Utente 131XXX
Scrivo per una situazione che mi pare piuttosto allarmante. Ho 67 anni e una ventina di giorni fa mi e` stato prescritto un antibiotico chinolonico per un'infezione urologica. Dopo aver assunto due pastiglie ho incominciato a sentire dolori nella regione del tendine d'Achille dx. Non ci ho fatto caso e ho preso un'atra pastiglia. Gli stessi delori sono comparsi a sx. Mi e` venuto il sospetto che cio` avesse a che fare con la medicina, ho controllato il foglio illustrativo e con disapputno ho letto che essa puo` dare "in casi rari e rarissimi" tendinite al tendine d'Achille addirittura fino alla sua rottura. Sono andato da un ortopedico, il quale non ha fatto altro che confermare questa "rara", ma per me drammatica complicazione. Mi ha ordinato un'ecografia (non ancora fatta, lo sara' il 2 maggio), ma non ha saputo dirmi se una rottura del tendine e` veramente inevitabile, e per quanto tempo dura il pericolo. Mi ha tuttavia detto che posso muovernmi "nell'ambito della mia attivita` quotidiana". Ho consultato siti internet e ho visto che altri medici consigliano la completa immobilizzazione della caviglia, ma il tono dei testi e` pessimistico. Sono disorientato e in preda al panico: effettivamente devo aspettarmi una rottura dei due tendini? Fino a quando persiste il pericolo?
Grazie per la risposta.
Giovanni Bensi

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[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Purtroppo, l'uso dei farmaci è sempre soggetto a effetti collaterali, che possono essere rari, ma se capitano a noi, la cosa può essere molto spiacevole. Per questo motivo io mi sono rivolto alla medicina biologica, perchè con questa posso risolvere tutte le patologie, acute, ma sopratutto quelle croniche, senza avere effetti collaterali. Purtroppo alcuni medici giutificano tali effetti collaterali, come inevitabili e non si sentono responsabili (finchè non capita a loro o ai loro congiunti), rientra solo in una statistica. Su mille persone il farmaco ha prodotto solo due morti, funziona, ma se il morto sei tu, la cosa può essere spiacevole. Io purtroppo mi sento responsabile delle terapie che applico, quando mi sono accorto di questi effetti veramente spiacevoli, (mio padre è morto per il semplice uso dell'aspirinetta, che non avevo prescritto io), ho studiato e approfondito l'uso della medicina omeopatica, trovando le soluzioni che cercavo, certamente lo studio è molto difficile e costante, è più facile dare l'aulin e fregarsene, piuttosto che pensare agli effetti collaterali veramente disastrosi, e ragionare.
Dopo questa piegazione introduttiva, la pratica insegna che una soluzione esiste, per ripristinare le condizioni fisiologiche del suo tendine di Achille, eliminare omeopaticamente il farmaco che ha prodoto il problema e instaurare una terapia che stimoli i sistemi riparativi. Sempre rispettando la fisiologia dell'organismo, che non ragiona a grammi,ma a diluizione, che caso strano sono simili alle diluizioni omeopatiche.
Saluti


[#2] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Egregio Dott. Moschini,
La ringrazio per la Sua cortese risposta. Nel frattempo ho avuto l'esito dell'ecografia ai tendini d'Achille dolenti in seguito alla somministrazione di un antibiotico chinolonico. Eccolo: "In prossimita` dell'inserzione calcaneare di entrambi i tendini d'Achille si riconoscono alcune minute calcificazioni. Per il resto i tendini risultano nei limiti morfo-volumetrici e strutturali. Non raccolte peritendinee. Non evidenti alterazioni a carico del triangolo del Kager bilateralmente". Sembrerebbe tranquillizzante, ma io continuo ad avere forti dolori che mi impediscono di camminare normalmente. Tuttavia i movimenti del piede, rotazione, piegamento verso il basso e verso l'alto, sono liberi e non aumentano il dolore che rimane sempre fisso poco sopra il calcagno.
Circa il Suo suggerimento di ricorrere all'omeopatia ho trovato l'assenso di un ortopedico che mi fa una volta alla serrimana delle infiltrazioni e mi ha ordinato, a giorni alterni, iniezioni sottocutanee di Ledum compositum, Arnica compositum e Kalmia compositum, oltre a una pomata da spalmare localmente con gli stessi componenti. Inoltre mi ha prescritto estratti di erbe di produzione cinese denominati "Ease the muscles" e "Break into a smile". Si tratta a suo parere di un trattamento adeguato?
Sul piano della medicina ufficiale mi sono stati raccomandati impacchi di ghiaccio e, possibilente, sedute di elettroanalgesia. Hanno un senso?
Domande:
1) Devo aspettarmi una rottura del tendine?
2) Entro quando i chinolonici possono essere eliminati dal tendine?
3) E` possibile una guarigione definitiva o devo rassegnarmi ad una disabilita` permanente?
4) Esistono delle esperienze analoghe alla mia con esito positivo?
La ringrazio molto per un'eventuale risposta.
Saluti.
Giovanni Bensi