Utente 474XXX
Buongiorno.

Il giorno 19 Luglio a seguito di una estrazione di cerume con siringa d'acqua (perdonate che non conosco termini tecnici) da parte di un otorino torno a casa con un forte dolore all'orecchio destro.

Il giorno prima di ritornare dal dottore assieme al dolore compare anche un acufene, un rumore di sottofondo (o rumore del silenzio o canto dei grilli).

Il dottore mi dice che c'era una otite esterna nascosta dal cerume e mi prescrive l'antibiotico. Passano i giorni, l'otite scompare ma un po' di dolore interno e soprattutto il rumore persiste.

Vado da un secondo specialista che dopo un esame audiometrico ( caduta sui 4000 hertz) ed impedenziometrico nella norma mi fa di una diagnosi di trauma acustico da rimozione cerume e mi prescrive del deltacortene 25 gr per 8 giorni (a scalare dopo 4 giorno) dicendo che sarei guarito ma che ci sarebbe voluto del tempo.

Sinceramente arrivato a metà del percorso non trovo miglioramenti. L'acufene non mi impedisce di dormire, è fluttuante, in alcuni momenti sembra addirittura scomparire del tutto.

Ma sinceramente temo che possa restarmi a vita come ho letto per molti casi analoghi ai miei che ho letto.

Vorrei sapere dunque quante percentuali ci sono per una guarigione completa e se è vero che è piu probabile che passi vista la vostra esperienza di casi simili ai miei.

Non voglio sentire frasi lette qui sopra come "l'acufene è la tomba dell'otorino". Vorrei solo la verità e sapere magari anche quanti mesi o settimane ci vogliano.

Grazie mille
[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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VICENZA (VI)
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Gentile Paziente, se davvero vuole sapere solo la verità, deve anche accettare il fatto che "l'acufene è la tomba dell'otorino".
Vale forse la pena di prendere anche qui in considerazione l'ipotesi che l''acufene, anche se scatenato in occasione dell'otite, come sospettato dallo specialista ORL, possa essere un sintomo, rimasto in precedenza latente, di una disfunzione dell''Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell''intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall''intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca.
Aggiungo che tutto nasce da un accumulo di cerume: anche questo elemento potrebbe confermare la mia ipotesi, se, anziché pensare a eventuali danni iatrogeni nel rimuoverlo, ci si chiedesse perché si è formato in quantità eccessive da dover essere rimosso.
Oltre allo specialista ORL, le consiglierei quindi di consultare anche un dentista-gnatologo esperto in problemi dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) e nei rapporti fra questa e l'orecchio: se il dentista riscontrasse un legame fra il tipo di malocclusione dentaria, la posizione del condilo mandibolare a bocca chiusa e l’orecchio o le orecchie interessate, potrebbe e rimuovere con idonei dispositivi un eventuale conflitto condilo-orecchio.
Le suggerirei infine di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti
http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1898-ceruminosi-tappo-cerume.html
http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1348/Acufeni-e-disfunzioni-dell-Articolazione-Temporo-Mandibolare-ATM
[#2] dopo  
Utente 474XXX

Iscritto dal 2017
Grazie per il parere ma il suo commento copiato e incollato per ogni paziente diverso non mi sembra sintomo di un giusto atteggiamento.

Inoltre avrà capito che sono un soggetto molto ansioso e il suo commento non fa altro che farmi stare peggii

Tra l'altro la diagnosi è acufene da trauma acustico e non otite.

Non voglio essere scortese ma aspetto qualche altro parere.

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, il RAZIONALE che lega l'approccio gnatologico ai problemi da lei descritti non varia da un paziente ad un altro che chiedano entrambi informazioni sul medesimo argomento, ad esempio, sugli acufeni.
Altro è la TIPOLOGIA PERSONALE del caso esposto, che può presentare delle peculiarità che, se rilegge il mio messaggio, converrà che ho affrontato.

"Tra l'altro la diagnosi è acufene da trauma acustico e non otite."
Non leggo di trauma acustico nel suo racconto (come l'ha ipotizzato lo specialista?), ma leggo di otite e di ristagno di cerume, entrambi riscontrati dallo specialista, e su queste CARATTERISTICHE DEL SUO CASO le ho spiegato come la cosa può rapportarsi con l'Odontoiatria, anche in considerazione che è nella sessione di Odontoiatria che lei ha postato il suo quesito.

