Utente 469XXX
Buongiorno,
mio marito è stato ricoverato due settimane fa per una pancreatite grave causata da calcoli biliari. Dopo due settimane di trattamento farmacologico e drenaggi sia dai polmoni che dall'addome dove si era riversato liquido pancreatico, ora dagli esami del sangue sembra che la situazione sia in netto miglioramento. Non ci sono segni di infezione e i polmoni e il pancreas hanno hanno ripreso a funzionare pienamente.
Il problema in questo momento è che c'è ancora molto liquido in addome; mentre quello presente sul lato sinistro è stato efficacemente e completamente drenato con paracentesi, sul lato destro non accenna a diminuire e sembra che non sia indicato applicare nessun drenaggio. In questo momento i medici ci hanno detto che l'unica cosa da fare è restare in attesa che si verificano le condizioni necessarie per effettuare un intervento per aspirare tutto il liquido ancora presente in addome. Queste condizioni, da quello che ci hanno spiegato, sono presenza di pressione tale da causare sofferenza multiorgano, infezione o emorragia. Fortunatamente non c'è ancora nessuna di queste condizioni e mi chiedevo se veramente un intervento così invasivo sia l'unica alternativa all'attesa passiva. Ci hanno spiegato che l'intervento richiederebbe il trasferimento in rianimazione e tenerlo con l'addome aperto per almeno una decina di giorni intubandolo.
Davvero non ci sono alternative?
Il corpo ha reagito bene, sta guarendo, ma il liquido non si riassorbe. Davvero possiamo solo stare ad aspettare che qualcosa vada storto?
Grazie mille
[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
60% attività
20% attualità
20% socialità
MARIANO COMENSE (CO)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2002
Prenota una visita specialistica
Mi sembra corretto. La pancreatite acuta e' una condizione grave in certi casi. Prego.