Utente 625XXX
Salve,
Spero di spiegare il problema in maniera comprensibile.
Da circa 4 anni soffro di ipertensione 170/90 spesso 180/100 non asintomatica. Ogni qualvolta la crisi ipertensiva era preceduta da forte senso di angoscia al petto e allo stomaco , leggero dolore toracico, sensazione di mancamento, tachicardia, sapore amaro e bocca secca. Dopo aver eseguito i controlli di rito (ecocardio, elettrocardio etc..) mi fu diagnosticato crisi severe di panico. Inizia la cura con psicofarmaci e betabloccanti. Dopo circa 1 mese dalla terapia detti sintomi scomparvero non del tutto però, si verificavano ma in modo leggero ogni 3-4 mesi. Il PROBLEMA si è ripresentato a Luglio 2008, con una fortissima crisi di ansia e panico. Tachicardia , ipertensione. Recandomi al P.S. il Medico diagnosticò un INFARTO in corso. Occlusione della coronaria principale (ischemia) Sottoposto ad Angioplastica e dimesso con terapia da protocollo.
Succede spesso che le crisi di ansia e panico (senza tachicardia) si verificano di frequente , ogni volta sono costretto ad assumere 10/15 Gt. Di Bromazepan e 8 gt. Di Nifedipina per la pressione che aumenta 170/100, le mani che sudano, sensazione elettrica alle dita, sensazione di compressione all’udito. Con l’aiuto di detti farmaci trovo sollievo dopo circa 30 min. torna tutto normale, press. 120/65, battiti 60 (sono in terapia 1 Cp. Da 10mg. Di Triatec, 1 cp. Di seloken da 100mg, Plavix , cardioaspirina, Sinvacor. Da 4 gg. Assumo 1 capsula di efebo da 0,75, ed 1 compressa da 0,25 di Depas.) Il cardiologo che mi segue mi ha indicato l’assunzione di Cardiovasc da 10mg a giorni alterni ed 1 compressa di Diuresix da 10mg 2 volte a settimana in ausilio alla terapia sopra descritta. Preciso che ho anche un calcolo di cm.2,5 alla cistifellia. A tutt’oggi, i sintomi di ansia o panico , mani e dita sensazione elettrica che dura qualche secondo ad intermittenza non mi abbandona, tali attacchi si fanno sentire spesso. Che esami o specialisti potrei ancora consultare per stare tranquillo e non associare tali disturbi ad una crisi ischemica come è già successo?
Grazie

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, lei si trova in quella sfavorevole condizione in cui l'attacco di ansia o panico simula l'evento anginoso, determinando così una risposta emotiva riflessa responsabili dell'innalzamento pressorio e delle manifestazioni secondarie da lei descritte. Purtroppo, al di là della terapia praticata cardiologica e neurologica, molto deve lavorare sul training autogeno (ossia sull'autocontrollo delle proprie sensazioni), cosa non facile ma necessaria per la sua condizione. Si cosulti anche con un psicoterapeuta.
Saluti