Tuttavia sottolineo che se ci fosse di mezzo davvero un trauma acustico (peraltro da lei non riferito), il discorso si complicherebbe , ed in peggio per quanto riguarda la prognosi: il danno che il trauma ha prodotto, la sua materiale consistenza e sopratutto la reversibilità del fenomeno non possono essere diagnosticate e pronosticate con chiarezza.
Tuttavia il trauma acustico può aver agito su una predisposizione del tipo già sopra descritto, e quindi può trovare una soluzione, anche solo parziale, con il trattamento della disfunzione ATM. In alcuni casi, cioè, la disfunzione ATM può aver reso l’orecchio più suscettibile al trauma, ma può anche costituire un elemento che impedisce la remissione che, in sua assenza, forse potrebbe avvenire: alcune caratteristiche da lei esposte darebbero, a mio parere, discrete speranze, ovviamente se la situazione venisse davvero affrontata.
Il suo desiderio di sentire altri pareri è più che legittimo, anche se via rete non credo si possa dare un suggerimento diverso da quello di farsi visitare da uno specialista, della specialità (ORL, dentista, neurologo, audiologo) che riterrà più adatta al suo caso.
Eventualmente riposti il suo quesito anche qui su Medicitalia nelle sessioni specialistiche corrispondenti.
Cordiali saluti ed auguri
[#4] dopo  
Utente 474XXX

Iscritto dal 2017
Gentilissimo Dottore.

La diagnosi di trauma acustico da rimozione di cerume l'ho scritto nel primo post.
La ringrazio per aver posto la questione su altri piani di approfondimento, tuttavia il dottore ha parlato di trauma molto lieve tanto di non necessitare nemmeno di camera iperbarica.

Lo so che il futuro è imperscrutabile tuttavia vorrei sapere se in casi analoghi è piu facile essere ottimisti o pessimisti.

La ringrazio e saluto
[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Non credo di essere salito o sceso su piani diversi.
Credo invece che ci sia un errore nei termini da lei usati: un trauma acustico è quello provocato da un forte rumore, ad esempio per uno scoppio o in discoteca. La diagnosi si fa perché il paziente te lo dice: il medico non può dedurlo.
La rimozione di cerume, se effettuata in maniera incongrua e maldestra, può causare una lesione da grattamento e , se si complica, un'otite esterna, che riguarda cioè il Condotto Uditivo Esterno (CUE). L'acufene ci può stare, ma purtroppo è un sintomo bizzarro, non chiaramente analizzabile e prevedibile.
Io non credo che , seguendo le terapie abituali, si possa essere ottimisti, giacchè una vera terapia non c'è. Se avrà fortuna l'acufene passerà. E' un problema che, quando insorge , spesso viene sottovalutato: all’inizio spesso concede ampie remissioni spontanee, il paziente è portato a credere che “passi da solo”. Purtroppo , una brutta volta, non passa più, e diventa un problema serio.

In presenza di una concomitante disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare, di cui si possa supporre un ruolo di concausa patogenetica, la prognosi, a mio parere, è lievemente migliore (ma lievemente).
Sull'argomento può trovare qualche notizia in più, e storie di casi significativi, visitando il mio sito internet alla pagina "patologie dell'Orecchio) .
Cordiali saluti ed auguri.
[#6] dopo  
Dr. Gaetano Moccia
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Gentile utente , bisogna chiarire la "caduta sui 4000 Hz"...(deep percettivo?) .Se cio' fosse e anche su varie frequenze e' altamente improbabile sia dovuto all'estrazione del tappo di cerume. " Trauma acustico da rimozione cerume" e' da contestualizzare ma e' difficile da sostenere come concetto.
In ogni modo , al di la' delle disquisizione tecniche :
-continui con la terapia prescritta e fino ad esaurimento secondo quanto indicatole;
- rifaccia l'esame audiometrico ed una nuova valutazione clinica con colleghi esperti di acufeni;
-dopo aver escluso patologie di ordine audiologico , vascolare ecc. ,con eventuali rimedi ,si dovra' rivolgere ad un odontoiatra-gnatologo per i motivi esposti in maniera chiara e precisa dal collega Bernkopf.
Saluti e cerchi di stare meno in ansia . Questa infatti e' uno dei fattori che "potenzia" gli effetti negativi sulla personalita' di chi vive dell'acufene .
Auguri e se vuole ci tenga aggiornati
[#7] dopo  
Utente 474XXX

Iscritto dal 2017
Gentilissimi Dottori grazie per le risposte.

