Utente 484XXX
Gentili dottori,
sono un uomo di 30 anni. Da circa tre mesi sono alle prese con un arrossamento del glande e del prepuzio (per almeno il primo mese sempre presente ed evidente; ora tende ad apparire a fasi alterne o comunque si presenta come particolarmente lieve).
Poiché non si tratta di un primo episodio (un arrossamento simile si era verificato per la prima volta nel 2016, seguito da altre “ricadute”, in particolare post-rapporto), ho utilizzato farmaci e soprattutto “parafarmaci” già indicati dal dermatologo che mi aveva visitato due volte: travocort, aloe zinc, lavaggi con candinet.

Sono comunque tornato dallo stesso specialista, che mi ha prescritto anche un gel per contrastare la secchezza del glande.
Il dermatologo tende a rassicurarmi, affermando che questo rossore è di fatto una “mia caratteristica”, legata anche alla conformazione del mio genitale (frenulo e prepuzio), e mi invita a non dare eccessivo peso al fenomeno, limitandomi a utilizzare i prodotti sopraindicati.
Il problema è che, pur fidandomi di uno specialista, in me prevalgono ansia e preoccupazioni.

Aggiungo un dettaglio non di poco conto: proprio l’ansia che da sempre mi caratterizza, provoca al momento della visita un “raggrinzimento” dei genitali che – di fatto – porta alla quasi totale sparizione del rossore.
Pertanto, senza dubitare dell’occhio esperto di uno stimato specialista, la valutazione si basa su un quadro in un certo senso “compromesso” (oltre che su fotografie che ovviamente non sono molto indicative).
Anche a causa di questo fenomeno, non mi sono (ancora) rivolto a un altro dermatologo, sapendo che il problema si riproporrebbe.
Alla luce di quanto sopra riportato, sono a chiedervi se, oltre alla visita specialistica, esistono esami-analisi da poter effettuare per inquadrare meglio il mio problema e fare una diagnosi precisa, così da poterne discutere anche con questo o con un altro medico (immaginando che il dermatologo da cui mi sono recato – da cui dovrò tornare tra meno di un mese per un controllo legato a problemi di tutt’altra natura – valuterebbe come eccessiva una biopsia).

Scusandomi per la prolissità, vi ringrazio e attendo – è il caso di dirlo – con ansia il vostro parere.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente

L’unica strada Sicura quando si è in presenza un glande persistentemente rosso è la Visita DermoVenereologica: sarà poi lo Specialista a valutare la situazione

Legga nel frattempo il mio articolo su queste condizioni:

http://www.medicitalia.it/blog/dermatologia-e-venereologia/138-glande-arrossato-balanite-balanopostite-altra-sottovalutarlo.html

Carissimi saluti
Dr Laino
[#2] dopo  
Utente 484XXX

Iscritto dal 2018
La ringrazio dottore. Ho letto i suoi articoli e diverse risposte ad altri utenti in cui giustamente consiglia di non sottovalutare questi sintomi.
Proprio per questo non mi sento per niente tranquillo nonostante le rassicurazioni del dermatologo, in virtù anche del problema cui facevo riferimento ("raggrinzimento" genitali al momento della visita e conseguente sparizione del rossore).
Capisco che possa sembrare un dettaglio, ma credo invece che non sia un aspetto irrilevante. Proprio per questo chiedevo se vi fossero esami, tamponi o altro da poter affiancare all'imprescindibile visita de visu.
Se così non fosse, non saprei cosa altro fare per trovare finalmente una soluzione, oltre a rivolgermi a un altro specialista.
Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Guardi, glielo dico per esperienza ormai quasi ventennale su queste problematiche: l’occhio del dermatologo supera ogni cosa! Pertanto cerchi di risolvere ma soprattutto capire il suo problema assieme all’esperto di queste condizioni. Non perda la fiducia!
Dott.Laino
[#4] dopo  
Utente 484XXX

Iscritto dal 2018
Gentile dott. Laino e dottori tutti.
Purtroppo il rossore si è ripresentato in questi giorni in maniera evidente e lungo tutta la metà inferiore del glande. Ne parlerò nuovamente al dermatologo durante la visita in programma ad aprile.
Approfitto della vostra gentilezza per farvi una domanda. La scorsa estate ho eseguito per altri motivi un tampone balano prepuziale (su indicazione, diciamo, erronea del sostituto alle prime armi del mio medico) da cui è risultata la presenza di Enterococcus Faecalis.
In quel periodo il glande non era arrossato e sinceramente non ho associato questo fatto alla balanite. Né il dermatologo né il mio medico di base (una volta rientrato) hanno ritenuto opportuno prendessi l'antibiotico per debellare questo cocco.
Ora mi domando però se potrebbe esserci una correlazione con il rossore di glande e prepuzio.
In tal caso sarebbe secondo voi opportuno rifare il tampone e seguire l'antibiogramma? Ovviamente ne parlerò col dermatologo il mese prossimo, ma nel frattempo il vostro parere sarebbe d'aiuto.
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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La risposta è certamente si: anche i batteri fecali possono causare balanopostiti persistenti.

Detto questo non possiamo certo supporre che questa sia la causa; consideri anche che sovente esistono condizioni crociate e sovrapposte che vanno chiarite sempre dall'esperto.

Lo consulti con fiducia!

Dr Laino