Utente 977XXX
Gentilissimi,
sono una ragazza di 28 anni dell'Emilia Romagna. L'anno scorso ho cominciato ad avere dolori molto forti alla mandibola e fitte al cranio ed ai bulbi oculari. Dopo varie visite (oculista, neurologo, dentista) ho iniziato ad utilizzare il bite inferiore (6, 7 mesi). Il bite ha migliorato la mia situazione ma ho alternato settimane di dolore lieve o quasi nullo a giorni di dolore acuto (in particolare alla mandibola destra e fronte). Ho eseguito la risonanza magnetica ed il risultato è stato: sono normali bilateralmente sia la morfologia sia lo sviluppo dei condili e delle cavità glenoidee; in posizione neutrale entrambi i condili; appaiono lievemente decentrati verso dietro, vi è dislocazione anteriore dei menischi articolari che si trovano a ridosso dei tubercoli glenoidei; all'apertura della bocca si osserva marcata limitazione funzione con assai ridotta escursione in assenza di significativa ricattura bilateralmente (io ho sempre avuto una limitata apertura comunque).
Ho letto la risposta data ad un altro utente, ma viene consigliata la risonanza, che io ho eseguito. Mi è stato quindi consigliato l'intervento chirurgico, ma io ne sono molto spaventata: è davvero rischioso? E soprattutto, non è possibile provare prima un'altra cura? (fisioterapia, laser...)
Nella speranza di un vostro riscontro, invio cordiali saluti. Grazie mille.

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[#1] dopo  
Dr. Filippo Martone
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Che intervento chirurgico?
Per quale motivo?
[#2] dopo  
Utente 977XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dottore, grazie per il Suo interesse. Ancora non ho incontrato il chirurgo per i dettagli, mi hanno spiegato che si tratterebbe di un intervento durante il quale cercherebbero di togliere la dislocazione reinserendo i menischi.
Mi hanno poi assotigliato il bite (prima tenevo la bocca più aperta con un bite alto circa 3 mm, ora è di circa 1 mm) e il dolore è tornato più forte (mi hanno detto che l'articolazione si deve abituare ma alla lunga è meglio).
Se avesse dei consigli da darmi (e mi riferisco anche ad altri colleghi) le sarei molto grata.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Filippo Martone
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La chirurgia dell'articolazione ha successo in UN SOLO SPECIFICO CASO. Quindi bisognerebbe poter valutare la sua situazione clinica e gli esami radiologici. Quali indagini ha effettuato?
[#4] dopo  
Dr. Antonio Maria Miotti
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UDINE (UD)
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Gent.ma Sig.ra,
come giustamente dice Lei "...non è possibile provare prima un'altra cura? (fisioterapia, laser...)..." è opportuno ricorrere ad ogni possibilità di trattamento conservativo (medico, odontoiatrico, fisioterapico,...)prima di ricorrere ad un intervento chirurgico.
Da questo punto di vista, Le consiglio di sottoporsi comunque a visita chirurgica. Non è così scontato che il chirurgo Le proponga subito un intervento chirurgico.
Cordiali saluti
[#5] dopo  
4165

Cancellato nel 2015
Gentile Utente,
le consiglio, prima di prendere in considerazione la chirurgia dell'articolazione temporo mandibolare, di eseguire una valutazione gnatologica accurata in un centro specializzato. La chirurgia dell ATM ha molte indicazioni, ma deve essere presa in considerazione solo come parte integrante di un protocollo gnatologico-chirurgico.
[#6] dopo  
Dr. Filippo Martone
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Non ci ha dato più notizie!
[#7] dopo  
Utente 977XXX

Iscritto dal 2009
Gentilissimi,
grazie davvero per l'interessamento al mio caso.

Mi sono trovata di fronte a due scelte: da una parte mi è stato consigliato un trattamento al maxillofacciale con degli spaziatori morbidi e vari esercizi, dall'altra continuare col bite (che è sempre lo stesso più sottile del primo) associandolo a fisioterapia. Per cercare di non fare troppi cambiamenti, ho deciso di iniziare il secondo percorso.
Il fisioterapista ha riscontrato una contrattura molto forte (che ultimamente mi fa estendere il dolore anche alle orecchie), la dislocazione dei menischi e anche una postura scorretta. Mi ha quindi consigliato di associare la fisioterapia alla mandibola a un posturologo, avendo notato che toccandomi il cranio, il collo e le scapole il dolore si arradia alla mandibola.

