pene retratto cè bisogno di un estensore meccanico tipo andro-penis oppure lei intende protesi all interno dei corpi cavernosi prima della protesi peniena tipo apollo oppure di altre protesi che non conosco si spieghi meglio,siccome sono interessato mi faccia sapere.QUANTI cm si possono recuperare?
[#11] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
come le accennavo, che tipo di strategia EVENTUALMENTE utilizzare oltre all'impiego di protesi peniena dipende: dalla sua situazione specifica, dalle sue aspettative, da quanto è disposto a mettere in gioco (TEMPI COINVOLTI E RISCHIO DI COMPLICANZE) e dalle strategie preferite da chi la opererà.
La premessa è che a mio parere è irrealistico sperare in un guadagno di lunghezza che ecceda gli 1-2 cm. Per cercare di ottenere ciò (ma senza garanzie certe) le strategie esistenti comprendono:
-uso assiduo di estensore penieno (sotto guida medica!) per almeno 4-6 mesi prima dell'intervento;
-tecniche intraoperatorie (incisione di albuginea con o senza copertura della stessa);
-l'estensore intracavernoso tipo Apollo dà risultati apprezzabili in peni estremamente corti (per intenderci: sotto i 7 cm circa in erezione); negli altri casi i risultati sono decisamente modesti.
Spero di aver risposto alla sua domanda.
[#12] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,
per ribadirle un ulteriore parere, tra i tanti che ha ricevuto, tenga presente che uno dei "grossi" problemi che coinvolgono tutti gli specialisti di chirurgia peniena ed in particolare di protesi peniene è quello della lunghezza dell'asta dopo la chirurgia.
Nessuno è riuscito, finora, a proporre una soluzione convincente e comprovata.
Fondamentale è IL PAZIENTE ! con il suo pene, la sua realtà, le sue aspettative.
ugualmente importante, per questa chirurgia "di nicchia" è l'esperienza specifica del chirurgo
cari saluti
[#13] dopo  
Utente 863XXX

Iscritto dal 2008
ringrazio il dott pescatori, il dott pozza e il dott cavallini per il tempo dedicatomi.si è capito ke non ci sono tecniche moderne per allungare il pene.ultima domanda l uso dell estensore penieno non serve nemmeno ad allungare o ha risolvere le placche formatosi con caverjet?
[#14] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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L' estensore è stato usato con discreto successo dal gruppo del Presbiterian Hospital di Boston (quindi roba attendibile) per raddrizzare ed allungare peni lievemente storti o coartati da Peyronie con qualche successo. Le placche però non sono diminuite, tali placche potrebbero usufruire di infiltrazioni locali con verapamile, in linea teorica, ma bisognerebbe vederle al solito. Tenga presente caro lettore che questa mia ipotesi scatenerà un putiferio fra i colleghi che leggeranno il post che le invio. Come già detto, dal momento che una delle complicanze più rognose dell' impianto protesico è la perforazione della albuginea, non mi fiderei ad usare un aggeggio che la stira. Questo a livello teorico, in quanto ricerche specifiche sull' argomento non sono state fatte.
[#15] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

cercando magari di chiudere una richiesta che ha iniziato una "sottile" polemica vorrei far notare che i chirurghi esperti nella chirurgia protesica, come sicuramente il dottor cavallini, sanno che non è la Resistenza della struttura che circonda la protesi peniena ad favorire o determinare la estrusione, fuoriuscita, del cilindro protesico ma piuttosto la "forza" esercitata dal cilindro ( in pratica dalla "misura" del cilindro) sulle pareti albuginee.
Quindi si tratta del chirurgo che deve avere la "percezione" supportata da opportune misurazioni sulla misura dei cilindri da inserire nei corpi cavernosi
E' chiaro che le placche possono esser eliminate solo con la escissione chirurgica, altrimenti vengono, modellate, stirate, detese....... ma rimangono.
Cari saluti