Utente 970XXX
Buonasera.
Cercherò di essere quanto più preciso possibile.

Ho 35 anni, libero professionista 1,75 x 80 kg senza alcun intervento o patologia da segnalare.
Fin da bambino pratico regolarmente attività sportiva, talvolta anche molto intensamente per numero di allenamenti e durata degli stessi.
Tre mesi fa ho iniziato a giocare a squash con crescente impegno, fino a praticarlo 2 volte al giorno per un totale di 3 ore di allenamento per 6 giorni alla settimana.
Circa 2 settimane fa, di sera e dopo i consueti due allenamenti, mentre riposavo sul divano ho avuto un attacco tachicardico; è durato circa 15 minuti e la frequenza andava oltre i 120 bpm (a riposo ne ho 60).
Dopo esser riuscito a placarlo con respirazione profonda (la pratica delle arti marziali e della meditazione zen mi ha fornito solide basi in tal senso) al primo movimento muscolare importante è ripartito per altri 10 minuti.

Dopo aver placato anche il secondo, non si è più presentato, se non in forma lievissima (ma forse dovuto a suggestione da iper-ascolto...).

Per il momento ho sospeso l'attività sportiva e, dopo la visita dal medico curante, ho ottenuto le impegnative per ECG, Holter, visita cardiologica ed esami del sangue.

Con buona sicurezza escludo forme ansiose o comunque di natura psicologica, essendo persona tranquilla ed equilibrata, così come escluso dal medico curante che ben mi conosce.

In famiglia, tanto mio padre quanto mio nonno sono morti precocemente per infarti fulminanti, nonostante fossero persone forti, sportive e con una condotta salutista.


Posso aggiungere che negli ultimi 3 mesi riesco con facilità a prender sonno, ma sempre più frequentemente dopo 3-4 ore di sonno mi sveglio e non riesco più a riaddormentarmi.
Non abuso di caffè o altri stimolanti.


Credo sia tutto...

Grazie per l'attenzione che vorrete prestarmi,

buon lavoro!

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, l'evento unico in medicina fa poco testo, molto probabilmente le due crisi ravvicinate di tachicardia sono dovute ad uno stress fisico particolarmente intenso e non correlabili direttamente ad una patologia cardiaca. Comunque, al di là di ogni congettura, dovremmo attendere l'esito degli esami strumentali riferiti cui andrebbe aggiunto anche un prelievo venoso per la valutazione della funzionalità tiroidea. Cordialmente