Utente 706XXX
Ho 35 anni e da molto tempo mi si presentano occasionalmente delle ragadi anali che però con l'uso di dilatatori e pomate regrediscono rapidamente.
Da circa quattro mesi ho i seguenti sintomi: dapprima dolori anali forti che il medico ha attribuito a stress, dopo qualche mese colite spastica con dolori e leggera diarrea.
In quell'occasione ho iniziato ad avvertire bruciori anali all'inizio solo all'evacuazione, poi costanti, da 15 giorni divenuti insopportabili con l'attivazione delle mie vecchie ragadi.
Ho difficoltà ad usare i dilatatori per il bruciore e il forte stato di tansione.
Di nuovo dolori anali. La rettoscopia eseguita 10 giorni fa evidenzia colite funzionale, irritazione anale, piccole ragadi acute e piccolo nodulo emorroidario.
Non è stato evidenziato ipertono dello sfintere. La causa di tutto ciò sembra essere la colite e lo stress.
Vi chiedo se faccio bene a riprendere le dilatazioni per queste ragadi, se l'irritazione può essere un problema dermatologico(micosi)e se la causa dei dolori può davvero dipendere dalla colite e non dall'emorroide, visto che le supposte e i flavonoidi consigliati hanno fallito.
Grazie.

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Prof. Stefano Arcieri
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ROMA (RM)
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Le ragadi anali, sono delle piccole lesioni ulcerate della mucosa anale che hanno la tendenza a guarire spontaneamente con difficoltà. Le terapie che Lei ha fatto sono molto utili e spesso danno dei buoni risultati. Nel Suo caso, credo che non siano state completamente risolutrici. Sarebbe opportuno che Lei si sottoponesse ad una visita specialistica Chirurgica per poter verificare obiettivamente il Suo stato locale ed eventualmente la possibilità di un approccio chirurgico per il trattamento definitivo della Sua patologia.
Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Sirio Dal Porto
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MODENA (MO)
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Il corredo sintomatologico descritto è sicuramente da ascrivere alla colite funzionale. Consiglio adeguata terapia ansiolitica.
[#3] dopo  
Dr. Alessandro Roscetti
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RIETI (RI)
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Carissima, attualmente esistono metodiche endoscopiche, eseguite sotto anestesia, in grado di risolvere il problema di piccole ragadi anali. Il nodulo emorroidario, se di dimensioni contenute è sempre di pertinenza del medico chirurgo endoscopista.
Ad ogni modo una visita chirurgica specialistica, visto il recidivare del problema non può essere trascurato, come anche l'eventualtà di prendere in considerazione l'aiuto psicofarmacologico e psicoterapeutico: cosa non riusciamo a procurarci sul nostro organo bersaglio è sbalorditivo.
Prima quindi bisogna risolvere il fatto contingente, di seguito dobbiamo imparare a gestire quelle condizioni che fanno risuonare quelle corde della nostra "arpa".
In Fede
Alessandro Dr. Roscetti
[#4] dopo  
Dr. Enrico Guarino
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indubbiamente la sua colite può giustificare, in parte, il corteo sintomatologico da Lei riportato. Ma a mio parere, mancano ancora degli esami da eseguire per potere avere chiaro il quadro clinico e sono rappresentati da:
1 manometria anorettale(che serve a valutare lo stato di contrattilità dello sfintere anale in tutte le sue componenti)
2 scotch test (che serve a valutare un eventuale stato di infezione batterica e micosi cutanea che può giustificare il quadro di bruciore e prurito perianale e si può eventualmente impostare un eventuale terapia medica)
3 la rettosigmoidocolonscopia con biopsie per la valutazione dello stato della mucosa e quindi esclusione di malattia infiammatoria cronica )
a parte l'iter diagnostico a cui sottoporsi, a mio parere, il nodulo emorroidario è di poca importanza e conseguenza delle crisi diarroiche. per finire vorrei aggiungere un elenco di regole da rispettare per ridurre le conseguenze dello stato di malattia prima della diagnosi certa.
1 evitare cibi acidi come i pomodori crudi o arancie
2 eviate l'uso di carta igienica dopo la defecazione ma fare immediatamente un bidè impiegando sapone neutro e asciugare tamponando e non strofinando.
3 evitare cibi piccanti e speziati
4 non bere vino rosso e super-alcolici
5 evitare il fumo e l'abuso di caffè
In fede
Enrico Guarino