Utente 932XXX
Ho letto su internet che il l'alternanza dell'onda T in soggetti con problemi di ischemia (gia' infartuati o no) puo' essere indicatrice di aritmie ventricolari.
Essendo questa misura notevolmente difficoltosa ed ancora non eseguita in ambulatorio (la differenza tra una onda T ed la seguente e' di alcuni microvolt), chiedo sa la presenza di questa anomalia ha un riflesso anche sulla durata del preriodo RR che ho riscontrato su un mio ECG standard a 12 derivazioni (un perodo RR lungo seguito da un periodo corto durante la fase di recupero (dopo ciclo ergometro per altro negativo) quando la frequenza cardiaca stava scendendo da 120 a 80. sotto questa frequenza la registrazione ritorna regolare
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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, lei utilizza un linguaggio tecnico ma purtroppo con varie imprecisioni. Le alterazioni del suo intervallo RR che potrebbero essere legate alla comparsa di qualche extrasistole, non hanno ai fini prostognostici alcuna importanza. Ciò che infatti si valuta durante una prova da sforzo sono oltre ai sintomi, le alterazioni elettrocardiografiche quali extrasistoli o ritmi complessi e le alterazioni del tratto ST. L'alternanza dell'onda T, da sola, ha una bassa specificità di patologia, e comunque va sempre inquadrata all'interno di un contesto clinico, visto che in taluni e non rari casi può osservarsi anche in soggetti perfettamente normali.
Saluti