Utente 332XXX
Salve a tutti!
Tre anni fa ho avuto due perdite familiari a distanza di circa 6 mesi (una a dicembre 2014 e una luglio 2015), di altri conoscenti del paese e, dopo verso settembre 2015 ho saputo dell' operazione di mio zio al cuore. Ho avuto quasi due svenimenti a distanza di circa 2 mesi: uno a settembre/ottobre 2015 in bus perchè faceva un caldo soffocante mentre stavo andando al lavoro e l'altro verso febbraio 2016 in chiesa mentre stavo seguendo un funerale. Da questo ultimo quasi svenimento, il giorno dopo è iniziato il mio calvario tra tachicardia, nausea, vomito, faticavo a mangiare ma mi sforzavo perchè avevo fame anche se dopo a volte vomitavo e a volte no e per questo ho perso 5 kg. Poi c'erano giorni in cui volevo uscire ma mi sentivo bloccata oppure che se uscivo poi vomitavo. Da gennaio fino a giugno 2016 ero senza lavoro e quando ho ricominciato a lavorarer piangevo molto spesso al lavoro. Sono arrivata ad un punto in cui ho perso la mia passione per la musica e mi sentivo apatica. Dopo la morte di mia nonna la sentivo sempre vicina invece in quel periodo non la sentivo più.Ho consultato il mio medico di base e lui mi ha fatto fare tutti gli esami generali più quelli della tiroide ma erano perfetti e apposto. Quindi mi ha consigliato di prendere valeriana durante il giorno 2 pastiglie per rilassarmi (mai avuto problemi di notte) e le pastiglie contro il vomito. Poi in parafarmacia mi hanno consigliato di prendere "rescue remedy" che ho preso solo una volta perchè servono solo in casi di emergenza e non come me che avevo costantemente questi sintomi.
C'è stato un giorno dove io e tutti i miei familiari ci siamo riuniti tutti a tavola un pomeriggio e mio papà ha osservato ad alta voce che avevo finito il piatto di pasta e io ad alta voce ho ammesso che avevo tanta paura di perdere anche lo zio che si operava al cuore e ho pianto facendo commuovere tutti. Quel giorno mi sono sentita capita e piano piano sono tornata a vivere. Non mi è mai più capitata una cosa del genere ma ho tanta paura di ricascarci. Negli ultimi giorni c'è un po' di tensione a casa mia per una classica litigata tra marito e moglie e ieri sera mi è salita l'agitazione e stanotte non ho mai dormito. Bisogna anche aggiungere che sono a casa senza lavoro e che tra pochi giorni mi arriveranno le mestruazioni. Può essere questa la causa? Ho tanta paura di ricascarci di nuovo in ciò che è successo 2/3 anni fa. Fortunatamente io ho ancora i miei genitori ma perdere i genitori secondo me è un trauma peggiore di perdere altri parenti e quindi ho tanta paura di non essere abbastanza forte per potermi rialzare come ho fatto in precedenza. Oppure ho tanta paura di non riuscire a trovare lavoro e quindi di costruire la mia indipendenza.
Cosa ne pensate?
Grazie per avermi letta e ringrazio anche in anticipo per la Vs risposta e disponibilità
[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Cara Utente,

lei ha vissuto un periodo molto difficile 3 anni fa e l'ha semplicemente accantonato, non certo superato, visto quanto sta riferendo.

Il fatto di essersi sentita capita dai suoi familiari le ha dato sicuramente sollievo e un senso di vicinanza che forse prima le mancava, ma non può aver avuto effetto sull'angoscia che prova dentro di sé e che infatti sta riemergendo a seguito di un episodio banale, qual è il litigio fra i suoi genitori avvenuto ieri sera.

Il suo medico di base avrebbe dovuto consigliarle da subito di farsi seguire da uno psicologo e non limitarsi a prescriverle della valeriana, che può sedare in parte la sua ansia ma non certo risolvere i problemi emotivi che la provocano.
Se allora le avesse dato questa indicazione oggi sarebbe con tutta probabilità una persona serena, non più in balia delle paure che descrive.