Vista la mia situazione, proverò tutto. Il dentista mi ha detto di usare il bite solo la notte, ma per me è sollievo anche durante il giorno. Per ora non riesco a fare un lavoro d'ufficio full time per il dolore abbastanza sopportabile che è costante e che esplode poi in fitte brevi ma molto intense.

Spero che la situazione migliori perchè il tutto è cominciato un anno e mezzo fa, io ho solo 28 anni e psicologicamente non è facilissimo.

Voi cosa ne pensate?

GRAZIE e grazie ancora.

Cordiali saluti.
[#8] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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MONDOVI' (CN)
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Gentile paziente,
i suoi condili, leggendo il referto della RMN, appaiono in posizione sostanzialmente normale, leggermente arretrati; i menischi sono spostati troppo in avanti.

Qui sta la ragione anatomica che sostiene il suo dolore: la zona retro-condilare è occupata da un cuscinetto riccamente innervato e vascolarizzato.
Una compressione di questo cuscinetto scatena i dolori che riferisce lei.
Il tutto può essere aggravato da una tensione muscolare di origine stressogena.

L'articolazione temporo-mandibolare è sostanzialmente sana, stante la descrizione della risonanza, e quindi la chirurgia non è, al momento, da prendere in considerazione.

Il problema è verosimilmente un problema di posizione dei denti.

Il bite le posiziona le arcate dentali fra di loro in un modo diverso, e quando lei indossa il bite i condili sono una altra posizione, verosimilmentre migliore.

Un bite ben costruito deve spostarle il condilo un pochino più avanti quando lei chiude la bocca, e ricatturare il menisco nella giusta posizione.

Un bite ovviamente funziona solo quando è indossato.
Normalmente è sufficente portarlo di notte, e si riesce a vivere "di rendita" anche di giorno, ma per lei non è così.
Lo indossi senza problemi il più possibile.

Quando scompaiono i sintomi, significa che condili e menisco sono nella posizione giusta.
Si tratterà ora di far si che i denti, quando combaciano fra loro, mantengano il sistema condili/menisco nella posizione giusta.
Si può fare con la protesi (limare i denti e capsularli), o con l'apparecchio (ortodonzia FISSA, lasciando stare invisalign o altri sistemi invisibili, non adatti data la delicatezza del caso).
Data l'età, l'apparecchio sembra la soluzione migliore.

In sintesi:
NO chirurgia (non sembra ci sia un danno anatomico da correggere),
NUOVO BITE, ben costruito,
ORTODONZIA una volta passati i sintomi, una volta sicuri che quella sia la posizione giusta.

Spero di essere stato chiaro nell'esposizione.

SI rivolga ad uno gnatologo con "i controfiocchi" perchè il suo non sembra un caso facile.
[#9] dopo  
Dr. Filippo Martone
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BOLOGNA (BO)
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Concordo con sergio su

No chirurgia
Nuovo bite ben costruito e portato
ortodonzia o protesi dopo TOTALE REMISSIONE DEI SINTOMI.

la riabilitazione più affiancare ma non sostituire quanto sopra. Dev'essere coordinata e può ridurre i tempi.

E anche sull'ultima raccomandazione concordo.

Cordialmente
[#10] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi
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CARRARA (MS)
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Il bite troppo sottile non è secondo me adatto alla soluzione del caso. Appena glielo hanno abbassato il dolore è peggiorato. Sulla difficoltà del caso non ci sono dubbi.
[#11] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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MONDOVI' (CN)
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Gentile paziente, il dr. Tonlorenzi mi da l'assist per una ggiunta: l'altezza del bite non è "a casaccio", ma è quella necessaria a far si che il menisco venga ricatturato.
Non si tratta quindi di un niuovo bite "più basso", ma piuttosto "più alto".
Di quanto più alto?
Lavoro dello "gnatologo con i controfiocchi"...