senso  
 
Utente 378XXX
Buongiorno,
scrivo perché ho un dubbio in merito al percorso psicoterapico che sto seguendo.
Premetto di aver sofferto in passato di un disturbo d'ansia e di aver seguito una terapia cognitivo-comportamentale che mi ha aiutato nell'affrontare il disturbo.
Alla conclusione della terapia ho sempre pensato che avrei voluto iniziare un nuovo percorso per andare più a fondo della questione.
A seguito di un evento che mi è capitato alla fine dell'anno scorso mi sono decisa e ho iniziato un nuovo percorso, questa volta con uno psicoterapeuta di orientamento costruttivista, ma al contrario della terapia precedente non sento alcun sollievo nell'andarci, non riesco a trovarne il senso, mi sembra tutto molto meccanico: arrivo, parlo, pago, me ne vado.
Uscita dalla seduta capitano anche delle volte in cui mi sento peggio di quando sono entrata.
Non è assolutamente mia intenzione svalutare il lavoro del mio psicoterapeuta, sto solo cercando di capire se questo sia l'orientamento / la metodologia adatta a me.
[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti
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ROVERETO (TN)
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Gentile utente,

Ne ha parlato con il Suo Psicoterapeuta?
Oppure ha scritto a noi perchè non ne ha il coraggio?

Al di là delle risposte, che otterrà direttamente da lui nel prossimo incontro, Le fornisco dunque materiali di riflessione personale.

Lei ha già fatto psicoterapia,
ma riflettere sul senso di tale ESPERIENZA fa sempre bene.
Le segnalo dunque una lettura che aiuta a comprenderne il senso profondo, quello che va al di là dell "arrivo, parlo, pago, me ne vado."
http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-psicoterapia-cos-funziona.html

Riguardo all'approccio costruttivista,
le consiglierei di approfondirne l'orientamento, che forse ancora al momento Le sfugge. Lo trova nell'ultma parte di :
http://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-orientamento-psicoterapeutico.html

Saluti cari.
Carlamaria Brunialti
[#2] dopo  
Dr. Marco Arrigo
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MESSINA (ME)
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Gentile Utente,
oltre a quanto le è già stato detto le vorrei far notare che ciò che determina maggiormente l'efficacia o meno di una psicoterapia non è tanto l'orientamento di riferimento quanto la qualità della relazione terapeutica.

La relazione terapeutica è determinata da numerosi fattori, tra i quali le caratteristiche personali del terapeuta, ci sono clienti/pazienti che si trovano bene con psicoterapeuti particolarmente empatici, altri con professionisti più contenitivi, altri ancora riescono a esprimersi meglio interagendo con chi ha uno stile provocatorio e cosi via.

Certamente le può essere utile conoscere i vari approcci psicoterapeutici di riferimento, ma quello che mi sembra maggiormente importante è comprendere che tipo di persona vorrebbe trovarsi di fronte e cosa si aspetta da un percorso di questo tipo.

Ciò la potrebbe aiutare a comprendere perchè ha la sensazione che il suo percorso attuale non le dia benefici.

Tutti questi quesiti, sarebbe utile se li portasse nella sua psicoterapia, io reputo che portare in quella stanza i problemi relazionali tra cliente e psicoterapeuta rappresenti un'ottima occasione per entrambi per far evolvere in una direzione più funzionale il rapporto stesso.
[#3] dopo  
Utente 378XXX

Iscritto dal 2015
Ringrazio entrambi per le vostre risposte, soprattutto il dottor Arrigo, il suo intervento mi ha dato degli importanti spunti di riflessione.