Utente 132XXX
Gentili dottori vi scrivo per avere un consulto sulla situazione di mia madre, di 54 anni.
Mia mamma da qualche mese lamentava un continuo dolore nella zona del femore destro, dolore che partiva dall alto e scendeva lungo tutta la gamba, tutto faceva pensare ad una infiammazione di qualche nervo o qualche cosa di simile, ma nessun antidolorifico era in grado di calmare il dolore.
Cosi si è decisa ad andare al pronto soccorso, dopo l'esito radiologico risultava una massa di tessuto anomalo. Le hanno effettuato una ago biopsia dalla quale risultava che la massa anomala era una metastasi secondaria. Le hanno fatto la scentigrafia ossea dalla quale risultano altre metastasi secondarie allo sterno sulle coste, nella parte posteriore del cranio... e la decalcifiacazione dell'femore. Cosi e stato deciso di applicare un supporto al femore. Dopo l'intervento e le opportune cure postoperatorie e fisioterapiche e stada dimessa dal ospedale oropedico per essere subito ricoverata in oncologia alla ricerca del tumore primario.
Le sono stati fatti innumerevoli esami tra cui tac total body, risonanze magnetiche al fegato al cervello, pet, mammografie ecografie però tuttora a distanza ormai di due mesi non è ancora stato trovato.
E stato deciso di procedere con una terapia chemio terapica generale omnicomprensiva, ha gia effettuato due cicli che durano circa 4 o 5 giorni.
All'ultimo colloquio con il primario mi e stato detto dagli ultimi esami effettuati si rilevavano lesioni a livello cerebrale ed epatico e che non ci sono prospettive di guarigione.
Nella carta di dimissione viene definita come ho segnalato nell'oggetto "paziente affetta da ostee adenoca e sospette cerbri e ossee da neo a partenza ignota" e il suo status karnofsky è 60.

Ora io mi chiedo se con le poche informazioni che vi ho fornito siete in grado di darmi un quadro sul futuro di mia mamma, sulle sue prospettive di vita, se ci sono e se esiste una familiarita in questo tipo di malattia.

Vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,
i carcinomi a sede primitiva ignota rappresentano una percentuale di tumori compresa tra il 2 e il 4 % di tutti i tipi di tumori, generalmente aggressivi, in entrambi i sessi. La loro diagnosi precoce non è possibile ed infatti non esistono programmi di screening, e trattandosi di una molteplicità eterogenea di tumori non è possibile descriverne una eziologia. Per tale ragione non è possibile tuttora individuare fattori di rischio, come la FAMILIARITA', che concorrono alla patogenesi di questa complessa sindrome.
Auguri con cordialità
Salvo Catania
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[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Utente,

Purtroppo esistono in oncologia una certa quota di pazienti per i quali non è possibile individuare l'organo di partenza del processo neoplastico (cioè dove è nato il carcinoma primitivo). In tali casi in genere si adotta come strategia quella di impiegare una terapia medica che abbracci il numero maggiore di possibilità di partenza. Come regola del tutto generale, statistica e probabilistica nella maggior parte dei carcinomi a partenza sopradiaframmatica il maggiore imputato è il polmone mentre per quelli classificati come "ad origine ignota" a partenza sottodiaframmatica il maggiore imputato è il pancreas. Nel caso di mamma non è da sottovalutare la possibile origine mammaria poichè anche dei carcinomi molto piccoli della mammella possono comportarsi in modo molto aggressivo. Sono stati eseguiti dei marcatori tumorali ad ampio raggio? I marcatori tumorali sono delle proteine che vengono prodotte in grande quantità dalla malattia tumorale e sono diversi a seconda del tumore originario. A volte possono orientare nella diagnosi probabilistica...
Purtroppo una malattia tumorale con disseminazione ossea, cerebrale ed epatica qualunque sia l'organo di partenza rappresenta una evenienza molto molto grave.

Molto cordialmente

Dr. Carlo Pastore