Utente 949XXX
Gent.mo Staff Medico, il mio pseudonimo è Com.te, ho 58 anni. Nel dic. 1994 rilevo incurvamento in alto del pene, prima modesto poi forte. Diagnosi I.P.P. Poi progressiva riduzione della lunghezza (da 18,5 a 14,5 cm.).
Dal 1995 al 2002 mi sottopongo a svariate terapie (Flantadin/Jontoforesi con Decadron e Bentelan/Cilferon/Laser Terapia/Roentgenterapia 600 U./Vitermine e Neovis/Lipoacid) con graduali piccole riduzioni di placca.
Oggi, verifico formazioni di altre piccole placche alla base del pene e poca episodica dolorabilità post rapporti.
Desidero quindi trovare, cortesemente, con il Vs. autorevole aiuto, un Medico-Chirurgo-Andrologo (magari in Umbria) con esperienze specifiche sulla sindrome di De La P., cui potermi rivolgere successivamente al Vs. consulto, per illustre parere circa attuali nuove cure e/o intervento chirurgico.
Con sentito ringraziamento.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore,

per decidere una qualsiasi strategia terapeutica è sempre necessaria una attenta e diretta valutazione clinica.

In questi ultimi cinque anni comunque le possiamo dire che non sono state indicate terapie che possono essere considerate nuove o più efficaci rispetto a quelle che le sono state proposte nel 2002.

Per la scelta dell'andrologo chieda infine un consiglio al suo medico di fiducia ma anche il nostro sito la può in questo senso orientare.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
www.centromedicocerva.it
www.centrodemetra.com
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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caro lettore,

le varie terapie o "tentativi" di terapia proposti per la IPP si sono tutti rivelati sostanzialmente inefficaci.
In casi selezionati le soluzioni chirurgiche sono ottimali.
veda qualche dato su www.erezione.org o sul MinForma :Induratio Penis Plastica, 14 domande , 14 risposte
Cari saluti

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Egregio signore,
alcune considerazioni:
1) Tutta la letteratura è d' accordo che prima della chirgfia, il morbo di la Peyronie deve risultare essere inattivo/quiescernte/stabilizzato.
2) La letteratura dal 2004 in poi ha evidenziato che il Peyronie è una fibromatosi, quindi malattia progressiva, che se lasciata a se stessa tende a progredire nel 67% dei casi.
3) In questa ottica la funzione della terapia non è quello di migliorare un quadro (cosa possibile), ma di arrestarlo.
4) I seguenti farmaci hanno dimostrato di fermare ed in alcuni casi di ridurre i sintomi di IPP in studi controllati: verapamile (soprattutto ad elevata diluizione), cochicina+vitamina E, Interferon alfa 2b, potassio parammino-benzoato. Probabilmente sono attivi carnitine e tamoxifene.
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore ,

fatta la valutazione clinica con un esperto andrologo, se lo desidera , ci tenga poi informati sugli eventuali e futuri sviluppi del suo problema clinico.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
www.centromedicocerva.it
www.centrodemetra.com
[#5] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile Com.te,

per identificare un Andrologogo nella sua zona può fare riferimento anche al sito della Società Italiana di Andrologia: www.andrologiaitaliana.it
[#6] dopo  
Utente 949XXX

Iscritto dal 2008
Gent.mi,
dal complesso delle gradite risposte e dei dati contenuti in MinForma, ho adesso un quadro di riferimento che mi consentirà',quantomai, di poter iniziare un altro necessario percorso teso ad arginare la progressione della sindrome, consapevole, comunque, dei limitati progressi medici ottenuti in questi anni sulla I.P.P. Grazie ancora e buon lavoro.