Le suggerisco quindi di fare adesso quello che avrebbe dovuto fare anni fa: rivolgersi ad uno psicologo e farsi aiutare a risolvere davvero il problema.

Non ha mai pensato a questa possibilità?
[#2] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
No, perchè ho sempre avuto paura che mi fossero prescritti medicinali cioè pastiglie antidepressive o cose del genere invece di risolvere il mio problema.. Anche se mi è stato consigliato da più persone e una collega di lavoro mi ha dato anche un "giornalino" su dei corsi per pneumopsicosoma. La forza di andare avanti l'ho presa perchè mi guardavo intorno e vedevo persone più grandi di me sorridere e mi chiedevo "perchè se loro riescono, non posso riuscirci anche io?" stesso discorso mi succedeva anche quando mangiavo.
Domande:
-se continuo così, posso ricaderci di nuovo?
- dice che non ce la posso fare a superare il momento da sola?
- Quando sarò sicura di averlo superato?
La ringrazio per avermi risposto e per la sua disponibiltà.
[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Se si fosse rivolta ad uno psicologo, che non è un medico, non avrebbe ricevuto alcuna prescrizione di antidepressivi. Diverso sarebbe stato se si fosse rivolta ad un medico psichiatra.

Considerando che sono passati 3 anni e che la situazione è ancora questa non può più pensare che tutto si risolverà spontaneamente, ma può solo chiedere aiuto (il che non significa iscriversi a "corsi" che non possono sostituire un intervento psicologico).

La sua vulnerabilità e l'angoscia rimangono, come lei stessa sta verificando, e se non farà nulla per occuparsene ricadrà sicuramente altre volte in questo stato.
Se - come le auguro - deciderà di affidarsi ad uno psicologo sarà lui a dirle quando potrà considerare il problema risolto, dopo che avrete lavorato insieme al cambiamento.

[#4] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Oggi mi sento ancora agitata ma non ho sensazione di vomito.. Solo agitazione.. Ufficialmente ho iniziato a stare meglio e a riprendermi da circa 1 anno o poco più.. Questa è la prima volta dopo un anno che mi sento così.. Va beh che credo di essere anche stressata da lavoro e dal tempo che mi rende triste in questo periodo.
Pero se lei mi dice che questo non c'entra niente, va bene..
Secondo lei è meglio prenotare un appuntamento in ospedale con lo psicologo oppure al consultorio? Ma lo psicologo non è un medico?
[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Noi psicologi non siamo laureati in Medicina, ma in Psicologia, quindi non siamo medici: http://www.serviziodipsicologia.it/faq/

Può prendere appuntamento o al Consultorio Familiare o al Centro di Salute Mentale, o in alternativa presso un privato, come preferisce.
L'importante è che compia questo passo e decida di fare quindi la cosa migliore per garantirsi un futuro più sereno.

Un caro saluto,
dott.ssa Flavia Massaro
-www.serviziodipsicologia.it
[#6] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Grazi per i suoi consigli :-) ma cosa si fa durante le sedute? Si parla solo oppure vengono prescritti degli esercizi da fare a casa?
[#7] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
In questi ultimi due giorni sto un po' meglio perché durante la notte sono riuscita a dormire e ho solo agitazione.. Sto facendo di tutto per non pensarci e ci sono momenti dove mi trovo un attimo prima a piangere e l'attimo dopo a sorridere.. Oppure cerco di tenermi occupata però mi sento comunque un po' giù di morale.. Mangio anche se a volte faccio un po' di fatica perché mi fermo, respiro e poi ricomincio. L' appetito comunque non mi manca, anzi sento quando ho fame. Poi volevo anche segnalarle che comunque io sono una persona sensibile e ho il brutto vizio di pensare troppo.