Utente 409XXX
Buonasera. Non saprei davvero da dove cominciare per quanta confusione abbia e quante cose da dire. Sono arrivato al limite oggi, non penso più di riuscire ad affrontare le mie difficoltà. Dopo 1 convivenza fallita dopo quasi 2 anni insieme in un'altra città d'Italia, dove stavo iniziando a lavorare ed intraprendere la mia carriera lavorativa, finisce tutto e sono costretto a tornarmene dai miei. Nella mia città non ho opportunità lavorative, non c'è futuro, non c'è nulla, tutti vanno via, tutti fuggono. A casa non ho una situazione bella, per la mia sessualità mio padre decise di abbandonarci 2 anni fa, e oggi sono costretto ad incontrarlo per strada oppure a volte passa sotto casa, e la sua presenza costante mi mette ansia e insicurezza. A casa abbiamo dei problemi economici, non gravi per fortuna, ma a volte abbiamo delle difficoltà come la maggior parte delle famiglie. Non sono d'aiuto, non riesco a sostenere mia madre e le mie sorelle economicamente, e ho 20 anni mi sento terribilmente in colpa, nonostante cerchi ogni giorno lavoro ovunque. Non mi sento felice in questa città, è come se la gente non mi capisse, è come se mi trovassi in un luogo a me estraneo. E giorno dopo giorno perdo speranze, forze. E dopo tutte queste problematiche di lavoro e famiglia, in più si aggiunge il partner che mi ha mollato così, di punto in bianco. "Non ti amo più", lame che mi hanno trafitto e continuano a trafiggermi a distanza di 4 mesi, e dopo 8 giorno che viviamo lontani, ho pure letto "Non mi manchi purtroppo, non sento la tua mancanza.".
Non riesco a spiegare quanto sia difficile leggere certe cose dalla persona che ti riusciva a rendere sicura e forte in tutte le circostanze. Mi sento abbandonato, pensavo di avere lui di fronte a tutte le mie situazioni più brutte, e adesso non c'è, e leggere certe cose, quanto lui provi indifferenza nei miei confronti, il modo in cui riesca ad andare avanti..mi distrugge. Penso di essere entrato nella depressione che curavo prima che arrivasse lui nella mia vita e la rese più colorata. Facevo sedute di psicoterapia, e mi aiutavano molto devo dire. Ma ora che ho aperto il mio cuore a qualcuno, e ho visto cosa significa toccare con mano la sofferenza e l'abbandono, penso proprio che preferisco fare come 2 anni fa: chiudermi in me stesso, con la mia musica, e le sofferenze per me. Non ho più intenzione di aprirmi con qualcuno. Ringrazio coloro che leggeranno con attenzione il mio sfogo, ve ne sono molto grato. Buona serata.
[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Gentile Utente,

ha spiegato bene come si sente e quanto sia viva la sua sofferenza, sia in questo post che nel post di 3 giorni fa.

Come le ha già suggerito una mia collega sarebbe una buona idea che riprendesse il percorso psicologico, soluzione che del resto lei stesso ha ipotizzato riconoscendo che le era servito molto in precedenza farsi aiutare.

Oltre a raccogliere il suo sfogo è questo ciò che le possiamo rispondere e consigliare, ma è altrettanto importante ricordarle che è normale stare male quando si viene lasciati all'improvviso e che occorrerà anche del tempo, oltre a sedute dallo psicologo, perché lei possa recuperare sia la serenità, sia la progettualità.

Spero che deciderà di non chiudersi in sé stesso, ma di fare uno sforzo per riaprirsi alla vita e al futuro che la aspetta.

Le faccio tanti auguri,
dott.ssa Flavia Massaro
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