hpv  
 
Utente 477XXX
Gentili dottori vi espongo il mio problema, come da titolo qualche mese fa ho iniziato a notare un paio di verruchette nella zona genitale, molto piccole massimo 2-3 millimetri, quindi, una settimana fa ho deciso di fare la visita dal dermatologo per farmi diagnosticare il problema e mi ha detto che si trattava dell'HPV e che quelle piccole verruchette erano dei condilomi genitali.
Il dermatologo ha optato per la crioterapia (bruciatura con azoto liquido) che ha eseguito nel suo studio (però non bruciandoli tutti) e mi ha prescritto delle pillole di Macrocea mattina e sera per 30 giorni, di applicare la crema Citrizan mattina e sera (dopo avermi lavato la zona genitale e asciugata con carta usa e getta) dai 10 ai 15 giorni e mi ha detto di ritornare a controllo dopo 20 giorni dalla visita.
A questo punto vorrei porre le seguenti domande:

Nell'ultimo anno (2017) ho avuto dei rapporti tutti protetti con 2-3 “donne di facili costumi“, nell'ultimo rapporto però avevo la presenza di condilomi non ancora diagnosticati che ignoravo e pensavo fossero palline di grasso o brufoli, è possibile che mi sia contagiato con il visus del hiv avendo l'hpv?
E' possibile che la presenza dei condilomi sia dovuta proprio al contagio dell'hiv e quindi da un'immunodeficienza, visto che ho letto che spesso chi ha l'hpv presenta condilomi a causa di difese immunitarie basse o stress (che magari ho per gli esami all'università)?
E' opportuno fare dei test?

I condilomi inizialmente erano un paio ma al momento della visita erano abbastanza numerosi, credo una trentina però tutti piccoli, questa numerosità può essere un segno di contagio dell'hiv?

La terapia prescritta dal dermatologo è apparentemente efficace e inoltre era opportuno che bruciasse tutti i condilomi per la cura?

Ho letto che possono recidivare molto facilmente, ma per quanto tempo in media e sopratutto esiste qualche metodo più efficace per risolvere una volta e per tutte il problema?
Grazie in anticipo per le risposte.
[#1] dopo  
Dr. Michele Piccolo
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gentile utente, i rapporti occasionali, specie se non protetti, sono un importante fattore di rischio per tutte le malattie infettive sessualmente trasmissibili (tra cui anche le infezioni da papillomavirus ed HIV). Quando si ha un dubbio come quello da lei esposto la cosa migliore è farsi accompagnare da un medico nel percorso di approfondimento diagnostico. Da soli è difficile e si può cadere facilmente nel panico. In genere per fare un discorso di diagnosi precoce e più in generale di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili i soli esami diagnostici non bastano (in genere si può scegliere in passi successivi: tra diversi esami e, dato il diverso tempo d'incubazione delle diverse malattie, tra diversi intervalli di tempo in cui ripeterli. Un approccio globale al problema comprensivo sia di prevenzione secondaria(diagnosi precoce) che prevenzione primaria(gestione dei fattori di rischio) e cosa complessa in cui ci si può avvalere sia di più specialisti contemporaneamente (medico di medicina generale, dermatologo, esperto in vaccinazioni e profilassi delle malattie infettive),sia di un unico specialista con particolare interesse nel campo della prevenzione delle malattie da lei citate. cordialità
[#2] dopo  
Utente 477XXX

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Dottore è possibile contrarre l’hiv attraverso rapporti protetti avendo la presenza di condilomi genitali?
[#3] dopo  
Dr. Michele Piccolo
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gentile utente, come annunciavo precedentemente le malattie sessualmente trasmissibili vanno indagate tutte contemporaneamente, comunque la probabilità di contagio è variabile da caso a caso. all'uopo per approfondire c'è un ottimo articolo scritto dal collega dr Mario Corcelli in questo stesso sito, cordialità
[#4] dopo  
Utente 477XXX

Iscritto dal 2018
Grazie gentile dottore per la risposta, l'articolo del dr Mario Corcelli l'ho letto però purtroppo non risponde alla mia domanda, ovvero se la presenza di condilomi genitali (i miei, non del soggetto femminile presumibilmente s+) comporta un rischio di trasmissione dell'HIV, nonostante il rapporto sia protetto.
Da come ho capito un rapporto protetto è abbastanza improbabile che comporti un contagio dell'HIV, ciò rimane invariato anche con la presenza di condilomi?

Mi scusi di cuore per l'insistenza e grazie in anticipo per la risposta.
[#5] dopo  
Dr. Michele Piccolo
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salve, capisco la sua preoccupazione, e a tal proposito penso che la cosa migliore per rassenerarsi, più che fare un calcolo di probabilità sia praticare il test per L'HIV, attualmente viene offerto gratuitamente dal SSN, presso i consultori delle ASL può trovare degli ambulatori dedicati che sapranno assisterla e consigliarla, cordialità
[#6] dopo  
Utente 477XXX

Iscritto dal 2018
Gentile dottore la ringrazio di cuore per le risposte presto farò i dovuti test.
Volevo porle una domanda:
I condilomi si trasmettono cute/cute, io ho usato sempre le precauzioni, quindi, come è possibile che avevo un ccondiloma sotto al glande, precisamente sull'asta del pene?
Il contagio viene cute/cute ma possono spuntare anche dove la cute non ha "toccato" l'altra cute infetta, rimanendo però nelle zone genitali?
(Gli altri condilomi li ho tutti sulla base del tronco del pene)
[#7] dopo  
Dr. Michele Piccolo
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gentile utente, le modalità di trasmissione del virus HPV sono attualmente, ancora, oggetto di studio. Sebbene il discorso sia più complesso di quello che si possa pensare e riassumere in questo contesto, possiamo sintetizzare alcuni aspetti fondamentali evidenziati nella Conferenza di consenso del 2009: l'infezione da HPV spesso si esprime in modo clinicamente inapparente(flat lesions: lesioni che solo con l'aiuto dell'acido acetico e\o con gli esami genotipici si possono evidenziare) pertanto, cute apparentemente sana può essere comunque infetta; l'HPV è un virus ubiquitario (presente ovunque resiste anche nell'ambiente senza la necessità di un ospite); nel rapporto uomo donna anche le urine possono essere fonte di contagio; il virus può restare inattivo e asintomatico per molto tempo sulla cute, pertanto, è possibile la trasmissione indiretta tramite oggetti e parti del corpo venute a contatto con mucose infette (attraverso le mani ed oggetti) ne consegue che oltre ai rapporti anche i semplici contatti sessuali possono essere fonte di contagio. Una volta contagiati è necessario limitare i contatti sessuali e sottoporsi a controlli periodici per curare quanto prima le lesioni emergenti e contenere il fenomeno il più possibile, cordialità