Utente 960XXX
Gentili dottori ho 32 anni e con la mia attuale compagna ho delle difficoltà nei rapporti sessuali, nel senso che non riesco a mantenere un’ erezione sufficiente tanto da poter sostenere la penetrazione a meno che io non sia particolarmente stimolato prima, anche se devo dire che una volta iniziato il primo rapporto, con le inevitabili difficoltà, riusciamo ad averne anche degli altri, ma il fatto di non poter cominciare nel giusto modo spesso ci mette nella condizione di non averne proprio.

Dopo un paio di consulti mi è stato detto che soffro di deficit erettile, sembra non dovuto a problemi funzionali od organici, dal riscontro degli esami da me sostenuti, ma determinato da stati di stress e d’ansia ed in effetti mi riconosco come una persona molto emotiva ed ansiosa.

Mi sto sottoponendo ad una trattamento che prevede l’assunzione di “Proviron 50mg” 1 volta al giorno per un primo ciclo di un mese e vorrei sapere se e quando potrei vedere i primi risultati.

Inoltre vorrei chiedere se è indicata o meno l’assunzione, qualora ce ne fosse bisogno, del “tadalafil”, ed eventualmente in quale misura (5mg, 10mg, 20mg), in particolare in questa fase della terapia, in quanto ho paura che ci siano delle controindicazioni, anche se per quanto riguarda il “Proviron” non ce ne sono indicate invece per il “tadalafil” vi è indicato di non assumere altri farmaci per il trattamento delle disfunzioni erettili.

In ultimo volevo fare presente, che trovandomi sotto stato influenzale, ho sospeso momentaneamente la terapia. In questo caso è sto opportuno o meno?

Scusate le troppe domande, forse qualcuna poco sensata, ma leggendo quà e là è aumentata la confusione e mi sono fatto l’idea personale di avere come un blocco con la mia attuale compagna, che, da quello che mi è sembrato di capire, potrebbe essere superato oltre che con il “proviron” anche con il “tadalafil” grazie al quale poter mantenere un’erezione sufficiente e poter soprattutto ritrovare un pò di serenità e di sicurezza che nel rapporto adesso sono venute meno.

Chiedo tutto questo perché vorrei un ulteriore riscontro professionale per poter fare un pò di chiarezza.

Ringrazio fiducioso in una cortese risposta

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
c'è un aspetto in particolare della sua situazione che non mi è chiaro. Come mai se la diagnosi che ha avuto è di difficoltà erettile su base psicogena sta assumendo un ormone sessuale maschile (Proviron)? Ha forse fatto dei dosaggi di testosterone totale che hanno documentato dei bassi livelli dello stesso?
[#2] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Innanzitutto Dottore grazie per l'attenzione prestata al mio "caso", in effetti dalle analisi eseguite i livelli di testosterone libero e totale sono normali, nonostante questo mi è stato detto che per ripristinare la situazioni normali di "libido" era necessario sottopormi a questa terapia.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Egergio signore,
ho seri dubbi che il testosterone possa funzionare se gli esami ormonali sono normali. Gli altri farmaci invece sono di provata efficacia. In alternativa si potrebbe pensare ad una psicoterapia. Ne parli col collega.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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caro lettore,

spesso alcuni farmaci quali il Proviron vengono utilizzati a scopo placebo per cercare di determinare una certo "incremento" degli stimoli sessuali.
Così viene fatto con il Cialis che è un vasodilatatore che potrebbe determinare un miglioramento della funzione erettile se la disfunzione fosse determinata da problemi vascolari.
Si tratta anche di capire se tali prescrizioni siano seguite ad una valutazione clinica adeguata ed alla effettuazione di indagini ormonali e doppler che possano aver messo in evidenza fattori vascolari.
Il parere di uno specialista andrologo mi sembrerebbe molto opportuno
cari saluti
[#5] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Grazie a tutti voi cari dottori vorrei specificare alcune cose che ho dimenticato di indicare precedentemente, in effetti dai vari dosaggi ormonali oltre a quello del testosterone tutto sembra veramente normale, tanto che nelle due visite alle quali mi sono sottoposto i vostri colleghi mi hanno detto le stesse cose cioè che dal punto di vista funzionale non vi è alcun problema.

Dopo la prima visita pensavo di essermi rassicurato a tal punto che credevo che avrei superato, con l’aiuto della mia compagna, il problema, ma purtroppo non è andata così, non avendo avuto altre indicazioni dal primo dottore, mi sono rivolto ad un secondo il quale ha confermato la diagnosi ma mi ha prescritto il “Proviron” dicendomi che mi avrebbe aiutato a superare il mio problema dandomi la possibilità di raggiungere la “libido” più facilmente riuscendo in tal modo a vincere le mie ansie.

Non mi è stato indicato di effettuare altre indagini o esami particolari e pur affidandomi ho anch’io qualche perplessità in merito alla loro mancata prescrizione.

Aggiungo che nelle precedenti esperienze sessuali non ho mai riscontrato alcun problema in merito all’erezione.

Mi sono fatto l’idea, ovviamente personale, che l’utilizzo per un breve periodo del “tadalafil”, che da quello che ho letto dovrebbe aiutarmi ad avere un’erezione valida ma soprattutto a sostenerla, potrei ritrovare un un pò di sicurezza e di serenità nei rapporti e quindi poter verificare se veramente il mio deficit erettile è su base psicogena o meno, ma non avendo fatto mai uso di questo farmaco vorrei sapere se secondo voi può essere opportuno o meno fare questa “prova”, o se posso incorrere solo in inutili rischi.

Scusate se mi sono dilungato ancora e vi ringrazio per ogni altra utile indicazione
[#6] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Iscritto dal 2008
Caro signore,
assumo come dato certo l' origine psicologica del suo problema.
Se il problema pèsicologico è di origine situazionale (es. ho perso il posto di lavoro e sono disperato fino a chè non ne trovo un altro) le molecole quale quella lei accenna sono se4nz' altro di aiuto a superare l' enpasse.
Se il problema psicologico è invece di carattere non situazionale (es. personalità ansiosa) tali farmaci provocano guarigione nel 15% dei casi, non di più.
Ora tale differenziazionme va fatta nel corso del colloquio che lei ha avuto coi colleghi, di qua è impossibile farlo per ragioni tecniche.