Utente 505XXX
A16 anni mi sono fatta fidanzata con un ragazzo che ne aveva 21. Ora ne abbiamo 28 e 33. Abbiamo caratteri completamente differenti, e non condividiamo molto tutti gli aspetti di vita quotidiana, come ad esempio aspirazioni o interessi. Se io voglio andare in discoteca o da qualche parte, lui è sempre stato pantofolaio. Gli piace stare a casa, tanto da non vederci anche per diversi giorni. Non chiedevo e non chiedo la luna, ma, di fare le cose che fanno tutte le coppie. I miei sentimenti hanno sempre prevalso su tutto. Il mio amore è sempre stato forte. Ma, ho sempre avuto la sensazione che i suoi sentimenti non sono stati così forti, e che non ha mai lottato per il nostro amore. Sono stata lasciata da lui due volte, dove in entrambe sono stata io a cercarlo. Abbiamo convissuto 6 mesi (in una nuova città) periodo di alti e bassi e litigi come tutti, ma, per lui la colpa è solo mia a causa del mio carattere impulsivo. Inoltre, la mia famiglia non si è mai intromessa nel nostro rapporto. Nei vari episodi di intromissione della sua famiglia, lui non si è mai opposto e non ha mai preso le mie "difese". In un periodo abbastanza recente, dopo una discussione fra me e lui chiarita in privato, la madre si è intromessa mettendo in mezzo anche le due figlie e il marito, accusandomi di provare gelosia e invidia per le figlie e di non rispettarli (cosa non vera dato il mio comportamento sempre positivo e rispettoso con tutti loro, alla madre non sono mai piaciuta). Lui non ha preso le mie difese e dal giorno di questo litigio con la sua famiglia non si è fatto più sentire ne vedere. Io sto male per "l'aggressione verbale" subita e per il suo non sentirsi e non vedersi. Non so se mi ha lasciata e non ha il coraggio di dirmelo. In diversi momenti della nostra storia mi sono chiesta se è l'uomo giusto per me, ma in particolar modo dopo quanto accaduto. I quasi 12 anni non sempre felici come avrei voluto, ho paura che se rimaniamo insieme, in futuro avrei questo intromettersi della sua famiglia e la sua mancata presa di posizione, e sarei infelice. Vorrei che lui ammettesse i suoi difetti e sbagli e che cambiasse per un rapporto positivo. Lo amo e sto male se chiudo questo rapporto dopo così tanti anni e allo stesso tempo penso se sarebbe meglio considerare l'idea che possa esistere l'uomo giusto per me, che coltivi i miei stessi interessi, passioni, che provi sentimenti reciproci nel lottare per stare insieme. L' alternanza di sentimenti di amore (che non posso e non voglio cancellare da un giorno all'altro), rabbia e delusione, non mi aiutano a prendere una decisione. Il cuore e la testa in contrasto.
[#1] dopo  
Dr.ssa Valentina Sciubba
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Gentile ragazza,
da ciò che ci dice sembra abbastanza chiaro che questo ragazzo abbia delle difficoltà a gestire correttamente la sua famiglia di origine. Sembra anche di capire che sia l'unico figlio maschio e ciò potrebbe spiegare un particolare attaccamento della madre.
Le intromissioni indebite, in positivo o in negativo, delle rispettive famiglie di origine in una coppia, possono essere molto deleterie, pertanto questo ragazzo, se l'ipotesi fosse corretta, rischia di rovinare la sua vita, quella della coppia e, in secondo luogo, anche almeno quella della sua famiglia originaria.
I problemi di relazione sono in genere facilmente risolvibili, spesso anche senza una terapia familiare o di coppia.
Può trovare un articolo sull'argomento sul mio sito professionale.
cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 505XXX

Iscritto dal 2018
Salve Dottoressa,
La ringrazio della sua risposta. Si come ha facilmente intuito è l'unico figlio maschio.
Cordiali saluti.