L'ansia sinceramente me la fa venire il Dott.Bernkopf non lasciandomi nemmeno un minimo di speranza e portando addirittura tutto sul piano della "fortuna" (anche se sono contento che almeno speri in ampie remissioni spontanee anche se non ho capito entro quanto tempo).

A questo punto cari dottori dobbiamo credere ad una coincidenza: io vado a togliere il cerume, ho una otite e CONTEMPORANEAMENTE e per puro caso si scatenano altri sintomi che mi portano all acufene.

Sinceramente non credo alle coincidenze. Sarebbe più logico credere allora ad un motivo di stress e al fatto che abbia assimilato l'acufene di mia madre anche lei che ne soffre da poco ma per motivi neurologici.

Una teoria del tutto assurda ma comunque piu logica dello scatenarsi in contemporanea di vari fattori.

Chiedo solo questo: avete parlato di possibilita di remissioni spontanee: entro quanto tempo dovrebbero accadere?

Grazie
[#8] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, capita che chi si rivolge ad un medico voglia sentirsi dire quello che desidererebbe essere la sua realtà clinica. Il medico invece ha il dovere di dirgli correttamente quanto gli va detto, alla luce della propria scienza e coscienza, non di assecondarlo, al fine di non ricevere una valutazione negativa come quella che mi ha assegnata.

"entro quanto tempo (le remissioni spontanee) dovrebbero accadere?".
Rifaccia questa domanda a 10 specialisti, esperti di acufeni, e vedrà che nessuno le risponderà, perchè è una domanda priva di senso.
Se invece uno le risponderà, dandole delle certezze, le consiglio di cambiarlo immediatamente, assegnandogli una valutazione negativa.

Oltretutto credo che lei il mio consiglio non l'abbia ben letto, o comunque non l'abbia capito.
Le auguro di tutto cuore di trovare soluzione ai suoi problemi.

Cordiali saluti ed auguri
[#9] dopo  
Utente 474XXX

Iscritto dal 2017
Gentilissimo Dottore.

La mia valutazione negativa è dovuta alla sua mancanza di tatto oltre ad aver escluso ogni possibile guarigione a priori.

La aggiorno allora sul mio quadro a distanza di giorni così magari posso aiutarla a prevedere il decorso della malattia:

Dopo due settimane di cortisone la situazione seppur non risolta è migliorata. Riesco a dormire la notte e la sensazione di ronzio peggiora giusto in ambienti rumorosi. Inoltre il rumore non è mai fisso.

Le chiedo: è così assurdo pensare considerato il quadro ad un trauma acustico? O ad una conseguenza inoltrata di otite acuta esterna?

Se è possibile pensarlo è possibile guarire? Grazie
[#10] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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VICENZA (VI)
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Io credo che lei non legga.
Io non ho affatto escluso "ogni possibile guarigione a priori".
Se sa leggere, rispondendo ad una sua precisa domanda ("vorrei sapere se in casi analoghi è piu facile essere ottimisti o pessimisti") ho scritto :"Io non credo che , seguendo le terapie abituali, SI POSSA ESSERE OTTIMISTI, giacchè una vera terapia non c'è".
Se lei, nelle sue ricerche , troverà specialisti OTTIMISTI , o che addirittura le assicureranno la guarigione dagli acufeni, me li segnali, perchè resto molto interessato a sapere come si possa essere ottimisti in un argomento che viene , non da me, definito "la tomba dell'Otorinolaringoiatria".
Che cosa sia un trauma acustico credo che continui a non capirlo, nonostante io glielo abbia spiegato, e il Dr. Moccia le abbia scritto " Trauma acustico da rimozione cerume e' .. difficile da sostenere come concetto".
Dove ci può essere una spiegazione e una possibile via d'uscita al suo problema , che in caso di persistenza andrebbe considerata, glielo abbiamo entrambi scritto, ma sono pessimista sul fatto che lei lo abbia letto e capito
Auguri.